Un tuffo nel Rinascimento… in Corso Magenta!
Non lontano da Santa Maria delle Grazie e dal suo Cenacolo, un tempo dentro la cerchia di mura medioevale, si trova la chiesa del Monastero Maggiore di San Maurizio. Dalla facciata quasi anonima, nonostante le belle linee architettoniche, e per anni chiusa al pubblico, ora è diventata uno dei monumenti milanesi più noti, ricercato da amatori e turisti.
Al suo interno è un tripudio di pittura: su tutta la superficie, dalla volta ai pilastri delle cappelle, si dipanano numerosi cicli d’affreschi, tutti frutto del medesimo secolo, il Cinquecento “post leonardesco”.
Sì perché qui lavorarono Bernardino Luini e i suoi figli, ingaggiati dai ricchi genitori delle benedettine che qui vivevano.
Su tutte, l’abbadessa Alessandra, nipote del signore di Bologna e di Galeazzo Maria Sforza! tanto per intenderci…
Le chiese dipinte sono due in realtà: quella pubblica, per la nobiltà milanese che veniva a sentir messa, e quella privata, per le monache, in clausura anche se non strettissima, lo sappiamo!
Sul tramezzo, il muro che le separa, ecco i benefattori del monastero, i santi e soprattutto le bellissime martiri, elegante esempio di virtù da seguire. Lo sfumato leonardesco, la tavolozza carica di colori caldi e ambrati, il naturalismo delle figure, che sarà tipico della pittura seicentesca lombarda, fanno di questo luogo una delle migliori testimonianze del Rinascimento milanese e il punto di partenza per poter raccontare uno spaccato di vita mondana, molto aristocratica, al tempo del declino degli Sforza.
La visita guidata con Acànto comprende anche una breve passeggiata nei dintorni.