A Palazzo Reale, la mostra I Macchiaioli, apre la stagione espositiva milanese 2026.
La forma non esiste! O almeno… non ha una linea di contorno. Il segreto è il rapporto tra il colore e la luce. La realtà è generata dal loro contrasto. Di questo si discuteva vivacemente a Firenze, tra i tavoli del Caffè Michelangiolo, era il 1855. Da queste animate discussioni nasceva la scuola toscana dei pittori ‘macchiaioli’… una definizione nata per offendere, ma ben accetta ai protagonisti del movimento pittorico più innovativo dell’Ottocento italiano.
E se la tradizione accademica doveva andare alle ortiche, che ci andasse anche la pittura di studio! Meglio uscire all’aperto, registrare sull’attimo le impressioni e i contrasti di luce. Lo avevano fatto per primi i francesi, nella foresta di Barbizon… ma questa era la Toscana, inondata di sole!
Cominciava così una stagione ‘luminosa’ in tutti i sensi, che gravitava su Firenze, proprio quando questa si apprestava a diventare capitale del Regno d’Italia.
Ce la racconta la nuova mostra di Palazzo Reale, aperta dal 3 febbraio 2026.
Protagonisti, Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi…
Protagonista è poi, certamente, il paesaggio, ridefinito dalla luce, in un equilibrio di toni e forme, ma non solo. Il ritratto, le passeggiate, le conversazioni tranquille sono temi altrettanto ricorrenti, specchio di una modalità tecnica rinnovata, ma anche di una umanità autentica, quella della piccola borghesia cittadina e dei lavoratori delle campagne. Corpi solidi, fatti di volumi, mai celebrati, semplicemente reali, a volte, un po’ vermeeriani.
E non è secondario nemeno il tema risorgimentale, a cominciare dalle opere giovanili di Fattori, la cui maturazione verso la macchia passa attraverso l’elaborazione dei soggetti militari.
La mostra I Macchiaioli è davvero da non perdere!
Noi vi aspettiamo, e presto troverete le prime date delle visite guidate di Acànto sul nostro calendario.