La mostra Niki de Saint Phalle al MUDEC – dal 5 ottobre al 16 febbraio 2025 – aggiunge un nuovo capitolo alla costruzione di una Storia dell’Arte al femminile, di cui oggi si avverte finalmente l’urgenza.
È la prima retrospettiva italiana dedicata a un’artista che ha lasciato un segno forte nell’arte del XX secolo, ma raramente rimarcato. Un omaggio meritato a un personaggio il cui nome è poco frequentato, ma la cui opera difficilmente passa inosservata.
Sono sue le grandi Nana colorate e ballerine che costellano il verde del Giardino dei Tarocchi, in Toscana.
Sua – e del suo compagno Jean Tinguely – la meravigliosa fontana Stravinskji che aggiunge i suoi colori a quelli del Centre Pompidou, a Parigi.
Quella di Niki de Saint Phalle è un’arte gioiosa, colorata, che ispira sentimenti leggeri. Ma la leggerezza non è superficialità, è un approdo raggiunto faticosamente.
Il suo percorso artistico comincia nell’ambiente del Nouveau Realisme degli anni ’60 (lei classe 1930) e il suo sfacciato carisma è subito evidente. È la bella ragazza con il fucile che spara ai sacchetti gonfi di vernice nelle performance intitolate Tiri. Una carabina al posto del pennello. Il colore che esplode letteralmente nell’aria. Il sotto-testo femminista è palese, figlio dei tempi, ma soprattutto dell’esperienza personale.
Poi arriva la Hon, la gigantessa incinta, stesa a terra. Tanto grande che ci si può entrare per vedere cosa c’è, dentro a questa dea della fertilità.
E poi le collaborazioni con Tinguely, lo scultore svizzero compagno di vita e di lavoro, ma anche con architetti, registi e artisti di mille discipline, foriere di contaminazioni sorprendenti.
Niki de Saint Phalle era una cittadina del mondo, un po’ francese, un po’ americana. Ricca di famiglia, ma non fortunata. A disagio nel ruolo di figlia, e poi in quello di madre. Solida e potente in quello di artista.
Nelle otto sezioni della mostra del MUDEC, il suo percorso creativo, il messaggio femminista, il lavoro di ricostruzione del sé attraverso la pratica dell’arte invadono gli spazi in un caleidoscopio di colori, irresistibile e denso. Tutto da scoprire!
Le prime date per le nostre visite guidate alla mostra Niki de Saint Phalle al MUDEC sono già in calendario.
Vi aspettiamo!