Viaggio di 9 giorni in Uzbekistan
La storia di questa terra asiatica, distesa da occidente ad oriente tra steppe, deserti e piccoli laghi, comincia in un tempo antico, prima dell’avvento dell’impero persiano.
Sono gli iraniani Bactriani e Sogdiani ad abitare queste lande, tutti figli di Zoroastro. Nel VI secolo a.C. inizia il grande capitolo persiano, quello scritto da Ciro il Grande, e terminato da Alessandro Magno, la cui vicenda biografica è strettamente legata a questi luoghi.
E poi, ecco il contatto con l’Oriente, e l’apertura della Via della Seta, la strada più importante del mondo antico. Via che passava da Samarcanda, la leggendaria, la città più ricca dell’Eufrasia, crocevia di culture ancora oggi.
Nota per le sue moschee e i mausolei color turchese, così voluti da Tamerlano, il grande condottiero lanciato alla conquista del mondo, emulo di Gengis Khan. Fu proprio Gengis Khan a risparmiare dalla distruzione la moschea e il minareto di Bukhara, città gioiello, vero patrimonio dell’umanità, madre del grande Avicenna.
Anch’essa ornata di preziose moschee e madrase, compete con Khiva, figlia di Sem, figlio di Noè – così vuole la leggenda -, fiera si specchia nell’Amu Darya con le sue splendide mura, intervallate da porte imponenti, e tutto intorno si stende l’infinito deserto di Kyzyl Kum, attraversato per secoli da numerosi eserciti, bagnato dalle acque, quasi sacre, dell’Aydar Ko’l.
Un crogiuolo di popoli, coloratissimo e vivace, abita i vicoli e i mercati di Tashkent, cuore pulsante dell’Uzbekistan, impreziosito da una delle più belle piazze dell’Asia.