La visita guidata Art Nouveau a Milano, con Acànto.
Incantevole, ma anche bizzarro, lo stile Art Nouveau permea l’architettura milanese con una grazia pervasiva. La sua breve stagione, si avvia un po’ in ritardo rispetto ad altri paesi europei e si conclude bruscamente con l’inevitabile cesura della Prima Guerra.
Pochi anni, che sono però bastati ad ammorbidire il volto severo di Milano con silhouette serpentinate e mobili, una nuova sensibilità per le forme naturali e un’inclinazione ornamentale immaginifica fino al bizzarro. Tante sono le tracce del suo passaggio, nelle ringhiere in ferro dei balconi, nei medaglioni decorativi che campeggiano su infinite facciate, nei fregi floreali che ornano le linee dei tetti e le modanature.
Dettagli Art Nouveau si trovano nei condomini borghesi, nelle fabbriche che sopravvivono qua e là nella periferia e nelle case popolari, che proprio allora nascevano e che oggi sembrano case di lusso.
Spesso si è mescolata con il gusto eclettico e con lo storicismo patriottico dei risorgimentali, e deve tutto ai piani regolatori post-unitari, primo fra tutti, il mitico Piano Beruto, che ha fissato i luoghi in cui ha trovato spazio.
Ma è nel cuore della città che l’Art Nouveau ha lasciato la sua traccia più riconoscibile, e forse anche la più curiosa.
La nostra passeggiata nell’Art Nouveau milanese, proprio per questo, comincia… dall’inizio: con il maestoso Palazzo Castiglioni, in Corso Venezia: il primo, ‘caso’ di Art Nouveau in città. Una partenza in grande stile, per dimensioni, e per creatività, resa possibile dal successo economico della borghesia imprenditoriale meneghina che, di questo movimento, è stata l’anima e anche il portafogli. Palazzo Castiglioni è anche specchio di come l’Art Nouveau, non solo sia sopravvissuta poco, ma anche di quanto sia stata dimenticata subito dopo. Pochi sono gli ambienti superstiti negli interni del palazzo… ma che meraviglia quelli che restano!
Proseguiremo poi nei dintorni, dove il connubio tra piglio borghese e gusto ornamentale ha lasciato altri esempi belli, eleganti e bizzarri, come le Case Berri Meregalli, tra grondaie inghiottite da teste d’ariete, e androni che sembrano le segrete di un castello medievale.
E non manca, nell’Art Nouveau milanese, nemmeno qualche suggestione più internazionale: il segno grafico dello Jugendstil austriaco, le curve morbide di un bowindow alla maniera belga, la freschezza di una facciata ad angolo alla francese…
E in più, scopriremo qualche giardino e qualche cortile normalmente nascosti allo sguardo.