La Visita guidata alla GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano soddisferà il desiderio di conoscere meglio l’arte italiana del XIX secolo – è la più importante collezione lombarda in questo ambito- ma vi darà molto di più! I motivi per cui ha senso scegliere di scoprirla, se non la conoscete ancora, o di rivederla, se non la frequentate da un po’, sono tanti, per primo, il luogo incantevole in cui è ospitata: la Villa Belgiojoso Buonaparte, che a Milano chiamiamo anche Villa Reale.
La storia della villa storia comincia con il conte Ludovico Barbiano di Belgiojoso, che la commissiona nel 1790 all’Imperial Regio Architetto Giuseppe Piermarini, sul terreno antistante i giardini pubblici, a cui proprio l’architetto aveva dato forma pochi anni prima. Piermarini, oberato di incarichi ufficiali, affida il lavoro al suo pupillo, Leopoldo Pollack. Il risultato è talmente straordinario che, morto il conte nel 1801, la neonata Repubblica Italiana, acquista villa Belgiojoso per alloggiarci Napoleone! Questi ci sta poco, si sa, è un soldato, non può fermarsi, ma Eugenio Beauharnais, suo figlioccio e viceré d’Italia, se ne innamora pazzamente, ci va a vivere, e contribuisce ad aumentarne lo splendore commissionando le decorazioni del piano nobile.
L’architettura grandiosa, gli stucchi, i soffitti affrescati e i pavimenti intarsiati ne fanno un capolavoro del Neoclassicismo milanese.
Il meraviglioso salone da ballo avrà visto tante cerimonie, ma il ‘matrimonio perfetto’ viene celebrato nel 1921 quando la collezione milanese di sculture e dipinti dell’Ottocento viene trasferita qui. La sintonia tra le linee architettoniche e le opere che ne animano le stanze è semplicemente perfetta. Sala dopo sala si snoda davanti agli occhi la storia dell’arte moderna: Neoclassicismo, Romanticismo, Scapigliatura e poi Realismo, Divisionismo e Simbolismo sono testimoniati in sequenza, attraverso le opere di grandi maestri. Canova, Appiani, Hayez, De Nittis, Medardo Rosso, Segantini, Previati, Morbelli…
Fascino, grazia e opere d’arte. Dimentichiamo niente? Sì, qualcosa sì: il giardino all’inglese su cui affaccia il fronte privato della villa è piccolino e appartato… ma lascia senza fiato!