Parco Sempione: cosa vedere

Parco Sempione: cosa vedere

Maggio 5, 2021

Il Parco Sempione è il più milanese dei parchi cittadini. Non il più bello, non il più grande, ma di sicuro ha qualcosa di speciale. Il suo segreto sta nella sua lunga storia? Forse no, o almeno non solo. Forse non è nemmeno una questione… botanica. Secondo noi, c’entra di più l’architettura!

La storia di Parco Sempione

I parchi delle grandi città europee hanno preso forma nel corso dei secoli per volontà di sovrani e grandi signori, oppure sono il frutto dei restyling urbanistici operati dalle pubbliche amministrazioni nel corso dell’800. A Milano, il Parco Sempione è entrambe le cose! La sua origine è viscontea, mentre la sua forma attuale è quella datagli dall’ingegner Emilio Alemagna tra il 1890 e il 1894.
È piccolo il Parco Sempione e forse non è suggestivo quanto altri parchi europei, ma certo non manca di personalità! Un tratto che non dipende tanto dalla conformazione del verde, bensì dalla presenza di architetture e installazioni che, diciamolo, non sono per nulla scontate. E non parliamo dei monumenti celebrativi che tanto piacevano all’Italia post-risorgimentale (ma anche a tutte le altre nazioni d’Europa), o almeno, non solo.
Il motivo di queste presenze insolite è la vicinanza, geografica prima di tutto, con il Palazzo dell’Arte, gioiello architettonico nato dall’estro di Giovanni Muzio nel 1931 proprio al limitare dell’area verde come sede della Triennale di Milano.

 

 

L’influenza della triennale su Parco Sempione

E galeotta fu la vicinanza geografica, perché è proprio l’attività inesausta delle esposizioni Triennali che ha plasmato il parco a sua immagine, facendone l’estensione naturale delle sue sperimentazioni.
Nata a Monza -come Biennale- nel 1928, la Triennale approda a Milano nel 1933, inaugurando nel nuovo Palazzo dell’Arte, consolidando la sua vocazione di piccola Expo su scala locale il cui ruolo è esaltare il prodotto autoctono e mantenere vivo il confronto con il panorama internazionale. Vi si espone l’artigianato, mentre questo diventa prodotto industriale, serie, e infine design. La Triennale ne supporta e testimonia gli sviluppi, e ne segue le applicazioni, che si fanno sempre più estese, e intercettano l’architettura e l’urbanistica.
È in questo contesto che, già a partire dall’edizione del 1933, la prima milanese, il parco Sempione diventa il terreno -e non in senso figurato- dell’attitudine sperimentale della Triennale, vi si costruiscono le case dimostrative: abitazioni vere e proprie che impiegano materiali e forme nuove, pensate per l’uomo moderno.

Il quartiere QT8

Sono costruzioni effimere, durano il tempo dell’esposizione, ma con l’edizione post-bellica del 1948, escono dai confini del parco e diventano perenni dando vita al QT8, un vero quartiere, destinato a rimanere, alla periferia della città.
Così, quando dalla ricostruzione scivoliamo felicemente verso il boom economico degli anni ’50 e la Triennale diventa la sede, non solo del dibattito sull’abitare, ma anche sugli sviluppi della città e su come viverla al meglio, il parco si popola di nuovo di strutture architettoniche. Siamo nel 1954, è la decima edizione della Triennale.
Succede di nuovo nel 1973, quindicesima Triennale, con un progetto di installazioni artistiche che riflettono sul senso della partecipazione e su come l’arte possa farci avvicinare agli spazi pubblici.
In entrambe i casi, si trattava di opere destinate ad essere smantellate, come le case dimostrative del 1933, ma alcune di loro sono rimaste per sempre, come il QT8.

 

 

Il Padiglione di Soggiorno

Una di queste è il Padiglione di Soggiorno, progettato dagli architetti Ico Parisi e Silvio Longhi, con l’ingegner Luigi Antonietti.
L’esempio perfetto del carisma specifico del nostro parco.
Nel 1954, il padiglione raccoglieva la sfida lanciata dalla Triennale di quell’anno, cercando di dare forma a un luogo di aggregazione bello e funzionale. Un posto in cui leggere –era pensato prima di tutto come biblioteca- e allo stesso tempo godersi il verde circostante. Uno spazio ricreativo, che nutrisse la mente, ma anche il corpo, vista la presenza di un bar. Insomma, un luogo da vivere, allo stesso tempo popolare nella funzione e nobile nelle intenzioni.
Missione compiuta diremmo, visto che ancora oggi continua ad accoglierci nella veste, ormai consolidata, di Biblioteca rionale del Parco Sempione.
La struttura è figlia del Razionalismo, con un’anima organica. È giocata sulle curve: il semicerchio del perimetro esterno, e la sezione di spirale al centro, a ricordare una conchiglia. I materiali sono pensati in contrapposizione: il calcestruzzo armato per la copertura è anche il segreto della struttura intera, che si autosostiene grazie a 8 grandi pilastri a sezione triangolare e concede alle pareti di smaterializzarsi nelle vetrate continue a beneficio della luce e della vista sul verde.

 

A costruirlo era stata la Cementeria Meroni e quando il progetto vince la Medaglia d’Oro della Triennale, la cementeria lo dona al Comune che decide di mantenerlo.
Guardarlo oggi significa ricordarsi il ruolo straordinario della Triennale, il suo contributo sperimentale e pratico all’idea della città moderna, la carica ideale che animava i progettisti.
Ci aiuta in questo riconoscere che, oltre alla funzione d’uso, il Padiglione di Soggiorno dimostra come l’unità di intenti tra le arti sia foriera di buone cose. A farne un’opera compiuta è proprio l’integrazione tra le discipline artistiche tradizionali: architettura, scultura e pittura.

 

Bruno Munari ne ha decorato le pareti, Mauro Reggiani ha realizzato le tarsie in marmi colorati della pavimentazione esterna, Umberto Milani è l’autore di un grosso pannello decorativo in cemento vicino all’ingresso. E infine, Francesco Somaini è l’ideatore della scultura che sta al centro dello spazio lasciato libero dall’architettura, quasi un perno a cui tutto il padiglione si ancora idealmente. È un’opera in cemento che si ispira al cubismo, quello scultoreo di Lipchitz, per intenderci. Il titolo Grande Motivo fa pensare a una scultura astratta, ma vi si riconosce invece il profilo di una donna che legge. Tutto funziona, come un organismo sano.
Non tutto è andato liscio. Nonostante la scelta di conservarlo, il Padiglione è stato trascurato, gli interventi di piccola manutenzione nel tempo non sono stati il massimo né, tantomeno, filologicamente corretti. In più ci sono i limiti di efficienza ecologica dei materiali impiegati in origine. Solo nel 2011 un restauro più ampio ha riportato il padiglione in buone condizioni, che ancora oggi conserva. Per verificarlo basta fare una bella passeggiata nel parco e raggiungere il Monte Tordo, la piccola scenografica altura artificiale sulla quale è collocato.
Ecco, il Padiglione di Soggiorno è una delle ragioni per cui il Parco Sempione non assomiglia agli altri parchi. Ma non l’unica.

 

Il bar bianco

Cos’altro è rimasto delle Triennali?
Di quella del 1954 sopravvive anche il Bar Bianco, nato per le merende dei bambini e voluto dalla Centrale del Latte.
Dell’edizione 1973 ritroviamo invece le installazioni ambientali di Arman, Alberto Burri, Giorgio de Chirico e Giorgio Amelio Roccamonte ma per queste, rimandiamo al prossimo post!

Orari di apertura

Parco Sempione apre tutte le mattine alle 6.30. Se amate fare jogging è il posto ideale per cominciare la giornata nel verde! La sera chiude più tardi in estate, alle 22.30 da giugno a settembre, e un po’ prima nei mesi freddi: alle 20.00 in gennaio e febbraio, alle 21.00 tra marzo e aprile e alle 22.00 in maggio.
Un consiglio? Prima di partire all’avventura, verificate sempre gli orari sul sito: https://milano.biblioteche.it/library/parco/timetable.

 

Come accedere al parco

Al Parco si accede da tutti i lati, se volete raggiungere il Padiglione di Soggiorno, vanno bene tutti, è collocato quasi al centro, e potete seguire la segnaletica interna al parco, vi guiderà facilmente alla meta. Il suo indirizzo preciso è Viale Cervantes (zona Montetordo).
Il Padiglione di Soggiorno svolge le sue funzioni di Biblioteca Parco Sempione dalle 10 alle 14.30 nei giorni di martedì e giovedì, mentre lunedì, mercoledì e venerdì è aperto nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 19.