Viaggio di 5 giorni nel Lazio
Tra i Monti Sabini, i Cimini e il lago di Bracciano, il Tevere scorre placido in anse verdeggianti.
Un paesaggio immutato, abitato già in antico da genti ribelli a Roma, custodisce piccoli centri, borghi pittoreschi, rocche e abbazie.
Lungo strade percorse da guerrieri e pellegrini, si incontra la storia, raccontata da dei e poeti.
Ecco Lucus Feroniae, dimora della dea della fertilità, bosco sacro per i sabini, luogo amato da ricchi romani che lo ornarono di ville e mosaici; Civita Castellana, Falerii, leggendaria figlia di un figlio di Agamennone, distrutta e ricostruita, inespugnabile rifugio di papi nel Medioevo e oltre; la longobarda Fara in Sabina, nata accanto ad una città fondata da un dio, in una terra che sigilla memorie e tracce di una devozione sempre viva.
Poco distante l’Abbazia di Farfa, potente cuore del monachesimo medioevale, risplende nel suo Giudizio Universale, mentre più a nord, i colori svaniti di un ardore acceso animano le pareti della cattedrale della Sabina, a Vescovio, nelle terre descritte da Virgilio e Plinio.
Rieti, Umbilicus Italiae, sorprende il viandante con i suoi Musei, custodi di tesori di marmo e pietra. La madre di Roma, placida si specchia nel Velino, ai piedi del Terminillo.
E i monti tutti chiudono questa terra, punteggiata di piccoli laghi e altipiani, popolata di borghi come Nepi, regina delle acque, la bella Sutri, citata dal Petrarca, e Toffia, appollaiata lassù, nella bellezza del cielo di primavera.