L’ultimo Banksy e il Natale

L’ultimo Banksy e il Natale

Season's greetings, l'ultimo murale di Banksy, è comparso il 12 dicembre a Port Talbot, nel Galles. Ma cosa c'entra Banksy con il Natale? Più di quanto non venga spontaneo pensare...

Dicembre 22, 2018
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Il Natale e gli Artisti

Andy Warhol, Santa Claus, dalla serie Myths, 1981

C’è stato un tempo in cui il Natale è stato un tema quasi predominante nella carriera degli artisti. Nella cultura occidentale non si contano le immagini dedicate alla Natività realizzate fin dagli albori del cristianesimo.
Poi è arrivata la modernità, e con essa il consumismo… e il Natale è diventato un fenomeno pop. Il Bambino nella mangiatoia è stato sostituito dall’anziano e cicciotto Babbo Natale, il bue e l’asinello sono diventati renne e dell’ambientazione naturalistica del presepe ci è rimasto solo l’albero.
Allora erano i Vangeli e la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine ad ispirare gli artisti. Poi c’è stata la Coca Cola.
A ben guardare però, anche questo Natale laico e commerciale dell’arte è già obsoleto. Sono belle e vintage le illustrazioni natalizie di Norman Rockwell, e forse anche il Babbo Natale inserito da Andy Warhol nella sua serie dedicata ai ‘miti’ negli anni ‘80!

Banksy e il Natale

Ma ci sono artisti che anche oggi continuano, a modo loro, a lasciarsi ispirare dal Natale.
Uno di loro è Banksy, di cui a Milano, in questo periodo, si chiacchiera parecchio per la mostra in corso al MUDEC. Ebbene, Banksy ha davvero un rapporto particolare con il Natale, cominciato nel 2002 e rinnovato anche quest’anno con la realizzazione del suo ultimo murale, misteriosamente comparso su un muro fino ad allora mestamente anonimo del Galles lo scorso 12 dicembre e intitolato Season’s greetings.

Santa’s Ghetto e lo spirito del Natale

La prima connessione tra Banksy e il Natale si manifesta alla fine del 2002, quando apre il Santa’s ghetto. Una stanzetta sopra un bar a Shoreditch trasformata in galleria d’arte pop-up. Si vendono lavori suoi e di altri writers e il manifesto che ne annuncia l’attività dice: “accessori per vandali in confezione regalo per tutta la famiglia”.
È Banksy stesso l’organizzatore e commenta l’evento dicendo: “sentivo che lo spirito natalizio si stava perdendo. Stava diventando sempre meno commerciale e sempre più religioso, così abbiamo deciso di aprire il nostro negozio per vendere cose inutili di cui non si ha bisogno”.
Da allora il Santa’s Ghetto si è ripetuto ogni Natale, ogni volta in un punto diverso della città di Londra.
In effetti l’occasione è commercialmente ghiotta, soprattutto nelle prime edizioni, qualcuno ha fatto affari d’oro! Fortunati che hanno però guadagnato la loro fortuna attendendo in fila per ore, o magari per tutta la notte, per poter varcare l’ingresso.

Santa’s Ghetto in Palestina

Banksy, The Walled off hotel in Betlemme

Nel 2007 il Santa’s Ghetto lascia Londra per approdare in Palestina, a Betlemme, dove Banksy aveva già dal 2005, realizzato graffiti sul muro di separazione. Che dire… il negozio pop-up natalizio, apre nella città della Natività.
Tra i tanti luoghi del mondo che recano traccia del passaggio di Banksy, Betlemme non è certo di secondaria importanza. Prima i graffiti, poi il Santa’s Ghetto e più tardi l’apertura del Walled off hotel. Quest’ultimo, aperto nel marzo 2017, è un vero hotel di lusso allestito in una palazzina che affaccia proprio sul muro. Anche in questo caso è Banksy il deus-ex-machina.

Alternativity: La Natività a Betlemme secondo Banksy

Cosa manca? Nulla diremmo. E invece sì: pochi mesi dopo l’apertura dell’albergo “che offre la vista più brutta del mondo”, arriva persino il presepe vivente! E non si tratta certo di un’operazione modesta, a curare la regia c’è il premio oscar Danny Boyle, mitico regista di Trainspotting e The Millionaire, e anche della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra del 2012.
È così che per il Natale 2017 il parcheggio del Walled off hotel diventa il teatro di Alternativity (una Natività alternativa, non c’è che dire!), pubblico dal vivo per l’occasione e molti spettatori in poltrona per il documentario trasmesso qualche giorno più tardi dalla BBC2.

Season’s greetings, Banksy per il Natale 2018

Banksy, Season’s greetings, Port Talbot, Galles

Insomma, è chiaro che il Natale per Banksy non è un evento di secondaria importanza. E anche quest’anno è arrivato puntuale il suo augurio in forma di murale. Season’s greetings è un messaggio di Natale diverso, meno politico forse, certamente più ecologico. Un bimbo guarda in su e aspetta a bocca aperta la neve che cade fresca sulla lingua… ma basta girare l’angolo per capire che la neve non è neve, bensì la cenere prodotta da un cassonetto in fiamme!
Lo stencil è apparso il 12 dicembre scorso sul brutto muro di un garage a Port Talbot, una cittadina industriale del Galles, storica sede di acciaierie, che pare essere disastrosamente inquinata.

Tra senso e iconografia

Di sicuro questa carrellata di ‘attività natalizie’ di Banksy apre la strada a molteplici prospettive di lettura. La distanza tra una Natività di Giotto, Botticelli o Tiziano e ognuna di queste singolari operazioni banksyane intrise di marketing, provocazione, critica sociale –solo per cominciare- è praticamente incalcolabile.
Ma restando invece alle questioni estetiche e iconografiche, è impressionante notare come la genesi dell’una produzione sembri contenere già le premesse per la successiva, pur a distanza di anni.

Banksy, Giuseppe e Maria verso Betlemme, 2005

Si può risalire per cominciare fino al 2005, quando Banksy realizza una ‘cartolina natalizia’ che raffigura Giuseppe e Maria in viaggio verso Betlemme, impediti nel viaggio dal muro di separazione che si trovano di fronte. Si tratta di un’immagine che praticamente ogni Natale torna a circolare e diventare virale nel web, ma soprattutto di un chiaro precedente iconografico della performance/documentario Alternativity del 2017.

Bozzetto per Alternativity, 2017

E da uno dei disegni preparatori per la messa in scena di Alternativity -dove la produzione aveva dovuto sperimentare un po’ per riuscire a ‘far nevicare’ a Betlemme- non può non derivare il modello del bimbo per il nuovissimo Season’s greetings.
Per cosa sarà spunto quest’ultimo lavoro? Forse per gli auguri di Natale 2019? Non resta che attendere!

 

Nel frattempo, se avete voglia di visitare con noi la mostra A visual protest. The art of Banksy aperta al MUDEC fino al prossimo 14 aprile 2019, potete scegliere tra le date in calendario.