ADI Design Museum

ADI Design Museum

A Milano, il nuovo museo dedicato al design

Giugno 18, 2021
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L’ADI Design Museum è l’ultimo nato tra i musei milanesi. Nuovo, nuovissimo e irresistibile!
Perché un nuovo museo del design a Milano? E perché questo nome?
Partiamo da qui. ADI è l’Associazione per il Disegno Industriale nata nel 1956 allo scopo di accompagnare una nuova professione, quella del designer, verso una definizione di sé. Sì, perché con il dopoguerra, l’industria inventa nuovi materiali, la vita moderna cambia le abitudini, il lavoro si specializza e c’è bisogno di… forme. Ne hanno bisogno oggetti ‘vecchi’: le sedie, gli armadi, ma anche oggetti ‘nuovi’, come le macchine per cucire, le macchine per scrivere, i giradischi, gli aspirapolvere… e chi è chiamato a creare queste forme? Dei professionisti altrettanto nuovi, un po’ architetti, un po’ artisti, un po’ scienziati: i disegnatori industriali. Sarà ADI a prendersi cura di loro.

ADI Design Museum Milano. L’allestimento

Il Compasso d’Oro

Il primo e fondamentale alleato della missione intrapresa da ADI è il Compasso d’Oro: un premio immaginato nel 1954 da Gio Ponti e Alberto Rosselli e patrocinato alla sua nascita da la Rinascente. Un premio che celebrava allora, e continua a farlo oggi, l’estetica del prodotto industriale e sanciva l’esistenza del disegno industriale,  questa disciplina a sé, organica e nuova, che è stata proprio Milano la prima a riconoscere!
Si spiega così perché, dopo tanti anni di attività, l’ADI abbia espresso la necessità di avere un luogo in cui raccontare la sua storia, e perché questo luogo debba essere qui, a Milano, più che mai, la città del design.

ADI Design Museum Milano. Dettaglio dell’esposizione permanente

ADI Design Museum: dove si trova

Il luogo in questione si trova tra il Cimitero Monumentale e la Porta Volta, che era un tempo il varco aperto nei bastioni spagnoli per dare una prospettiva al nuovo cimitero. Erano gli anni ’80 dell’Ottocento. Oggi il varco non c’è più, e siamo abituati a chiamare viale Ceresio il tratto breve di strada che conduce al Cimitero. Proprio da viale Ceresio al N 7, oppure da via Bramante N 42,  si accede al museo, che però ha anche un indirizzo tutto suo: Piazza Compasso D’oro 1, una piazza che non c’era, pensata dall’architetto Alessandro Sassi come quinta scenica per il nuovo spazio, ma anche con lo spirito della piazza-giardino!
Insomma, l’ADI Design Museum gode di una posizione speciale.

Piazza Compasso d’Oro

Il museo

Lo spazio espositivo affacciato sulla nuova piazza, è ricavato da una ex stazione dei tram a cavalli, nata nel 1884 e che aveva già vissuto una seconda vita, quando negli anni ’30 del Novecento era stata convertita in stazione elettrica della Edison. Come si dice… non c’è 2 senza 3, e in questa sua terza vita, la vecchia stazione tramviaria è diventata museo! Ai muri hanno pensato gli architetti Giancarlo Perotta e Massimo C. Bodini e all’allestimento, lo Studio Migliore + Servetto insieme a Italo Lupi.

Il risultato è la lunga galleria vetrata che si estende tra via Ceresio e via Bramante, popolata di oggetti e di colori, dove si aprono grandi finestre insolitamente affacciate sulla strada.

ADI Design Museum Milano. Interno. La ex stazione elettrica

L’allestimento

I 5.000 metri quadrati di esposizione sono fitti di oggetti: sono più di 2.000 quelli premiati con il Compasso d’Oro dal 1954 ad oggi. Ci sono quelli piccoli, come le calcolatrici, i set di pentole o la mitica scimmietta Zizì e quelli grandi, molto grandi in effetti, come la Fiat 500.
Trovano spazio una sezione permanente, che si intitola ‘Il cucchiaio e la città’ in omaggio alla celebre espressione usata da Ernesto Nathan Rogers nel 1952,  ma anche le mostre temporanee, che un po’ si confondono nello spazio fluido degli allestimenti. Il bello forse è proprio questo: la convivenza solo poco meno che libera di tante creatività.

ADI Design Museum Milano. Vetrina per la Scimmietta Zizì e il Gatto Meo Romeo di Bruno Munari

Il design in evoluzione, tra storia e futuro

Quello dell’ADI Design Museum è uno spazio iper stimolante, dove riscopriamo cose che ci sono familiari e ne incontriamo di nuove, che non avremmo immaginato. Ma la cosa più bella è che muovendosi, e forse un po’ perdendosi in un apparente caos creativo, succede invece che in qualche modo ci si ritrovi, perché via via che si procede, le idee si schiariscono e appare una traiettoria. Sì, perché il design segue una traiettoria, che per sua natura è progressiva. E così comprendiamo che, se negli anni ’50 era una sedia, negli anni ’80 l’indistruttibile Fiat Panda, oggi è l’idea per un arto artificiale. Nulla è cambiato e tutto è cambiato. Per il meglio.

ADI Design Museum Milano. Vetrina per le seggioline K1340 di Zanuso e Sapper per Kartell

Visita all’ADI Design Museum

Consigliamo una visita all’ADI Design Museum? Eccome! Per prima cosa, per il piacere di fare un viaggio in una storia familiare, quella degli oggetti che ci hanno accompagnato e continuano ad accompagnarci nella vita quotidiana. È una strana e affascinante sensazione accorgersi che nessun oggetto è solo un oggetto.
Poi lo consigliamo perché è sempre bello partecipare alla trasformazione inesausta di Milano, che si ripensa e si ridisegna e continua a generare spazi nuovi da angoli vecchi.
Infine, ma non è certo l’ultima ragione, è solo la più semplice: perché è bello!

E se preferite visitarlo accompagnati, tenete d’occhio il nostro calendario.

 

ADI Design Museum Milano
Dove si trova Via Ceresio 7 / Via Bramante 42 / Piazzale Compasso d’Oro 1
Orari di apertura mar-dom 10.30-20.00
Indirizzo ufficiale www.adidesignmuseum.org