Mostra ETRUSCHI E VENETI. ACQUE, CULTI E SANTUARI
Dal 14 ottobre, la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” in corso ora a Palazzo Ducale a Venezia, si trasferisce nello spazio ipogeo della Fondazione Rovati, ormai riconosciuta come la “casa” degli Etruschi a Milano.
Una mostra dal taglio inedito, che permette di approfondire la conoscenza di due popoli dell’Italia antica preromana attraverso il fil rouge (o, meglio, bleu!) dell’acqua, in tutte le sue valenze, sacrali e salutifere, e le sue funzioni, culturali e commerciali.
L’acqua del Po, nel suo corso estremo, segnava il confine fra i Veneti di Este e gli Etruschi di Adria e Spina; un confine permeabile, tanto che diverse pratiche rituali erano condivise dai due popoli. Per esempio, entrambi riconoscevano una presenza divina nelle acque sorgive e termali, ben note sia in Veneto sia in Etruria.
L’acqua, quindi, come fonte di vita e di salute, ma anche mezzo di transito per uomini, idee e merci.
In mostra, i reperti che provengono dai principali contesti archeologici delle due civiltà, legati all’acqua: quelli Etruschi, più raffinati e monumentali, quelli Veneti non meno ricchi di oggetti in bronzo e terracotta. La provenienza? Per gli Etruschi, ecco Pyrgi, il celebre porto di Cerveteri, Vulci, Chiusi, Chianciano, Marzabotto e, per la prima volta, San Casciano dei Bagni (nota per i rinvenimenti di eccezionali statue votive in bronzo). Per i Veneti, Altino, Montegrotto ed Este, sacra alla dea Reitia, protettrice, fra le altre cose, della scrittura e della tessitura (le lettere dell’alfabeto si intrecciano come fili sul telaio a comporre parole…)
La mostra ha il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici