Le Signore dell’Arte… secondo Acànto

Le Signore dell’Arte… secondo Acànto

Una storia dell'arte dentro la storia dell'arte

Maggio 3, 2021
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La mostra Le Signore dell’Arte, allestita a Palazzo Reale è, finalmente, l’occasione per tornare a frequentare un po’ di bellezza e riprendere la buona abitudine di familiarizzare con le iniziative culturali. Sappiamo che sono mancate anche a voi!

Sofonisba Anguissola, La partita a scacchi, 1555, Narodowe Muzeum, Poznań

LE SIGNORE DELL’ARTE. Storie di donne tra ‘500 e ‘600

È una mostra che spazia dalla pittura sacra, a quella profana, -a tratti anche un po’ piccante!-, che raccoglie ritratti in cui perdersi ad ammirare tessuti e gioielli, nature morte lussureggianti, e qualche intrigante curiosità. Tra l’altro si concentra su un periodo storico affascinante, difficile, diremmo pirotecnico, teso tra i capricci intellettuali manieristi e i rigori morali del Concilio di Trento.
E questo già pare abbastanza.
Ma c’è di più! Questa mostra è l’occasione per fare davvero di più…
Cosa?

ESERCIZI PER UNA STORIA DELL’ARTE

Per cominciare, potremmo utilizzarla come una palestra per smaltire un po’ di peso generazionale, provando a fare un esercizio mentale faticoso, ma appagante: imparare a guardare l’arte da un punto di vista più nostro. Perché per ora, ammettiamolo, non siamo tanto bravi a farlo e il ‘nostro’ punto di vista è piuttosto quello che siamo abituati ad applicare più o meno da sempre: brutto dirlo, ma è quello del ‘maschio bianco occidentale’. Credeteci: mai come nelle sale di questa mostra, avrete modo di accorgervene.
È provocatorio, lo ammettiamo… ma non siamo troppo distanti dalla verità e, qui di seguito, proviamo a spiegare perché.

UNA DOMANDA

Cominciamo con una domanda. Ci andreste a vedere una mostra intitolata ai ‘signori’ dell’arte? Agli ‘uomini’ dell’arte? No. Semplicemente perché nessuno ve la proporrebbe. D‘altronde, lo sappiamo tutti benissimo che gli artisti sono uomini. Un po’ svilente presentarli come gruppo, puntando sul loro genere…
Non così per le donne, anzi, pare che nel 2021, serva metterne insieme ben 34 per rendere un’esposizione interessante. A ben guardare, un po’ offende.
Ma proprio questo è il punto!
Facciamo il nostro esercizio: proviamo a guardare questa mostra pensando fuori dagli schemi.
Facendo così, riusciremo perfino essere contenti, perché nel 1976, quando a Los Angeles apriva Women Artists 1550-1950, la prima mostra dedicata alle donne –la prima!-, le ‘signore’ erano ben 150. Che dire, il progresso è palpabile. Un punto a favore!

Elisabetta Sirani, Timoclea uccide il capitano di Alessandro Magno, 1659, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli

IMPARARE A GUARDARE

Continueremo a trarre profitto dal nostro esercizio, constatando che, dalle pareti della mostra, ci guardano molte donne dipinte… e nessuna di loro sembra una vittima; nessuna sfodera le armi della seduzione.
Saluteremo invece qualche Maddalena che non offre languida il petto allo spettatore. Ammireremo Cleopatra che dimostra ad Antonio quanto è potente sciogliendo una perla nell’aceto… mentre di lui non si vede traccia neanche sullo sfondo, la protagonista è lei sola. Stimeremo la stoica Porzia, che più che una matrona romana ci si presenta come un vero soldato e la seducente Circe che non si sforza di sedurre nessuno. Troveremo ragazzine capaci di giocare a scacchi e Timoclea, non vittima di violenza, ma intenta a scaraventare il suo stupratore in fondo a un pozzo. E potremmo continuare.

Caparbie, combattenti, per nulla intimidite. Ecco come le donne vedono le donne. Ancora di più: ecco come le donne vedevano le donne, più di 400 anni fa. Impressionante eh?!

PROVARE A CAPIRE

Ancora più impressionante è riconoscere nelle biografie di queste artiste, la stessa tenacia delle loro eroine dipinte.
Una donna artista aveva bisogno di un padre che firmasse i suoi contratti, o doveva procurarsi un marito disposto a farlo. Non poteva in alcun modo trascurare la famiglia per dedicarsi alla carriera (Lavinia Fontana ha prodotto innumerevoli dipinti e partorito 11 figli). Spesso le artiste disegnavano in pubblico, non per esibizionismo, ma perché era difficile credere che una donna potesse disegnare, bisognava dimostrarlo. E mentre i loro colleghi prendevano lezioni di nudo nelle accademie, loro si destreggiavano copiandosi allo specchio.

UNA STORIA DELL’ARTE NELLA STORIA DELL’ARTE

C’è qualcosa di viscerale in queste artiste, di onesto e coraggioso. Qualcosa che le rende interessanti, forse anche al di là del loro talento. Sono donne di ingegno, invenzione, gravità e gagliardezza: così le elogiavano i loro biografi maschi un tempo, utilizzando parole che erano considerate adatte agli uomini. Uno stereotipo annidato in ognuna di esse.
È il momento di regalare a queste signore, un nuovo, meritato, vocabolario e se il nostro esercizio servirà a questo, potremo dire di aver davvero tratto profitto da una mostra che, con qualche ostacolo, ha però buonissime intenzioni!

Artemisia Gentileschi, Maddalena in meditazione, 1630-31 Museo Correale di Terranova, Sorrento

LE SIGNORE DELL’ARTE A PALAZZO REALE. LE VISITE GUIDATE CON ACÀNTO

La mostra di Palazzo Reale è aperta fino al 25 luglio 2021.
Dal martedì alla domenica, dalle  10 alle 19.30
Se vi va di visitare la mostra con noi, trovate qui le date disponibili e come partecipare.