Viaggio di 4 giorni in Francia
E… si gira! Gli operai escono dalla fabbrica, le donne corrono veloci davanti alla cinepresa, un ragazzo in bicicletta, al contrario, rallenta il passo e guarda in macchina. Bianco e nero. Muto. È nato così il cinema, in questa città, la fabbrica era Lumière.
Luci puntate dunque su Lione, sulle belle piazze che, con gusto scenografico, interrompono prospettive di palazzi figli tutti della fin de siècle; luci puntate sulle sponde popolose della Saona, nelle cui acque si riflettono guglie e colonne, mentre scorre veloce verso sud, all’incontro col Rodano; luci che, nelle notti di dicembre, esplodono in proiezioni caleidoscopiche di viola, arancio e blu, a dare nuova forma al cuore della città.
Un cuore antico, che palpita da millenni all’ombra della collina di Fourvière, scelta da Roma come sede del foro e dei teatri: qui, incastonato nella roccia, il Museo, con le sue preziose tavole di bronzo, incise con le parole di un imperatore poco amato, troppo moderno.
A poca distanza, la superba Notre-Dame sigilla il lato sacro del fiume, svettando alta sulla vecchia Lione, quella dei vicoli che si intrecciano e si nascondono intorno alla Cattedrale.
Di là dal fiume, sono le voci di celebri scultori e pittori che, per secoli, fondendosi coi riverberi del marmo o coi riflessi di tempere e olii, raccontano, nelle sale di un prestigioso convento del Seicento, oggi Museo, il Medioevo e il Rinascimento, le pingui sante di Rubens e le stanze buie di Zurbaran, le passeggiate al sole di Manet, i fiori profumati di Fantin-Latour, i ponti viola di Monet.
Da qui, quasi prolungamento di un’onda del fiume, una cortina di palazzi si alza dolcemente verso nord, dando forma al quartiere operaio della Croix-Rousse, quartiere della seta, dei tessitori e delle loro rivolte, tra le prime di Francia, costellato di piazzette e scorci inaspettati sulla città, che si perde all’orizzonte verso sud.