LAZIO ANTICO: LA VALLE DELL’ANIENE

LAZIO ANTICO: LA VALLE DELL’ANIENE

26/29 marzo 2020

Nel luogo in cui lo splendore di Roma, vista da lontano, sembra tingere l’orizzonte di riflessi dorati, il tempo è scandito da un alternarsi sommesso di preghiere e silenzi.
Lungo la valle dell’Aniene, fiume avito che ricorda nel nome un coraggioso re etrusco, si alternano borghi e radure amene, frammenti di antichità e Medioevo, racconti di storia e di grazia. Insieme all’acqua scorrono strade tracciate molto tempo fa a collegare Roma con le sue terre meridionali, adagiate tra monti fatti di calcare, ricoperti di verde.

Palestrina è dimora ad una dea benevola, prima nata dei figli di Giove, che soprintende a riti oracolari e arcaici nel suo santuario, capolavoro di architettura arrampicata sul monte; Tivoli superba, come la dice Virgilio, prediletta di un imperatore colto e rapito alle arti, si specchia nelle sue acque, tra le colonne e i giardini di ville magnifiche, l’una nata per piacere, l’altra per stupire, entrambe per amore del bello e del potere. Qui il fiume si fa maestosa cascata, precipite nei boschi intorno, dopo aver lambito terre silenti, dopo aver toccato dolcemente il fianco della grande roccia che custodì i sonni di Benedetto, popolata di volti bizantini dai grandi occhi pietosi.
Subiaco tra i monti e i faggi è vegliata da una rocca millenaria, custode vigile dei placidi ritmi della vita dei chiostri. Verso sud la stessa terra si immerge tra le ombre degli Ernici e lì sorge Casamari, capolavoro di cistercense devozione, che deve ad un potente console parte della sua storia.
Saturno stesso circondò di mura la bella Ferentino mentre Anagni, culla di molti papi, tutta raccolta tra vicoli e palazzi e porte rinascimentali, sussurra storie di scomuniche nella cripta della cattedrale, sfavillante di affreschi.

Le voci si tacciono poco a poco, torna il silenzio e lo sguardo abbraccia la campagna rigogliosa e sonnecchiante nel sole di primavera, bagnata dalle acque, adagiata lungo le rive placide di un lago.