FERRARA, COMACCHIO E POMPOSA: A SPASSO NEL DELTA DEL PO

FERRARA, COMACCHIO E POMPOSA: A SPASSO NEL DELTA DEL PO

30 marzo/1 aprile 2019

È primavera! Nelle terre che lentamente si immergono nel mare, accompagnate dal placido scorrere del Po, stormi di fenicotteri si librano sulle dense acque del delta, inframmezzato da isolotti e strisce di terra erbose, rinforzate da palizzate ininterrotte a perdita d’occhio. Con fatica e nel tempo questo paesaggio ha preso forma, rubando terra al mare e acqua alla terra.

Lo sanno bene i viandanti e i pellegrini del Medioevo, che si avventuravano per queste lande nebbiose lontano dalle coste malsane, e trovavano rifugio e conforto nell’industre abbazia di Pomposa, insieme a Dante, Giotto e Guido d’Arezzo, che qui diede “nuova forma” alla musica. Al suo interno, rifulge la storia della Salvezza dell’umanità, dipinta da mani sapienti in tempi arcani.

Più a sud, un dedalo di canali, delimitati da casette e scavalcati da ponti, forma Comacchio, antica più della bella Venezia, di cui fu temuta rivale, anch’essa figlia di molte isole, anch’essa in simbiosi con l’acqua. Potente e florida un tempo, da qui partiva il sale per tutte le terre sopra il Po; oggi, placida, è cullata dal cielo e dalle acque sotto lo sguardo vigile di San Cassiano.

Poco distante brilla una perla, la bella terra che siede sul fiume, patrimonio UNESCO insieme al Delta del Po e ai luoghi delle delizie estensi. Ferrara, fiore del Rinascimento, centro di potere, resa bella dagli Este che cedettero molte terre per averne in cambio una sola. Ricettacolo di ingegni e uomini innamorati delle arti e delle lettere, fa mostra di sé nel suo Castello e nel Palazzo dei Diamanti, laboriosa invenzione che gioca con la luce e l’ombra.
Grazie ad Ercole – nessun semidio, solo un talentuoso duca! -, viene ridisegnata con grandi strade e splendide dimore, diventando così la prima città moderna d’Europa. Ma prima di questo tempo, Ferrara è medioevale e vive nelle sculture del Duomo, si apre al mondo con l’Università, fucina di scaltre menti e vivaci intelletti, e canta nelle chiese benedettine sul limitare delle mura, oltre le quali, da sempre, il Po prosegue il suo cammino verso il mare.

Voce narrante sarà Valentino con l’assistenza di Carlotta