PADOVA, GIOTTO E GLI SCROVEGNI

PADOVA, GIOTTO E GLI SCROVEGNI

15/16 febbraio 2020

Il Trecento si apre con una rivoluzione: gli affreschi della Cappella del figlio di un… usuraio di Padova che squadernano davanti agli occhi dell’uomo medioevale un caleidoscopio di vita e colore.

La luce, l’intuizione e il senso dello spazio, riconquista che sa di moderno e prelude ad altre e future rivoluzioni, la resa dei sentimenti, universali e uguali a sé stessi, in cui ogni creatura è sorella all’altra per come soffre o come gioisce, la dovizia nei dettagli quotidiani, resi eterni con l’uso sapiente del colore… in altre parole Giotto.

Sulle sue orme passeggiamo in una Padova che, 70 anni dopo, vede fiorire i talenti di Giusto de’ Menabuoi, un toscano trapiantato al Nord e innamorato del colore giottesco, e di Altichiero da Zevio, che “parla latino” attraverso la lezione magnifica del realismo lombardo.

Tutto questo, sotto gli occhi del Santo di Lisbona, cui la città è devota da secoli. La sua basilica, i suoi miracoli tradotti nei colori morbidi e pieni di Tiziano alla Scuola del Santo, il Palazzo della Ragione, Santa Giustina, il ghetto ebraico, il Prato della Valle saranno le tappe del nostro soggiorno nella bella Padova, culla delle arti (Shakespeare).

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