Viaggio in alta Toscana di 3 giorni
Lo sguardo spazia, naviga in un cielo screziato di bianco, si adagia sul profilo morbido di colline e vallate.
Eremi e pievi, villaggi e castelli, sonnecchiano in un paesaggio sigillato, scolpito da una luce ferma, che tutto rende immoto e silente.
Solo il lontano sussurro d’acque, quelle del Tevere, quelle dell’Arno, che scorrono come nastri d’argento, rompe la quiete dorata di queste terre.
Strade antiche le attraversano toccando luoghi di devozione e popolosi borghi.
Ecco la Pieve di Romena, fiore romanico del Casentino, fondata, narrano, da Matilde la Gran Contessa ed ecco il Castello di Poppi, nobile dimora di conti ghibellini legata alla memoria di un Dante guerriero, preziosa custodia dell’opera del più brillante allievo di Giotto.
Tra amene valli siede Arezzo, illustre culla di mirabili ingegni. Le sue piazze e i suoi vicoli, vestiti del caldo colore del cotto, raccontano di poesia e musica e pittura.
Qui il Medioevo lentamente e per sempre ha deciso di ritirarsi all’avanzare di un nuovo sole, puro spirito della rinascenza, incarnato da un pittore geniale. Le sue figure, ferme e dolci insieme, immobili e lucenti, nitide e plastiche, che abitano storie sante di Croci e leggende, di battaglie e sogni divini, nascono da questa terra, la sua terra.
Quella di Sansepolcro, nella valle del Tevere, fatta di colline brulle e ombrose, imprigionate dietro gli occhi di un Cristo appena risorto; quella di Anghiari, calpestata dalla furia di una battaglia epocale, che l’ha resa immortale; quella di Monterchi, solinga dimora di una giovane donna, futura madre e Signora del mondo.