IN NORMANDIA

IN NORMANDIA

12/16 giugno 2019

POSTI ESAURITI

Là dove la Senna entra nel mare, accompagnata da un fitto bosco e dal rumore lontano delle onde salmastre, si stende vasta la terra di Normandia.
Antico approdo di feroci genti del Nord, rifugio nascosto di anime devote, ospite amabile di artisti geniali, innocente culla di eventi epocali: questa terra è una storia intensa da raccontare, magari con lo spettacolo delle falesie di Étretat davanti agli occhi, bianche rocce che sembrano precipitare in un’acqua algida che sa già di Atlantico.

Dalla notte del Medioevo si sveglia adorna di splendenti gioielli, come l’Abbazia di Jumièges, nuova fenice risorta dalle ceneri vichinghe, mirabile esempio del romanico per cui sono famose queste lande occidentali; le Abbazie di Caen, volute da un grande re come scuse al papa per aver sposato un amore proibito, sopravvissute al tempo e agli uomini; la Cattedrale di Rouen, meraviglia del gotico puro, ispirata dall’abate padre del nuovo stile, madre a sua volta di tutte le chiese di quel tempo. Un miracolo è custodito a Bayeux, tra gli stretti vicoli e il nastro argenteo dell’Aure: dall’anno Mille, i ricami di un tessuto narrano le vicende di prodi cavalieri e del loro re impegnati nella conquista della terra inglese, mentre sfilano paesaggi di terra e di mare, popolati da uomini e animali.

Altro miracolo la marea che si ritira per concedere l’accesso a Mont Saint Michel, luogo dell’anima e dello spirito, legato alla memoria di un arcangelo combattivo cui è dedicata una preghiera di marmo svettante nel cielo. E insieme a quella, altre preghiere si levano ad Omaha, tomba di inquietante bellezza a gioventù mai invecchiate, sterminata spiaggia che è ponte tra un destino tragico e una sacra libertà.
E sempre nel mare si specchiano Le Havre da un lato, nata nel Cinquecento ma figlia dell’oggi più di altre, patrimonio dell’umanità per il suo desiderio di modernità, e Honfleur dall’altro, punto di partenza di avventurosi viaggi oltreoceano, porto fiorente in secoli d’oro ormai lontani.
Lì si perdono le acque della Senna, dopo lungo tragitto. Dopo aver bagnato il giardino di Giverny, meravigliosa variazione di verde, creazione di un artista innamorato della natura e della luce che si infrange, palpitante, sulle cose.