Dalì e la moda a Palazzo Reale è la mostra dell’autunno milanese 2026.
Milano ci sta abituando alle mostre dedicate alla moda: la spettacolare Dolce&Gabbana di un paio di stagioni fa, la chicchissima Armani Privè (ancora in corso al Silos), e noi ricordiamo anche la piccola mostra dedicata a Rosa Genoni, pioniera del Made in Italy, di qualche anno fa.
Quest’anno, la sfida è ancora più ambiziosa: il mondo della moda si confronta con la produzione artistica dell’incontenibile genio surrealista di Salvador Dalì.
Dalì e la moda a Palazzo Reale arriva a quarant’anni da Fashion and Surrealism, l’iconica mostra di Richard Martin al Fashion Institute of Technology di New York, e dopo le mostre dedicate a Elsa Schiaparelli a Parigi e Londra di qualche stagione fa.
Ora però, la prospettiva è sull’artista. Arte e moda non sono la stessa cosa, ma certamente è difficile stabilire dove termini l’una e cominci l’altra. Il movimento surrealista è sempre stato onnivoro, le contaminazioni ne sono state il nutrimento per definizione. La moda non poteva rimanere un terreno inesplorato, soprattutto non in una Parigi in cui il sistema moderno della fashion industry, prendeva forma proprio davanti agli occhi dei giovani artisti a passeggio per la città, o seduti ad osservare il mondo da un cafè.
Quello tra moda e Surrealismo è un rapporto di fascinazione e contaminazioni reciproche continue. Non parliamo di uno scambio di suggestioni e motivi, ma di un vero e proprio intreccio di registri. D’altronde, per entrambi, il corpo è un terreno di esplorazione e riflessione fondamentale, un luogo di definizione del sé, del genere, dell’identità, di desiderio, erotismo, inquietudine e mistero. L’interazione del corpo con il quotidiano è terreno di ricerca comune.
E sicuramente irresistibile è stata l’attrazione di Dalì verso il mondo della moda, che si è concretizzata in mille collaborazioni con Schiaparelli e Chanel, Christian Dior e Paco Rabanne. I motivi per le cravatte, l’allestimento delle vetrine, la creazione di copertine per le riviste… in effetti lui stesso dichiarava che, un artista, aveva il dovere di partecipare ad ogni tipo di attività extracurricolare.
Quali le conseguenze di questo incontro? Vi aspettiamo a Dalì e la moda a Palazzo Reale, per esplorarle insieme!