La mostra Matisse. Il mondo in una stanza al MUDEC di Milano, colora l’autunno milanese e indaga, seguendo la vocazione dell’istituzione ospitante, il rapporto tra l’opera del maestro francese e le culture extra-europee che ne hanno influenzato il linguaggio.
L’arte africana e quella islamica, la cultura russa, le suggestioni delle terre del Pacifico e della Cina, sono il filo conduttore per una lettura stimolante dell’opera di Matisse, un artista di immediata riconoscibilità, nel cui lavoro si prova ad individuare, oltre al carisma sperimentale, l’origine di alcune scelte di segno e colore.
A permettere questa indagine, collaborazioni con molte istituzioni internazionali, a partire da quelle che meglio rappresentano la sua opera, come il Musée Matisse di Nizza o la Pierre et Tana Matisse Foundation di New York, e ancora il Philadelphia Museum of Art , il MoMa, il Musée D’Orsay…
Tutti conosciamo, di Matisse, l’intensità dei colori, il senso ludico delle composizioni, la leggerezza dell’effetto visivo, il piacere della decorazione. Con questa nuova esposizione, concentriamo la lettura della sua opera, anche in relazione alla sua esperienza del mondo.
Dal primo viaggio in Algeria, nel 1906, da cui torna carico di oggetti e impara il colore piatto delle ceramiche e i motivi dei tappeti orientali. E poi, con un po’ di stabilità economica, raggiunta peraltro tardi, sarà a Siviglia, a Tangeri in Marocco e fino a Mosca, e Berlino, prima dello scoppio della Prima Guerra. Seguiranno Tahiti e le Isole Marchesi. Un vero viaggiatore.
Tra le opere esposte, non solo dipinti, acquerelli e disegni, ma anche oggetti, fotografie, persino tessuti, arrivati da Nizza e da Roma, a indicare la complessità del percorso creativo di una artista iconico e disposto a trovare se stesso nelle suggestioni del mondo.
La mostra Matisse. Il mondo in una stanza è aperta dall’8 ottobre al 21 febbraio 2027 al MUDEC di Milano.