Tour online GIOVANNA GARZONI. CHI ERA?service_id=2643
Data 21 Febbraio 2021
Orario Ore 14.30

    tour IN PORTA ORIENTALE

    Tra le terme, il brolo e antiche contrade: nel cuore discreto di Milano

    A due passi da Piazza San Babila si incontra una Milano silente, discreta e… nascosta.
    I nomi di strade e piazze evocano l’antico passato della zona, parte del sestiere di Porta Orientale.
    La “passerella”, per esempio, ci dice dell’acqua che scorreva lungo Corso Vittorio Emanuele; “Pasquirolo” evoca invece campi e prati erbosi… e proprio in pieno centro!
    Per non parlar delle Terme Erculee, del Teatro Fiando e della casa del boia, all’ombra del palazzo del Capitano di giustizia!
    E se ci si inoltra lungo i limiti dell’antico Verzaro, passando davanti alla chiesa a violoncello, ecco che ci si ritrova a parlare della Barbarinella, della Peverelli e di Cino del Duca, e persino di Berchet.
    Sino a giungere al… panettone, proprio in mezzo alla piazza, ai piedi di un leone guardingo e di una chiesa antichissima.

    Vi chiediamo per cortesia di non dimenticare la mascherina.
    Noi provvederemo al sistema di microfonaggio sanificato, per consentire agevolmente il distanziamento necessario. 

    Costo a persona € 12,00 inclusi auricolari

    tour IN PORTA ORIENTALE

    online CAMILLE CLAUDEL. GENIO INTERROTTO

    Un viaggio intenso, nella scultura e nell'ambizione

    Nel 1929 la scrittrice inglese Virginia Woolf pubblicava un saggio intitolato ‘Una stanza tutta per sé’, chiedendosi quale spazio spettasse a una donna che volesse dedicarsi alla creazione, al di fuori dei compiti convenzionali di moglie e madre.
    Ce lo siamo chiesto anche noi, preparando questo incontro dedicato all’artista francese Camille Claudel.
    Oggi famosa, certo, ma forse non come avrebbe voluto.
    Come poteva una giovane aspirante scultrice come lei accedere all’istruzione necessaria, alle esposizioni, al mercato dell’arte? Poteva avere un atelier? Poteva essere pagata per il suo lavoro? Come veniva considerata da un mondo creato esclusivamente da e per uomini, per il quale il genio stesso – il genio creativo – era di competenza esclusivamente maschile, tanto che se una donna avesse dimostrato di averne sarebbe stata definita ‘contro natura’?
    Camille Claudel era bellissima e aveva un incredibile talento. Si è trasferita giovanissima a Parigi, dove è diventata prima allieva, poi assistente, infine amante dello scultore Auguste Rodin. Dopo un decennio di reciproca e fruttuosa influenza, la loro relazione si è trasformata in competizione: Camille, in quanto donna, era destinata a perderla. La sua stabilità mentale ne ha risentito: è scomparsa dal mondo poco dopo aver compiuto quarant’anni – internata per volere della famiglia durante gli ultimi tre decenni della sua vita, senza poter più scolpire. Una volta riscoperta, dopo la morte, è stata trasformata in una martire – vittima agli occhi del mondo del suo sfortunato amore.
    Ma è davvero stata solo questo?
    Noi pensiamo di no. E se ci seguite in questo viaggio vi spiegheremo perché!

    Viaggeremo nella storia dell’arte, nel tempo e nello spazio, come solo un racconto ‘tecnologico’ ci consente di fare. L’appuntamento è online con Acànto!

    Costo a persona € 10,00

    online CAMILLE CLAUDEL. GENIO INTERROTTO

    tour IL PRINCIPIO DEL DUOMO DI MILANO…

    Consigliato a chi non vede l'ora di tornare in centro!

    Ci passiamo spesso davanti, lo guardiamo, ci sembra bello – perché è bello! – e poi si scappa via, per lo shopping, per lavoro, per la fretta.

    E se invece ci fermassimo e gli dedicassimo un intero pomeriggio? Vi siete mai accorti che sul sagrato del Duomo è disegnato un misterioso ottagono? E che c’è un sarcofago che in certe notti diventa… nero? E sapete che c’è una meridiana che funziona perfettamente ma solo nei mesi… estivi?

    Eh già, ci sono tante cose da scoprire o riscoprire su una cattedrale che è stata definita capolavoro degli pseudo-capolavori o la più bella chiesa gotica che ci sia al mondo! In effetti, gli anni da raccontare sono… 579, mica poco, ed è come ripercorrere la storia di Milano, dal Giangaleazzo (chi era costui?) al boom economico, passando da Leonardo, dagli Sforza, dal Carlo Borromeo e sino al geniale ingegnere che ha coraggiosamente rinforzato i pilastri del Duomo, sennò ciao cattedrale!

    E poi, ci sono anche i meno conosciuti: il Carelli che trafficava in “merce” scottante ma la prima guglia è la sua, il Tibaldi che si sforza di romanizzare tutti gli altari e poi scappa via, il Buffa, che realizza una delle più belle vetrate in assoluto che emoziona anche i meno curiosi. E poi lo zafferano, il Sacro Chiodo, la Nivola…: insomma, il Duomo è uno straordinario concentrato di bellezza, storia e curiosità, e soprattutto custodisce, mai come ora, l’identità, l’essenza stessa della città.

    Di questa Milano forse un po’ frastornata dai tempi ultimi ma che è pronta a ripartire sotto lo sguardo vigile della Madonnina, tuta d’or e piscinina

    Costo a persona € 15,00

    tour IL PRINCIPIO DEL DUOMO DI MILANO…

    PIEMONTE PER UN GIORNO!

    Nel Cuneese tra Cherasco e Fossano

    ESCURSIONE IN PIEMONTE
    Festeggiamo la primavera con un giorno di anticipo!
    Sì, perché vogliamo portarvi a fare una bella escursione in Piemonte, nel Cuneese, lungo il Tanaro e lo Stura, dove il paesaggio è tutto un susseguirsi di morbide colline abitate da ameni borghi e castelli e… anche qualche rovina archeologica!

    Infatti cominceremo da Bene Vagienna perché lì si trovano i resti di Augusta Bagiennorum, un centro romano dotato di foro, teatro e anfiteatro (ancora da indagare) e una basilica paleocristiana, immerso oggi in una Riserva naturale nella piana ai piedi delle colline.

    Poi scopriremo Cherasco, di memoria “napoleonica”, ma con una storia che comincia nel Medioevo di Federico II di Svevia e arriva sino ai Savoia del famoso armistizio. Tra i protagonisti, il nostro Luchino Visconti, che nel Trecento edifica un castello, e un pasticcere creativo che nell’Ottocento crea i famosi baci.

    E poi, sotto lo sguardo del Monviso e con vista sulle Langhe, ecco Fossano dai due cuori. Il borgo Vecchio, tutto medioevale a mattoni e portici, e borgo Piazza, di aspetto rinascimentale e barocco, con la Chiesa della Santissima Trinità e lo splendido castello trecentesco dei Principi d’Acaja.

    Unica pecca di questa gita: ci dovremo alzare presto, ma ne varrà la pena!


    Partenza in pullman GT alle ore 7:45 da Famagosta Parcheggio ATM
    Il costo comprende il viaggio di a/r in pullman GT, la visita guidata, eventuali ingressi ai siti, l’assistenza tecnica, il microfonaggio
    Il costo non comprende il pranzo che sarà libero
    Vi chiediamo per cortesia di non dimenticare la mascherina

    Costo a persona € 70,00

    PIEMONTE PER UN GIORNO!

    tour IL PARCO SEMPIONE PER I CURIOSI

    Visita Guidata al Parco Sempione

    VISITA GUIDATA AL PARCO SEMPIONE
    Non andremo a correre, né a classificare le piante rare (e in effetti, nemmeno quelle comuni), ma se per caso credete che un parco cittadino sia solo un polmone verde utile alle pratiche sportive… beh, dovete davvero venire ad esplorarlo con noi. Scoprirete che il parco Sempione, non è certo come lo immaginate!

    Non è grande, questo è vero ma, incredibilmente, c’è spazio per torri, biblioteche, teatri, ponti, fontane, persino piscine…Per qualche ragione, fin da quando è stato pazientemente disegnato, dopo l’Unità d’Italia, è stato il luogo di iniziative ambiziose, dalla prima Expo Internazionale nel 1906, alle mille, scoppiettanti invenzioni delle Esposizioni Triennali, a partire dal 1933: padiglioni, architetture dimostrative, installazioni sperimentali, un susseguirsi di apparati effimeri… non così effimeri.
    Curiosi? Che dire, scarpe ginniche e voglia di scoprire!

    Ps. Le papere e le tartarughe del laghetto, promesso, ci fermeremo a salutarle!

    Vi chiediamo per cortesia di non dimenticare la mascherina.
    Noi provvederemo al sistema di microfonaggio sanificato, per consentire agevolmente il distanziamento necessario. 

    Costo a persona € 12,00 inclusi auricolari

    tour IL PARCO SEMPIONE PER I CURIOSI

    Via Montanapoleone tra arte e design

    Via Montenapoleone, l’architetto Osvaldo Borsani, il suo storico marchio Tecno e l’arte di Lucio Fontana.
    Questi quattro elementi, sono i puntini che vogliamo provare ad unire per veder emergere le connessioni ibride e stimolanti della Milano del Design.

    Via Montenapoleone, Milano

    Via Montenapoleone

    La collocazione geografica è chiara, siamo nel cuore di Milano.
    Quella storica è meglio definirla: dimentichiamoci per un po’ della antica genesi di via Montenapoleone, che comincia con le acque del Seveso e il tracciato delle mura romane. Sorvoliamo le vicende risorgimentali che ne hanno animato i salotti, e prendiamoci una pausa salutare, persino dalla moda!
    Siamo negli anni ’50: Milano, dopo aver trattenuto il fiato per la guerra, si lancia verso il futuro. Ricostruisce, crea, fattura. Abbraccia la modernità con entusiasmo, anzi, le da forma.
    È l’epoca d’oro del Design che, diciamolo, più che italiano, è proprio ‘milanese’.
    E qui Osvaldo Borsani, classe 1911, brianzolo, traccia il primo segno sul nostro foglio bianco. Ha una laurea in architettura, e un nutrito gruppo di fan tra i ricchi milanesi che gli affidano l’arredo dei loro salotti.

    Osvaldo Borsani

    Le ossa Borsani se le è fatte sul campo ed è riuscito a scrivere il suo nome nella storia della progettazione già prima di laurearsi, partecipando alla prima, mitica, Triennale milanese, nel 1933. Qui, giovanissimo, debutta con il progetto della Casa Minima, piccola, economica, funzionale: figlia di Le Corbusier. L’inclinazione è razionalista.
    Ma Borsani è anche il titolare di un mobilificio di famiglia che dirige con suo fratello Fulgenzio, l’Atelier Varedo. Una ditta sana –che razionalista non è- e che procede in linea con la tradizione artigianale lombarda, dove i mobili si disegnano e si realizzano con cura e con poche macchine, e poi, dal 1932, si vendono a Milano, nel negozio di via Montenapoleone 6.

    La Tecno Spa

    Nel 1953, Osvaldo e Fulgenzio Borsani  trasformano l’Atelier Varedo in una cosa nuova e diversa:  nasce la Tecno. Il nome è ispirato alla ‘téchne’ greca. L’intenzione è passare dalla produzione artigianale alla produzione industriale.
    Ecco, è quel che ci vuole per il nostro racconto, perché la linea che unisce i nostri puntini è quella del design, e il design milanese diventa tale, solo quando la tradizione familiare si fa impresa industriale.
    I primi prodotti Tecno sono la prova che l’operazione è riuscita. Il divano D70, nato nel 1954, si apre a metà e diventa letto utilizzando un unico snodo. La  poltrona P40 del 1955, è la prima chaise longue che si regola in più posizioni grazie a un giunto meccanico! Comodi, belli, e prodotti in serie.
    La Tecno è una storia di successo, un punto fermo nella storia della Milano del Design.

    Poltrona P40, Osvaldo Borsani, 1955
    Poltrona P40, Osvaldo Borsani, 1955

    Lucio Fontana

    A questo punto, tracciamo una linea in più, introducendo Lucio Fontana. Un artista, non un designer, né un industriale: ma se c’è una cifra che distingue la creatività milanese, è il piacere della trasversalità. E grazie a questa, Osvaldo Borsani, la Tecno  e Lucio Fontana sono legati a doppio filo.
    La ragione del legame è che Borsani ha sempre coinvolto gli amici nei suoi progetti e il caso vuole che molti di loro fossero artisti.  Aligi Sassu, Roberto Crippa, i Pomodoro, Fausto Melotti… e Lucio Fontana, l’amico di sempre, hanno collaborato con lui in molti modi. È così che sono nate le maniglie e i fregi da inserire nei mobili, i tavolini, gli stipiti delle porte, i camini degli interni di lusso e ancora di più, le installazioni per i soffitti che hanno consegnato alla storia alcuni degli spazi disegnati da Borsani.

    Un esempio? Il Soffitto Spaziale di Lucio Fontana che siamo abituati ad osservare al penultimo piano del Museo del 900, è nato nel 1956 per la sala da pranzo dell’Hotel del Golfo, disegnato da Borsani all’Isola d’Elba.

    Lucio Fontana
    Lucio Fontana, Soffitto Spaziale, 1956. Al Museo del 900

    Via Montenapoleone, Osvaldo Borsani, la Tecno e Lucio Fontana!

    Borsani e Fontana sono la conferma che architettura e arte sono discipline in sintonia.
    D’altronde, la qualità più vera dell’approccio di Fontana all’architettura, è che non interviene mai decorando, ma modificando la percezione dello spazio intero. Non inserisce elementi: trasforma organicamente l’ambiente.
    Sarà forse per questo che Borsani lo sceglie anche quando disegna la sua casa di famiglia a Milano, che sarà anche la sede della Tecno, nel 1955.

    Via Montenapoleone 27
    Via Montenapoleone 27, Milano. Architetto Osvaldo Borsani, 1955

    Ed eccoci qui, di nuovo dove eravamo partiti: negli anni ’50, in via Montenapoleone al N 27. La prossima volta che ci passerete, guardate in su. La Tecno non c’è più (ora è in Piazza XV Aprile), ma l’edificio progettato da Borsani è rimasto lo stesso ed esibisce ancora la sua bella balaustra di lamelle di ferro.  Un rincorrersi irregolare di fessure verticali. Semplice, leggera, ancora oggi moderna… è di Lucio Fontana, che due anni dopo stupirà il mondo con i suoi ‘Tagli’.

    …e i puntini, uniti sul foglio, disegnano una piccola storia della Milano del Design.

    Via Montenapoleone 27, Milano
    Via Montenapoleone 27, Milano. Balaustra di Lucio Fontana, 1955.
    Via Montanapoleone tra arte e design

    A Milano, sulle tracce di Thea Casalbore Rasini

    Thea Casalbore Rasini è stata un’artista nella Milano dei primi decenni del ‘900.
    Ha scelto un’arte più complicata di altre, la scultura, in un’epoca in cui l’appartenenza al genere femminile ancora era d’ostacolo anche a chi, come lei, apparteneva a una famiglia patrizia e disponeva di denaro in abbondanza.
    Thea, nata Teresa Casalbore nel 1893 e originaria del Trentino, comincia già da giovanissima e senza una formazione vera e propria.  Ha un indiscutibile talento, che viene riconosciuto e incoraggiato già da chi scopre i suoi primi lavori all’esposizione di Brera del 1912.
    Non è certo timida la sua partenza: a soli 19 anni la sua opera d’esordio è un Prometeo incatenato, oggi perduto, di cui si ricordano le dimensioni colossali!

    Thea Casalbore Rasini, scultrice a Milano nel primo ‘900

    Il suo percorso è limpido.  A giudicare dai suoi -pochi- lavori conosciuti, Thea si emancipa rapidamente dal verismo degli inizi e punta verso una ricerca formale più nitida e in linea con il suo tempo. Di sicuro conta l’incontro con la collega scultrice Lina Arpesani, più grande di lei di 5 anni soltanto, ma già ben nota nell’ambiente artistico milanese e non solo.
    Come Lina, con cui divide per qualche anno uno studio, al N 1 di via Maddalena, anche Thea beneficia del sostegno di alcune associazioni che incoraggiano l’iniziativa femminile.
    È così che, nel 1913 partecipa con 3 opere alla seconda edizione  dell’Esposizione Internazionale Femminile di Belle Arti, organizzata a Torino dalla rivista “La donna” e, qualche anno più tardi, nel 1917, l’associazione femminile più rappresentativa tra tutte, Lyceum, ospita lei e la Arpesani nella sede di via Manzoni.
    Oggi da quasi un po’ fastidio riconoscere il ruolo di queste istituzioni ma, in un mondo di uomini, anche ‘i vagoni per signore’ come già allora li definiva storcendo il naso Margherita Sarfatti, sono stati, bisogna riconoscerlo, piuttosto utili. Non sono comunque solo queste le occasioni espositive per Thea, che viene accolta anche alla Permanente di Milano o alla Ca’ Pesaro.

    Thea Caslbore Rasini, Busto femminile
    Thea Casalbore Rasini, Testa femminile. Esposta alla mostra ‘Arte Donna. L’altra metà del ‘900 in Trentino’, alla Casa degli Artisti ‘Giacomo Vittone’, a Tenno (TN), 2019.

    Un matrimonio riuscito

    Nel 1919, Thea si sposa con Giovanni Rasini, conte di Castel Campo ed erede della Manifattura Festi Rasini.
    È un bel matrimonio, con un uomo pieno di amore per l’arte, un collezionista che si confronta con lei quando acquista le opere del ‘700 lombardo e veneto che arredano la loro casa e quando avvia i restauri del maniero di Castel Campo, a Lomaso, nelle Giudicarie esteriori, che appartiene ai Rasini dal 1920.
    La storia di Thea, non solo artistica, ma anche umana, è molto legata a Castel Campo, dove  oggi riposa nella tomba di famiglia, dopo aver lottato fino al 1939 contro un tumore e aver abbracciato saldamente la fede, tanto da essere diventata terziaria francescana.

     Thea Caslbore Rasini, Figura femminile
    Thea Casalbore Rasini, Figura femminile

    Villa Rasini, Aldo Andreani e il Quadrilatero del Silenzio

    Ma a noi che adoriamo Milano, piace seguire le tracce di Thea e Giovanni nella nostra città.
    Rasini, Rasini… questo nome non può non suscitare qualche eco in chi chi ama l’architettura milanese!
    E infatti la casa che è stata di Thea, costruita tra il 1926 e il 1930, lascia un segno nell’architettura meneghina in una delle zone allora più nuove e oggi più eleganti della città.
    Villa Rasini, così la si indica ancora, è in via Melegari 5, immersa in quello che a volte chiamiamo ‘il quadrilatero del silenzio’ perché, nonostante la posizione centralissima, è un’oasi tranquilla, e rinverdita da preziosi giardini privati.
    L’intera zona ha preso forma dalla lottizzazione degli ultimi scampoli di giardini nobiliari sopravvissuti fino alla  modernità, e la casa di Thea fa parte dell’articolato piano di edificazione che li ha sostituiti, e in parte a dire il vero, salvati, disegnato dall’architetto Aldo Andreani a metà degli anni ‘20.

    Via Melegari, Milano
    Via Melegari a Milano. Villa Mozart in primo piano e villa Rasini in giallo sullo sfondo

    Villa Rasini e le sue vicine: un progetto organico e audace

    Proprio dall’estro fantastico di Andreani nascono il Palazzo Fidia, inconfondibile e visionario, e le 2 ville  simmetriche che gli stanno di fronte: la villa Zanoletti –oggi Mozart-, e quella di Thea e Giovanni. È qui, in una dependance della villa, che Thea aveva allestito il suo studio, dove continua a lavorare fino almeno al 1932.
    Villa Rasini si distingue per l’intonaco giallo, mentre le forme solide e curve la accomunano alla sua gemella in mattoni, villa Mozart (che però siamo abituati a vedere ricoperta di tralci di vite!). Le due ville appaiono piuttosto sobrie, ma il disegno delle finestre e i dettagli curvilinei delle inferriate che Andreani riprende identiche nel ben più elaborato palazzo Fidia, creano un trait-d’union singolare e indovinato che le rende complici dell’audacia di quest’ultimo.
    Dove siamo esattamente? alle spalle di Palazzo Serbelloni, di cui villa Rasini e villa Mozart condividono la vista sul parco e a pochi passi da Villa Necchi Campiglio, da un lato, e Palazzo Sola Busca dall’altro.

    A Milano, sulle tracce di Thea Caslbore Rasini. Villa Rasini
    Sulle tracce di Thea Casalbore Rasini. Villa Rasini in via Melegari a Milano. Architetto Aldo Andreani, 1926-30
    Villa Rasini. Dettaglio
    Villa Rasini. Dettaglio delle inferriate

    Casa Torre Rasini, una proprietà di famiglia

    Ma non abbiamo finito la nostra indagine sulla Milano di Thea, il nome Rasini richiama infatti, e non per caso, un altro illustre edificio milanese: la Casa Torre Rasini, all’angolo tra i Bastioni e il corso di Porta Venezia.
    Qui la famiglia del marito di Thea era proprietaria di un palazzo neoclassico che viene abbattuto, di concerto con il Comune, nel 1923. Sparito questo, e spariti i bastioni spagnoli, Gio Ponti ed Emilio Lancia, nel 1931, vengono incaricati, proprio da Giovanni Rasini e dal fratello Mario,  di costruire il moderno condominio che ancora oggi ammiriamo.
    Sarà l’ultimo frutto del loro sodalizio decennale, ed è un capolavoro.

    Casa Torre Rasini.
    Casa Torre Rasini. Architetti Gio Ponti e Emilio Lancia, 1931-32

    Casa Torre Rasini: un’icona milanese

    Una posizione favolosa per un investimento edilizio -siamo all’imbocco, anche simbolico, del centro città-, ma non  certo scontata. Ci troviamo nel punto di incontro tra una via trafficata e un parco urbano. C’è la tradizione dei palazzi neoclassici del corso e l’esigenza di modernità della nuova borghesia milanese. E infine c’è un clima culturale e artistico indeciso tra  il gusto novecentista che piace a Milano e il richiamo internazionale del Razionalismo.
    La sfida è raccolta e il risultato è magnifico, forse proprio perché anzi che smorzare le contrapposizioni, Ponti e Lancia le esaltano. Nasce così una struttura doppia come le sue premesse: due blocchi, un cubo squadrato e rigoroso, in marmo bianchissimo, e una torre curvilinea e svettante, in milanesissimi mattoni. Compatti sul fronte esterno, aperti verso l’interno, soprattutto la torre, che sembra puntare dritta verso il cielo sul lato strada, e digrada invece, morbida come una collina verso il parco.

    Casa Torre Rasini da C.so Venezia
    Casa Torre Rasini, fronte sul C.so Venezia
    Casa Torre Rasini, ingresso
    Casa Torre Rasini, fronte sui Bastioni di P.ta Venezia, ingresso

    Thea Caslbore Rasini scultrice al Cimitero Monumentale

    E per concludere, inseriamo nel nostro ideale percorso milanese sulle tracce di Thea Casalbore Rasini, il Cimitero Monumentale. Qui resta la prova del suo talento  di artista nelle tombe di famiglia: Vignoli e Casalbore, una accanto all’altra. Il ritratto di Tito Vignoli, il nonno materno che era stato direttore del Museo di Storia Naturale a Milano, è incorniciato in un tondo e sormontato da un busto femminile velato e dolente. In ricordo della madre Thea scolpisce invece, una figura femminile michelangiolesca e possente. Belli entrambi e trascurati dal tempo, ma facilmente accessibili a chi desideri vedere da vicino l’opera di una scultrice brava e, purtroppo, altrettanto trascurata…

    A Milano, sulle tracce di Thea Caslbore Rasini. Cimitero Monumentale. Tombe Vignoli e Casalbore
    Sulle tracce di Thea Casalbore Rasini. Monumenti Vignoli e Casalbore, Cimitero Monumentale di Milano
    A Milano, sulle tracce di Thea Caslbore Rasini. Cimitero Monumentale. Tomba Vignoli
    Sulle tracce di Thea Casalbore Rasini, Monumento Vignoli, Cimitero Monumentale di Milano
    A Milano, sulle tracce di Thea Caslbore Rasini. Cimitero Monumentale. Tomba Casalbore
    Sulle tracce di Thea Casalbore Rasini. Monumento Casalbore, Cimitero Monumentale di Milano

     

    Per scoprire di più su Thea:
    Roberto Pancheri, Thea Caslbore Rasini (1893-1939), Una scultrice milanese tra verismo e simbolismo, in Atti dell’Accademia Roveretana degli Agiati, 2016

    A Milano, sulle tracce di Thea Casalbore Rasini

    Via Vettabbia, storia di un Naviglio, prima dei Navigli

    Vettabbia è il nome di una strada milanese. Una viuzza tranquilla e piuttosto defilata, in una posizione invidiabile rispetto al centro.
    Non è bellissima via Vettabbia, ma il suo nome insolito risuona fin dalle origini di Milano. Vale la pena di indagare un po’, perché, come spesso succede, dietro a un nome, o in questo caso a un toponimo, si nasconde un intero capitolo della storia di una città.

    Via Vettabbia, Milano
    Via Vettabbia, Milano

    Via Vettabbia, un po’ di storia e molta acqua

    Molto tempo prima di essere una strada, la Vettabia era un corso d’acqua. Tra i primi a dircelo, un cronista milanese del XI secolo, Landolfo Seniore nella sua Mediolanensis Historia. Nasceva nel punto in cui le acque del Seveso – che i romani avevano abilmente deviato per tracciare il fossato delle loro mura – si incontravano con quelle dell’Olona, ovvero, più o meno nell’odierna Piazza Vetra, dove allora si formava un piccolo bacino.
    Da qui, secondo Landolfo, la Vettabbia procedeva scorrendo in un tratto della sede naturale del torrente Nirone (anche quello era stato deviato dai romani e scorreva quindi altrove!), procedendo verso sud, fino a incontrare il Lambro.
    Secondo alcune teorie, la Vettabbia era addirittura navigabile: nell’ambizioso schema romano delle acque, l’Olona, deviato fino alla Vetra, attraverso la Vettabbia raggiungeva il Lambro, e da lì il Po e infine il mare.
    Inoltre serviva già da allora come canale scolmatore della fossa delle mura, romane prima, e medievali poi.
    Leggendo tra le righe, potremmo dire che la Vettabbia sia stata il primo dei Navigli milanesi, ben prima che cominciassimo a parlare di Navigli. La sfida dell’addomesticamento delle acque deve essere proprio nel DNA di questa città!

    La Vettabbia, verso la modernità

    Questa è la storia antica, ma poi la città cresce, si allarga, le mura romane lasciano il posto a quelle medievali, e l’incile della Vettabbia viene spostato un po’ più in là. Siamo sempre molto vicini a Piazza Vetra, le cui acque fuoriescono ora nella forma di un piccolo canale omonimo.
    Il canale Vetra scorreva per un tratto breve tra il Canale Molino delle Armi e il Fugone del Magistrato, derivati entrambi dal fossato delle mura medievali; oggi diremmo che scorreva tra via S. Croce e via Vettabbia, perché i tracciati sono perfettamente sovrapponibili. Proprio dove queste due vie oggi si incontrano, cominciava a scorrere, e continua a scorrere ancora oggi, la nostra Vettabbia, procedendo, come già in epoca romana, nel suo alveo ‘naturale’ (ovvero in quello che era stato, prima dei romani, l’alveo naturale del torrente Nirone nel suo tratto meridionale).

    Vettabbia
    Dove nasce la Vettabbia
    La Vettabbia nel 1880, vista da via Calatafimi

    Via Vettabbia quando era il Fugone del Magistrato

    Riassumendo: la via Vettabbia di oggi coincide con il Canale detto Fugone del Magistrato di un tempo. Di sicuro non assomigliava in nulla a ciò che è ora e fino al 1873, essendo esterna alle  mura cittadine, non faceva nemmeno davvero parte di Milano!
    Ci sarà stato allora, forse, un mulino e poi qualche abitazione umile, case di lavoratori, non certo di signori.
    Se fosse sopravvissuta fino ad oggi, affacciata su via Molino delle Armi, proprio all’imbocco di via Vettabbia vedremmo bene la Pusterla di S. Lorenzo, poi ribattezzata Pusterla della Chiusa.

    Pusterla della Chiusa e Torre dell'imperatore, Milano
    Dov’erano la Pusterla della Chiusa e la Torre dell’imperatore

    La Pusterla della Chiusa e la Torre dell’Imperatore

    La Pusterla della Chiusa era una delle porte secondarie di accesso alla città. Aveva la forma tipica delle porte milanesi: una costruzione in mattoni, alta, a dare l’idea di una torre di avvistamento e con una arcata per il passaggio di carri e persone al livello della strada. Forse perché si trovava al centro di un crocchio di piccoli canali, pare che già dal 1171 sia stata aggiunta per maggior sicurezza, una seconda torre, la ‘torre dell’Imperatore’. Oggi non esiste più, ma prima di essere abbattuta nel corso del ‘700 – non sappiamo esattamente quando! –, aveva fatto in tempo a rendersi untile ad una delle pratiche più odiose della nostra storia: la caccia alle streghe, di cui era diventata la prigione.

    Dov'era il Monastero di S. Maria alla Vettabbia
    Dov’era il Monastero di S. Maria alla Vettabbia

    Tra monasteri e condomini

    Di tutt’altra natura l’altro edificio che possiamo ricordare, all’estremità opposta della via: un monastero femminile. Tra storia e leggenda, si racconta che abbia ospitato e protetto le giovani milanesi nubili durante l’attacco del Barbarossa e per questo resta alla storia come Monastero delle Vergini (anche se il nome corretto sarebbe invece Convento di S. Maria della Vettabbia). Non c’è più, ma una piccola parte del terreno su cui si estendeva ospita oggi l’edificio più bello di tutta la via: Casa Venegoni.
    Casa Venegoni è un condominio costruito tra il 1923 e il 1927. È il frutto della sbrigliata fantasia dell’architetto Giulio Ulisse Arata: neogotico, neoromanico, eclettico… visionario! L’ingresso è in via Cosimo del Fante, una strada nata anch’essa dalla demolizione del convento. In fondo al cortile, se il portone aperto lo permette, si vedono delle arcate in mattoni e tracce di decorazioni rinascimentali sull’intonaco: non fatevi ingannare, sono solo una citazione degli antichi portici del convento.

    Casa Venegoni, all'angolo tra via Vettabbia e via Cosimo del Fante
    Casa Venegoni, all’angolo tra via Vettabbia e via Cosimo del Fante. Architetto G.U. Arata 1923-27
    Casa Venegoni, il cortile
    Casa Venegoni, accesso al cortile da via Cosimo del Fante

    PS. E l’acqua dov’è andata a finire?

    Il canale Vettabbia scorre ancora! Sotterraneo fino all’altezza di via Bazzi, e poi alla luce del sole fino al Lambro, al Po e al mare. Ma questa è un’altra storia. A noi non resta che spiegare perché la Vettabbia si chiami così. Ed è di nuovo Landolfo Seniore a darci la risposta, suggerendo che il nome derivi dal latino vectabilis, ovvero ‘capace di trasportare’, un nome ben adatto ad indicare il canale navigabile, utile al trasporto delle merci quale, lo abbiamo ricordato,  doveva essere in epoca romana.
    Preferiremmo invece omettere gli aspetti meno glamour della sua storia di canale scolmatore del sistema dei Navigli perché, ammettiamolo, questo è un compito ingrato. Ma anche dalle acque più sporche e maleodoranti, può nascere qualcosa di buono: grazie alla Vettabbia, le zone sud e sud est di Milano hanno beneficiato a lungo di acque irrigue… ottimamente concimate!
    Prati verdi, pascoli, mucche felici e buoni formaggi sono stati il risultato.

     

    Via Vettabbia, storia di un Naviglio, prima dei Navigli

    online LA FANCIULLA DEL LOUVRE

    Un viaggio attorno alla Nike di Samotracia

    Appuntamento online: La fanciulla del Louvre

    Attende ogni visitatore del Louvre in cima ad una bella scalinata.
    Una giovane donna che è tutta un panneggio, due ali spinte indietro dal vento che la colpisce, una donna senza volto né mani che incede su di una prora di nave…
    E un esercito di curiosi intorno a scattare fotografie e selfie.

    Anche lei è entrata nel mito ma… chi è davvero questa fanciulla? Quanti anni ha? Per chi fu realizzata? Forse celebra qualcuno o forse è simbolo di qualcosa. Sicuramente è portatrice di un messaggio che è stato letto e riletto parecchie volte nella storia e nella storia dell’arte che… leggeremo insieme!

    Ci sposteremo su e giù lungo la scala del tempo per ridare voce a questa scultura, al mondo al quale apparteneva e a coloro che l’hanno inconsapevolmente (?) citata e sognata.

    Per parlare di lei, bisogna pensare a grandi battaglie e a sonore sconfitte, ad Alessandro Magno e a “qualche” imperatore romano, bisogna frugarsi nelle tasche e tirare fuori antiche monete.
    E poi viaggiare attraverso il Rinascimento della Roma papale, passeggiare nella Parigi post Napoleonica di Delacroix e Géricault, essere travolti dalla forza dinamica di Boccioni e dalle follie visionarie di Dalì.
    E magari, alla fine, entrare in un cinema.
    E forse – forse!, ce l’avremo fatta!

    Viaggeremo nella storia dell’arte, nel tempo e nello spazio, come solo un racconto ‘tecnologico’ ci consente di fare. L’appuntamento è online con Acànto!

    Costo a persona € 10,00

    online LA FANCIULLA DEL LOUVRE

    online GIOVANNA GARZONI. CHI ERA?

    Una sbirciatina tra Le Signore dell'arte!

    appuntamento online: Giovanna Garzoni. Ma chi è?

    Il palinsesto culturale di Milano 2020 – che per ovvie ragioni si protrae nel 2021-, è dedicato, al ‘talento delle donne’. Non siamo fan delle quote rosa, ma se arte delle donne dev’essere… facciamo che non sia la solita arte!

    Ecco perché, anche con la speranza di poter presto visitare la mostra Le signore dell’arte che apre (diciamolo piano) a Palazzo Reale il 5 febbraio, abbiamo scelto di raccontarvi Giovanna Garzoni, una delle 34 artiste di cui la mostra tratterà, ma soprattutto: non la solita artista!

    La conoscete già? Allora non servono presentazioni! Se invece non è un nome che vi suona famigliare, beh, è la vostra occasione per scoprire un talento raffinatissimo e cosmopolita che la storia dell’arte, sta con fatica, ma anche con entusiasmo, restituendo alle cronache.
    E poi, ammettiamolo, se per essere un artista nel ‘600 occorreva avere talento, per essere un’artista donna occorreva… molto di più, ed è così che, come spesso accade, il racconto dell’arte di Giovanna Garzoni si arricchisce grazie anche a un racconto biografico fuori dal comune!

    Viaggeremo nella storia dell’arte, nel tempo e nello spazio, come solo un racconto ‘tecnologico’ ci consente di fare. L’appuntamento è online con Acànto!

    Costo a persona € 10,00

    online GIOVANNA GARZONI. CHI ERA?

    mostra TIEPOLO. Venezia, Milano e l’Europa – alle Gallerie d’Italia

    “Introdusse un sole che non ha forse esempio, così scriveva di lui nel 1771 Anton Maria Zanetti, Tiepolo era morto da 2 settimane.
    Ed è proprio questo sole, questa luce, che la mostra milanese dedicata a Giambattista Tiepolo vuole raccontare, ora che, dalla sua morte, sono passati 250 anni. Non è facile. Tiepolo è un pittore di soffitti ampi, di cieli immensi e mobili, di grandi composizioni corali… come circoscrivere questi spazi in una mostra? Ci riescono alle Gallerie d’Italia le opere selezionate con cura, tra bozzetti, oli di piccole e di grandi dimensioni, e perfino affreschi strappati.

    Opere, studi e confronti con i contemporanei riescono così nell’impresa di raccontare di lui, della sua Venezia e del mondo fascinoso e, forse, un po’ délabré di un’aristocrazia sempre più raffinata, ma anche sempre più isolata…

    E poi si testimonia il soggiorno a Milano, che gioca un ruolo forse non ancora del tutto riconosciuto nella carriera del veneziano.

    E infine la mostra apre sull’intera Europa, il luogo, per Tiepolo, della conferma: la Germania e la Spagna, le grandi corti che hanno dato spazio all’ultimo artista di un secolo in cui, in tutta Europa, si parlava ancora italiano.

    Le date delle nostre visite guidate sono in  calendario!

    Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa
    Milano, Gallerie d’Italia  fino al 2 maggio 2021

    I gruppi saranno composti da 14 persone al massimo.
    Vi chiediamo per cortesia di non dimenticare la mascherina.

    Noi provvederemo al sistema di microfonaggio sanificato, per consentire agevolmente il distanziamento necessario.

    € 20,00 a persona, incluso biglietto e sistema di microfonaggio

    mostra TIEPOLO. Venezia, Milano e l’Europa – alle Gallerie d’Italia

    mostra LE SIGNORE DELL’ARTE – a Palazzo Reale

    Storie di donne tra '500 e '600

    A Le signore dell’arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600 è dedicata la prossima mostra di Palazzo Reale. Una mostra che conta 150 opere arrivate a Milano da musei e collezioni italiane e internazionali, che aspetta di poter aprire le porte dal 5 febbraio scorso, ma… quasi ci siamo: le sale sono allestite, le opere fissate alle pareti. Solo un po’ di pazienza, e poi potremo godercela fino al 6 giugno 2021.

    Ma chi sono Le Signore dell’arte? Sono 34 artiste italiane attive tra la fine del Cinquecento e per tutto il Seicento, un’epoca greve, ma anche pirotecnica, in cui si intrecciano i virtuosismi manieristi, le esigenze didattiche del Concilio di Trento e le meraviglie barocche; e poi ancora, un nuovo atteggiamento scientifico, una nuova geografia del mondo e una società più dinamica, dove gli artisti lavorano per le grandi corti italiane ed europee. Tutti spunti che garantiscono un viaggio intrigante!

    Alcuni tra i nomi delle artiste in mostra sono celeberrimi, per primo quello di Artemisia Gentileschi, e poi Sofonisba Anguissola e Fede Galizia, ma sono probabilmente i meno noti, come quelli di Giovanna Garzoni, Elisabetta Sirani o Ginevra Cantofoli che ci fanno venire una gran voglia di rientrare, dopo tanti mesi, a Palazzo Reale e di lasciarci stupire dal talento, così poco celebrato, di artiste raffinatissime!

    Che dire… forse si riparte. Lo diciamo piano, però senza nascondere un po’ di sano ottimismo! La prima data disponibile delle visite guidate con Acànto è già in calendario.

    Le signore dell’arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600
    Milano, Palazzo Reale   marzo (data da definire) – 6 giugno 2021

    Costo a persona € 22,00

    mostra LE SIGNORE DELL’ARTE – a Palazzo Reale

    Regala Acànto!

    Per chi ama l'arte, la cultura e... Acànto!

    Un regalo gradito, semplice e sempre… elegante, per chi lo fa e per chi lo riceve!
    Un buono che è un piccolo abbonamento alle nostre visite, in presenza o virtuali, da regalare a chi volete e che si può utilizzare quando, come e con chi preferite!

    COME FUNZIONA?

    L’importo lo scegliete voi, a noi comunicate solo il nominativo del ricevente.
    Vi spediamo via email il buono da stampare e consegnare: lo invieremo in un formato che vi permetta di personalizzarlo come più vi piace.

    La persona che riceve il buono potrà scegliere di partecipare ad una delle nostre proposte consultando il calendario sul sito oppure tramite Newsletter e scrivendoci un’email.

    Se siete interessati, scriveteci e vi daremo tutte le informazioni necessarie!

     

    A partire da... € 10!

    Regala Acànto!

    tour LUNGO LA MARTESANA

    Passeggiata di primavera!

    VISITA GUIDATA LUNGO LA MARTESANA
    È primavera e ci vuole una scampagnata, all’aria aperta e alla giusta distanza… dal traffico e dalle brutte notizie!
    Magari lungo la Martesana – perché  no? -, un tempo la “riviera” di Milano, raggiunta col tramvai a cavallo oppure a piedi, proprio come faremo noi!

    Una passeggiata nella zona compresa tra Crescenzago e la Maggiolina, lungo l’ultimo tratto del naviglio che porta a Milano l’acqua dell’Adda e che si nasconde sottoterra proprio qui. E proprio qui la città conserva ancora un aspetto rurale, con le sue cascine rustiche affacciate sugli argini del canale. L’acqua scorre placida in mezzo a verdi radure, ricordo non ancora sbiadito della fertile campagna di un tempo, popolata da ville nobiliari venute su tra Sette e Ottocento. Tra queste, Villa Finzi circondata da un grande parco, oggi pubblico.

    Qui il paesaggio si frammenta in scorci che alternano passato e… presente: gli snodi ferroviari di Greco, dove la street art è di casa; il quartiere operaio di Gorla, colpito dalle bombe dell’ottobre del ’44, un tempo borgo di cascine, mulini e lavanderie; il monastero di clausura delle Clarisse, dall’architettura moderna ma dallo spirito antico; “el bagnin”, l’antica piscina di Gorla oggi trasformata in un centro per le attività ricreative e culturali… insomma una città dentro la città!

    La perlustreremo passo a passo, con quella calma e quella serenità che solo i pomeriggi domenicali sanno ancora regalare.

    Appuntamento alla fermata Turro MM1

    Vi chiediamo per cortesia di non dimenticare la mascherina.
    Noi provvederemo al sistema di microfonaggio sanificato, per consentire agevolmente il distanziamento necessario. 

    Costo a persona € 12,00 inclusi auricolari

    tour LUNGO LA MARTESANA

    mostra SOTTO IL CIELO DI NUT – al Museo Archeologico

    Egitto divino

    C’era una volta Nut, la dea del cielo. Con le braccia alzate e i capelli scompigliati (una strana posizione, alquanto ginnica), distesa su tutto il mondo creato, circondata da luna e stelle.
    Amava, riamata, Geb, padre dei suoi quattro figli: Osiride, Iside, Nefti e… sì, anche di Seth, il dio del tuono. Ma Geb, maschio, noi lo chiamiamo terra, mentre Nut, femmina, cielo. Perché?

    Perché il mondo della mitologia egizia, e come, alla fine, quello di qualsiasi civiltà, è un modo per appropriarsi della realtà e per cercare di spiegare i misteriosi fenomeni che ci circondano.

    Il Museo Archeologico di Milano ospita una mostra affascinante, nella quale si indaga l’invisibile natura degli dei e il loro potere nella concezione dell’uomo egizio…
    Quante storie, quante interessanti letture si possono fare dell’universo spirituale antico, proprio di un mondo nato all’alba della civiltà ma già complesso e incredibilmente… moderno.

    La mostra prolunga la sua apertura fino al 28 marzo. Troverete a breve le date delle nostre visite guidate alla mostra in calendario.

    Sotto il cielo di Nut. Egitto divino
    Milano, Museo Archeologico dino al 28 marzo 2021

    Costo a persona € 15,00

    mostra SOTTO IL CIELO DI NUT – al Museo Archeologico

    tour IN PORTA COMASINA

    I Medici, Cecilia e la Terra mala.., consigliato a chi ama le storie insolite!

    VISITA GUIDATA IN PORTA COMASINA
    Passeggiata storica che parte dalla Piazza dei Mercanti e si dirige verso il Cordusio alla scoperta di un Mercurio pelandrone e dello scivolone del Parini!

    Lungo via Dante si scopre la storia del Carmagnola e della Gallerani, immortalata da Leonardo per Ludovico il Moro, si racconta della pietra santa di Nazaro e del concorso di architettura più prestigioso dell’epoca umbertina. Tra palazzi da nobile intorno a via Broletto sorge una chiesa legata alla tragica fine di un prete troppo venale mentre poco distante si racconta addirittura di Cosimo de’ Medici e della sua alleanza con gli Sforza.

    E poi ancora la via che “sale” e racconta di antichi resti romani, la dimora dei Clerici, una delle più eleganti della città, un teatro e la… Borsa! E se proprio non basta, ci sono anche i Longobardi… insomma partiamo?!?

    Vi chiediamo per cortesia di non dimenticare la mascherina.
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    Costo a persona € 12,00 inclusi auricolari

    tour IN PORTA COMASINA

    Acànto e le mostre d’autunno!

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    Dove andremo nel 2021!

    A breve pubblicheremo il calendario dei viaggi del 2021: vi avviseremo tramite newsletter!

    I programmi di viaggio con i dettagli e i costi sono disponibili a partire da circa 90 giorni prima della partenza: se siete interessati a qualche meta, scriveteci e vi terremo aggiornati! 

    Dove andremo nel 2021!

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    Il 16 marzo riapriranno i musei e le mostre milanesi
    Nel frattempo, sono in calendario le nostre passeggiate in città, per le quali abbiamo scelto mete tranquille e ‘poco’ popolose’, da affrontare con la mascherina e il sistema di microfonaggio sanificato e con cuffiette usa e getta, che mettiamo a disposizione per consentire la giusta distanza, anche quando ci muoviamo in piccoli gruppi. 
    E poi continuano i nostri appuntamenti online.

    Trovate tutti gli appuntamenti Acànto alla pagina Tour e Online

    Il mondo è mobile, e così è il nostro sito, teneteci d’occhio!

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    Tour in città ed escursioni

    VISITE GUIDATE IN CITTÀ E GITE FUORI PORTA

    Qui puoi trovare l’elenco delle nostre visite ai Palazzi, Chiese, Musei e siti storici di Milano in programmazione nei prossimi mesi e che sono già in calendario. Trovi anche le mete delle nostre prossime escursioni.

    Scrivici se vuoi segnalare qualche visita o meta interessante!

    Tour in città ed escursioni

    Milano e il Cinema

    1951 Locandina del film Miracolo a Milano

    Il cinema ci permette di visitare luoghi che non conosciamo, di avventurarci nelle terre selvagge, di scoprire i paradisi della natura e di viaggiare per le città del mondo…
    Di
    sicuro esistono luoghi che associamo al cinema più di altri. Un buon numero di città ha questa caratteristica: la Los Angeles di Hollywood, l’eternamente iconica New York e Parigi, dove il cinema è nato. Per l’Italia la città del cinema è Roma, dentro e fuori da Cinecittà… ma Milano?

    Milano e il cinema

    Ebbene, anche a Milano ha qualcosa da offrire quando si parla di cinema. In realtà, potremmo addirittura spingerci a dire che gli inizi italiani della settima arte hanno più a che fare con Milano che con qualsiasi altra città italiana. Eppure dopo questa partenza entusiastica, il cinema ha cambiato indirizzo. Sarà che i milanesi sono troppo pragmatici, sarà che hanno intuito subito il potere dell’industria americana, sarà anche che l’organizzazione dello stato fascista ha fatto di Roma il suo baricentro. Insomma, sarà per un intreccio di ragioni, ma la storia del cinema milanese è rimasta nell’ombra.

    Milano e il cinema a Palazzo Morando

    È proprio per riaccendere i riflettori sul rapporto tra Milano e il cinema -questa storia d’amore e business che sa anche un po’ di poesia- che Palazzo Morando, dedica a questo tema la nuova mostra curata da Stefano Galli. Ed è appassionante accorgersi, mentre ci si muove tra le sale allestite, di quanti siano i contributi di Milano al cinema. Tanti sono i film iconici girati nella nostra città. Addirittura possiamo affermare che Milano abbia generato dei generi cinematografici veri e propri: avete mai pensato a dove si produceva il mitico Carosello? Al cinema documentaristico che ha raccontato l’industria negli anni del boom? E che dire del mitico genere ‘poliziottesco’ degli anni ’70, cullato tra le vie dell’allora, ahinoi, capitale del crimine?

    Milano e il cinema: un esempio di successo

    1932 Gli uomini che mascalzoni

    Ecco, sì, ci vuole forse un esempio per dimostrare la sostanza del rapporto tra Milano e il cinema. Uno, efficace, lo offre un film del 1932: Gli uomini che mascalzoni… , girato a Milano e protagonista del Festival di Venezia, il primo, perché anche la Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia, primo festival cinematografico del mondo, nasceva proprio quell’anno!

    I primati di questa pellicola sono tanti. Per esempio, è questo il film che lancia il 32enne Vittorio de Sica, al suo primo ingaggio importante, nell’olimpo delle star.

    Parlami d’amore Mariù/tutta la mia vita sei tu!

    1932 Copertina del disco Parlami d’amore Mariù

    1932 è passato pochissimo tempo dal passaggio al sonoro, e la canzone che de Sica, nei panni dell’autista Bruno, canta alla bella commessa Mariuccia/Lya Franca è un altro piccolo miracolo di Uomini che mascalzoni. Si tratta dell’indimenticata Parlami d’amore Mariù!
    La casa di produzione romana Cines non la voleva nemmeno. È il regista, benedetta furbizia del mestiere, che mente dicendo di aver ormai già girato la scena e di non poterla rifare per poterla utilizzare al posto della ‘musica d’organetto’ prevista dalla sceneggiatura. Oggi, forse, la si ricorda più del film stesso.

    Il cinema dei telefoni bianchi

    Il regista è Mario Camerini, uno dei padri del cinema dei ‘telefoni bianchi’, diffuso a partire dal 1936. Uomini che mascalzoni è un precursore di questo filone iconico in cui i ‘telefoni bianchi’ sono il simbolo del benessere. Bianchi sono gli apparecchi telefonici dei signori, più costosi di quelli neri, in bachelite.

    Al di là del nome, il cinema dei telefoni bianchi è quello della nascita della società dei consumi. Il trionfo del funzionalismo del Bauhaus che permette la qualità a domicilio, l’oggetto di prestigio prodotto in serie che arriva nelle case dei ricchi. I film dei telefoni bianchi raccontano l’Italia che diventa moderna, industriale, produttiva. L’Italia del duce che si ridefinisce nel progresso.

    Perché Milano?

    La trama di Uomini che mascalzoni è una semplice storia d’amore, con le sue peripezie, i momenti buffi, gli equivoci, una storia che si potrebbe ambientare ovunque. Ma è Milano che sostanzia l’identità di questo film. Perché scegliere di girare qui? Perché l’Italia del 1932 non è esattamente quella dei telefoni bianchi, più spesso è arretrata, analfabeta, senza lavoro. E se si vuole descrivere il progresso, l’ottimismo, l’idea del lavoro come mezzo di riscatto sociale, allora ci vuole Milano, la città più produttiva e moderna d’Italia, specchio dell’ambizione e dell’intrapresa borghese.

    Le riprese in esterni

    Non solo si gira a Milano, ma per la prima volta lo si fa in esterni. Ecco un altro primato tutto milanese: niente più teatro di posa, si va in strada, le inquadrature stanno attente a restituire il ritmo della città, il suo dinamismo.

    Il film apre con la facciata del Duomo. La profumeria dove lavora la protagonista è in via Dante, quasi al Cordusio. Bruno/de Sica, ritira l’auto del suo padrone dall’officina di Piazzale Baracca. Ci sono le pubblicità sui cartelloni e sulle insegne: Alemagna, Motta, Coca Cola, la Rinascente e il Cinzano… Ci sono i tram che corrono per le vie e soprattutto, vero simbolo della modernità che avanza, c’è la Fiera Campionaria!

    Milano e il cinema, un altro modo di scoprire la città

    1972 Locandina di Milano calibro 9

    Ecco fatto, basta un solo film per intuire come la Milano città della moda e del design abbia qualcosa da raccontare anche sul cinema. Ci fermiamo qui, ma se siete incuriositi, seguite una delle nostre visite guidate alla mostra Milano e il Cinema!

    In fondo, il cinema è un modo diverso di continuare ad esplorare la città e comprendere la natura dei suoi abitanti. Un modo colto, a volte nostalgico sicuramente originale.

    Milano e il Cinema , informazioni:
    8 novembre 2018  / 10 febbraio  2019
    Palazzo Morando, Milano
    Orari:
    martedì/mercoledì – venerdì/domenica 10.00-20.00
    giovedì  10.00 – 22.30 
    Per maggiori informazioni visita il sito della mostra
    Per visitare la mostra con noi, scrivici, o scegli una data in calendario.
    Milano e il Cinema

    Galleria Vittorio Emanuele II. Tra storia e mondanità

    Stupefacente esempio di architettura celebrativa, la Galleria Vittorio Emanuele II è l’unica in grado di rubare attenzione alla maestosità del Duomo.

    Un passage all’europea come nessun altro

    Aperta sulla piazza del Duomo attraverso il grande arco monumentale, la Galleria è stata costruita tra il 1865 e il 1867. L’ispirazione arrivava allora dalle grandi città europee più a nord, dove i passage commerciali erano, a dire il vero, una moda già in declino.  Non siamo stati i primi ad avere l’idea dunque, è vero, ma la scala monumentale della nostra galleria ha rivitalizzato l’intero genere e rivoluzionato il panorama delle gallerie europee. 32 metri di altezza per la copertura, che salgono fino a 47 al sommo della cupola centrale, il cui diametro misura 39 metri… ed ecco che la nostra si trasforma in un modello per tutte le altre città, e continua ad esserlo.

    “Per le sue proporzioni la realizzazione italiana lascia molto indietro tutto quanto l’ha preceduta” scriveva Pierre Planat nel 1889 in Encylopédie de l’architecture et de la construction.

    Galleria-Vittorio-Emanuele-II
    Galleria Vittorio Emanuele II nei disegni dell’architetto Giuseppe Mengoni

    Sotto un cielo di cristallo

    Grazie ad una complicata logistica e a un nutrito gruppo di capaci operai, la costruzione prende forma in soli 2 anni e la Galleria viene inaugurata il 15 settembre del 1867, proiettando Milano nella modernità! Il completamento della copertura e della cupola centrale  in ferro e vetro richiede 5 mesi di lavoro: tempi brevissimi per una tecnica e dei materiali allora innovativi. Ne vale la pena, una volta completata, la grandiosa volta trasparente ne diviene l’emblema.

    Grandeur e mistero in Piazza Duomo

    Se la copertura in ferro e vetro dona un’allure modernissima, è l’arco d’accesso monumentale aperto sulla piazza del Duomo a renderla iconica.
    Il completamento dell’arco è quello che richiede maggior tempo, intralciato da problemi finanziari e da una non brillante gestione da parte delle ditte appaltatrici. Per questo bisogna aspettare una seconda inaugurazione ufficiale, alla fine del febbraio 1878, per godere del nuovo monumento nella sua completezza. Ma non sarà un’occasione spensierata ed entusiastica come la precedente: Giuseppe Mengoni, architetto dell’intero progetto, precipita dalle impalcature pochi giorni prima della cerimonia. Un incidente? Un suicidio motivato dalle preoccupazioni finanziare che la costruzione ha comportato? Nemmeno l’inchiesta ufficiale aperta dopo la disgrazia ha saputo dare una risposta.

    Shopping in Galleria Vittorio Emanuele II

    Galleria Vittorio Emanuele II

    Nonostante tutti i problemi, la Galleria è un successo fin dalla sua prima apertura. I milanesi la affollano e le attività commerciali si moltiplicano, non solo nei negozi predisposti al piano strada, ma anche negli ambienti interni. Sartorie, orologiai, fotografi e decoratori, editori e redazioni di riviste e quotidiani allestiscono qui la loro sede.

    da allora ad oggi, poco è cambiato. La Galleria continua ad essere protagonista del commercio Milanese, e lo dimostra la gara tra le grandi firme della moda per avere una vetrina affacciata sull’Ottagono!

    Pranzare in Galleria Vittorio Emanuele II

    Lo shopping in Galleria è una cosa seria, ma il segreto ultimo del suo appeal, sono i suoi luoghi di aggregazione, bar e ristoranti. Ci sono quelli storici, come il mitico Camparino, che è in Galleria da sempre e conserva i suoi arredi originali e i bellissimi mosaici alle pareti dietro il bancone, e c’è Motta Milano 1928, storico anch’esso, ma da poco rinnovato nelle forme, e il ristorante Savini, il cui nome a Milano fa rima con tradizione. Ma Milano è una città che sa essere contemporanea e dare spazio a nuove storie, e così dal febbraio 2018, è arrivato Cracco in Galleria, 5 piani dedicati al cibo e al glamour firmati dall’iconico chef televisivo Carlo Cracco.

    Riti in Galleria. Il  ‘rattin’

    Il ‘rattin‘ conservato a Palazzo Morando Costume, Moda, Immagine

    In conclusione, cos’è che rende la Galleria tanto cara ai milanesi? La risposta è semplice: le tradizioni! Non illudiamoci, i milanesi continuano ad essere pratici e frettolosi, ma non si dimenticano delle loro abitudini, né di celebrare i loro riti.  Il più datato di questi si ripeteva ogni sera al crepuscolo, quando un aggeggino piccolo e sofisticato correva lungo il diametro della cupola innescando le 600 fiammelle dell’illuminazione a gas. Un trenino minuto, tecnologico e dotato di freni e regolatore di velocità, che correva veloce sulle rotaie circolari, come un topolino. Era l’indimenticato ‘rattin‘, la cui performance ha incantato i milanesi per 18 anni, fino all’avvento dell’elettricità!

    Le maestranze della Union des Gaz with the ‘rattin’ nel 1867

    Il toro in Galleria

    Se il  ‘rattin’ è andato in pensione (ma possiamo ancora vederlo a Palazzo Morando, dove è conservato con amore in una teca), un altro rito sopravvive in Galleria e gode di ottima salute: un bel giro di tacco sulle palle del toro! Ecco la storia: il pavimento della Galleria è un bellissimo mosaico di pietre e smalti colorati, punteggiato di riferimenti celebrativi e geografici. Tra questi i simboli delle città di Milano, Roma, Firenze e Torino. Perché queste quattro? Beh, Milano perché siamo a Milano, Torino perché prima capitale dell’Italia unificata dal 1861 al 1865. Firenze, capitale d’Italia fino al 1871 e Roma, capitale d’Italia ancora oggi. Lo stemma di Torino rappresenta un toro… e per ragioni misteriose (tralasciamo tutte le storielle poco credibili che si raccontano) a Milano crediamo che fare pirouettes sul toro porti fortuna. Tre giri, puntando sul tacco, in senso anti-orario e mi raccomando, non ovunque sul toro… ma sui suoi attributi!

    Il tori in Galleria Vittorio Emanuele II

    Una piccola e deliziosa mostra al Castello Sforzesco ha raccontato la storia della Galleria Vittorio Emanuele II la scorsa primavera, fino al Marzo 2018.

    Se volete scoprire tutto della Galleria Vittorio Emanuele II, SCRIVETECI, organizzeremo il tour perfetto per le vostre esigenze.

    Galleria Vittorio Emanuele II. Tra storia e mondanità

    Dove siamo stati

    Qui trovate tutti i viaggi di Acànto, dal 2013 ad oggi: uno spunto per mete future, un suggerimento per nuove destinazioni, un invito a riscoprire insieme le bellezze d’arte e natura!

    LAZIO ANTICO: LA VALLE DELL’ANIENE
    22/25 ottobre 2020
    Nel luogo in cui lo splendore di Roma, vista da lontano, sembra tingere l’orizzonte di riflessi dorati, il tempo è scandito da un alternarsi sommesso di preghiere e silenzi. Lungo la valle dell’Aniene si alternano borghi e radure amene, frammenti di antichità e Medioevo. Palestrina è dimora ad una dea benevola, prima nata dei figli di Giove; Tivoli superba, come la dice Virgilio, si specchia nelle sue acque, tra le colonne e i giardini di ville magnifiche; Subiaco tra i monti e i faggi è vegliata da una rocca millenaria, custode vigile dei placidi ritmi della vita dei chiostri. Verso sud sorge Casamari, capolavoro di cistercense devozione. Saturno stesso circondò di mura la bella Ferentino mentre Anagni, culla di molti papi, sussurra storie di scomuniche nella cripta della cattedrale, sfavillante di affreschi.

    SIENA E LA VAL D’ORCIA
    2/5 ottobre 2020
    Siena e la sua terra, un’infinita variazione di ocra e giallo. Di questo colore sono i fondali delle battaglie del Medioevo contro la nemica Firenze, di questo colore sono i campi ai tempi del Buon Governo e i progetti delle città ideali del Rinascimento. Di questo colore è il mare di colline intorno a Siena. La pia devozione ha attraversato queste terre, misurate da sentieri e da sequenze ordinate di cipressi, ha trovato dimora in piccole valli isolate, ecco allora l’Abbazia di Sant’Antimo e l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. La Val d’Orcia custodisce Pienza, sogno sognato da un dotto umanista, Montalcino e San Quirico d’Orcia, leggendarie fondazioni etrusche, entrambe circondate da un paesaggio incorrotto da secoli, dove lo sguardo si perde tra cipressi e vigneti.

    IL FRIULI: UDINE, CIVIDALE, AQUILEIA
    19/21 settembre 2020 (replica del viaggio di settembre 2013)

    DEI GIARDINI E DELL’ALTRE BELTÀ. LUOGHI D’INCANTO TRA VITERBO E BOLSENA
    4/7 settembre 2020
    La natura si compiace di sé stessa, mostrandosi potente e superba. Qui è stata sfidata, in una gara di bellezza cominciata nel Rinascimento, da sognatori ed eruditi, creatori di nuovi “paradisi”, giardini d’incanto che sussurrano mille e una storie. Ecco allora Villa Lante, all’ombra dei monti Cimini, Palazzo Farnese, perla dell’antica Caprarola; il Sacro Bosco di Bomarzo, labirinto di simboli mai svelati; il Giardino dei Tarocchi, città popolata da sogni esoterici; la Scarzuola, mondo privato, ermetico, città ideale nata da una rosa e un alloro; il Giardino di Daniel Spoerri, “altro” paradiso contemporaneo. E Bolsena che racconta di sé specchiandosi nel lago.

    PASSEGGIATA IN ALTO ADIGE
    29 luglio/1 agosto 2020
    Estate. Il sole rompe i suoi raggi su vette altissime, puntate al cielo. Lo sguardo corre da una cima all’altra, indugia nelle pieghe antiche di estinti ghiacciai, scivola lungo i fianchi impervi di rocce e burroni. Il silenzio imprigionato dalla chiostra possente delle montagne è rotto solo dal vento, che profuma di sole e di verdeggianti prati. In questo luogo arcano il cammino del viandante si dipana a lente tappe, tra piccoli borghi, castelli e abbazie (visite a Bressanone, Vipiteno, San Candido, Abbazia di Novacella, Castel Taufers, Chiusa, Brunico, Sesto, Dobbiaco)

    ROMA E RAFFAELLO
    21/22 luglio 2020
    Omaggio a Raffaello Sanzio con visita alla Mostra allestita alle Scuderie del Quirinale

    GIOTTO, GLI SCROVEGNI E LA PADOVA DEL TRECENTO
    15/16 febbraio 2020 (replica del viaggio di febbraio 2016)

    PARIGI… VILLE LUMIÈRE
    5/8 dicembre 2019
    Parigi nelle parole di uno dei suoi tanti illustri ospiti non è altro che un’immensa rete dorata, in cui ogni tanto bisogna cascare, volere o non volere. Una rete che manda baluginii guizzanti, seducenti e ammalianti, che avvolge e imprigiona insieme, lasciando senza fiato. Tutto intorno, un tourbillon di luci, quelle delle ribalte, del lungo Senna, dei Caffè tiratardi agli angoli delle piazze e delle notti profumate di un dicembre in festa. Qui ci si può perdere mentre si scopre di essere vicini al centro del mondo, vicinissimi (visite all’Opera Garnier, al Musée d’Orsay e al Louvre, all’Orangerie e alla Sainte-Chapelle)

    ROMA PRIVATA, ROMA SCONOSCIUTA
    8/11 novembre 2019 (replica del viaggio di marzo 2019)

    IL SANNIO ANTICO E MEDIOEVALE
    16/20 ottobre 2019
    Una terra antica, affacciata sul mare, solcata da fiumi, verdeggiante di boschi. Popolata da millenni, il suo nome le deriva da orgogliose genti italiche, guardiani di un territorio impenetrabile. Una terra disegnata da arcane divinità e attraversata da vie d’erba che danno forma ad un paesaggio rimasto inalterato per secoli. Ecco Chieti col Guerriero di Capestrano; Sepino bella per il foro e il teatro romani; Pietrabbondante col santuario dedicato alla Vittoria. Benevento longobarda, Termoli cinta da mura e turrita sul mare, Campobasso che siede alta tra due fiumi, Sulmona la bella madre di Ovidio e tutt’intorno i piccoli centri cullati dalle alture molisane.

    PRAGA E LA BOEMIA MERIDIONALE
    9/15 settembre 2019
    Nel cuore verde d’Europa l’oro, la magia, la musica. Preziosa pietra incastonata lungo il nastro della Moldava, Praga siede regale da secoli e racconta una storia di principesse e castelli. Tutt’intorno, la terra boema, modellata in valli e colline, verde di un verde potente e fiero. Superbi dominano i castelli di Karlštejn e di Telč; le piazze monumentali di Slavonice e di Ceske Budejovice; a Kutná Hora si parla di un’immensa fortuna, costruita sull’argento. Nella quieta campagna riposa il villaggio di Holašovice. Dai meandri del fiume, bella tra le belle, sorge infine Český Krumlov, dalle innumeri storie da raccontare.

    IL MEDIOEVO IN CARINZIA
    27/31 luglio 2019
    Boschi, foreste, piccoli laghi azzurri e, qui e là, qualche villaggio che sembra uscito da una fiaba. Sotto l’ombra di un monte altissimo si stende una terra verde e antica le cui radici sprofondano in un Medioevo mistico e fantastico. La rocca di Hochosterwitz, il monastero di Sankt Paul im Lavanttal, il lago di Wörth, Klagenfurth, sentinella delle rotte commerciali d’Europa, Friesach e Gurk che custodisce un Paradiso terrestre dipinto nei colori chiari del cielo, Sankt Veit an der Glan e Santa Maria Saal, accompagnano il viandante sulla strada che conduce a sud, attraverso i valichi alpini al di là dei quali ci accoglie Spilimbergo.

    IN NORMANDIA
    12/16 giugno 2019
    Là dove la Senna entra nel mare, accompagnata da un fitto bosco e dal rumore lontano delle onde salmastre, si stende vasta la terra di Normandia. Antico approdo di feroci genti del Nord, rifugio nascosto di anime devote, ospite amabile di artisti geniali, innocente culla di eventi epocali. Tappe di questo viaggio, le spettacolari falesie di Étretat, le abbazie di Jumièges e di Caen, la cattedrale di Rouen, l’arazzo di Bayeux, la meraviglia di Mont Saint Michel, le spiagge dello sbarco e la deliziosa Honfleur, infine Giverny e il suo giardino.

    IL CILENTO. TERRA MITICA TRA CIELO E MARE
    16/19 maggio 2019
    Lungo la costa che al tempo degli dei ha visto Ulisse resistere al canto delle sirene, si susseguono piccoli agglomerati di case e porticcioli, spiagge lunghissime e baie solatie. Il Cilento è un luogo quasi mitico, amato da dee ed eroi, abitato da monumenti eccezionali come i templi di Paestum e le rovine di Velia. Pittoreschi i borghi di Castellabate, Acciaroli e Agropoli, mentre più ad est, la Certosa di Padula e le Grotte di Pertosa completano in modo spettacolare un viaggio cominciato a Salerno, culla della scienza antica.

    GIARDINI D’OLANDA
    15/20 aprile 2019
    Tutt’intorno un profumo. Non solo di fiori di primavera, ma di brezza marina, di campagna infinita, distesa sotto un sole discreto e mite. Lo sguardo corre lontano, fino all’orizzonte, dove la terra in qualche punto si immerge nell’acqua. In questa terra strappata al mare, impregnata per secoli del sudore dei contadini, fioriscono giardini e prosperano rigogliose fortunate città. Le tappe del viaggio: Keukenhof e i suoi tulipani, L’Aja, Leiden, Delft, Haarlem, Scheveningen, Kinderdijk, Utrecht e infine Amsterdam.

    FERRARA, COMACCHIO E POMPOSA. A SPASSO NEL DELTA DEL PO
    30 marzo/1 aprile 2019
    Nelle terre che lentamente si immergono nel mare, accompagnate dal placido scorrere del Po, stormi di fenicotteri si librano sulle dense acque del delta. Con fatica e nel tempo questo paesaggio ha preso forma: lo sanno bene i viandanti e i pellegrini del Medioevo, che si avventuravano per queste lande nebbiose e trovavano rifugio nell’industre abbazia di Pomposa, nella potente e florida Comacchio e in Ferrara, fiore del Rinascimento, prima città moderna d’Europa.

    ROMA PRIVATA, ROMA SCONOSCIUTA
    8/11 marzo 2019
    Roma. E la sua grande bellezza. “Privata”, nascosta o sconosciuta. Questo è un viaggio del cuore, che porta dentro luoghi intimi e silenti, nei palazzi e nei giardini, in aule segrete e chiese dorate, in lussuose ville e in impensabili musei. Ecco le chicche: il Convento di Trinità dei Monti, la Villa Maraini bella col suo giardino e il ninfeo, la Villa Farnesina decorata dalle mani divine di Raffaello, il Palazzo dei Penitenzieri, e ancora la Biblioteca Angelica, la basilica cattedrale e il Sancta Sanctorum, cappella privata dei pontefici. Infine un tuffo nel Novecento nella GNAM e un’immersione nell’Antichità in una Villa principesca, dimora esclusiva ad accesso… limitatissimo.

    ANNO 2018

    LUCI SU… BERLINO!
    6/9 dicembre 2018
    Ritmo, ebbrezza, fermento. Ecco l’essenza di Berlino, metropoli in continuo divenire, eclettica, un poco agitata, dove si trova tutto e niente. Si dice che Parigi è sempre Parigi e che Berlino… non è mai Berlino! Ma sono tante città in una: quella trionfale, forgiata dagli Hohenzollern, dalla porta di Brandeburgo alla Nuova Guardia; la città dell’Ovest dall’anima borghese; quella degli Ebrei e della loro memoria; la città del Muro e la città che va oltre, moderna e viva, palpitante nei soffitti di vetro e luce di Postdamer Platz; infine la città silente, quella dei Musei dell’Isola sulla Sprea.

    IN PORTOGALLO. LISBONA, SINTRA, ALCOBAÇA
    7/11 novembre 2018
    Viaggio in compagnia di Saramago e Pessoa nella terra d’Occidente. Lisbona e il suo fascino imperituro, che nasce dall’azzurro del Tago e dai muri tappezzati di lucenti turchesi, si sposa col bianco delle case e danza coi raggi del sole che si insinuano nei suoi quartieri arabeggianti e nelle sue gloriose piazze. A corona di tanta regina, ecco Sintra, gioiello mirabile il suo Palazzo Reale, Batalha e Alcobaça, luoghi di preghiera scolpiti nella bellezza e infine Mafra, il cui convento vive ancora oggi nelle pagine pungenti di Saramago.

    VARIAZIONI D’INCANTO. SALENTO E TERRA D’OTRANTO
    19/22 ottobre 2018
    Una terra in mezzo ai mari, ad oriente e occidente, dipinta di bianco e di verde intenso, quello dell’ulivo e del lentisco. Una costa fatta di sabbie cristalline da un lato e di falesie dall’altro. Il Salento, disteso placido tra un golfo e uno stretto, ci accoglie sotto il sole d’autunno: ecco Lecce, fiore barocco; Otranto e lo splendido mosaico; Gallipoli la “bella città” circondata dal mare; Soleto e Galatina con antichi affreschi e inaspettati;Brindisi adagiata in un porto singolare; Leuca, dove la terra finisce.

    RAVENNA NUOVA COSTANTINOPOLI
    13/15 ottobre 2018 (replica del viaggio di marzo 2014)

    NEW YORK E BOSTON: WE LOVE USA!
    17/26 settembre 2018
    Viaggio dentro la contemporaneità: New York, poliedrica, caotica, assoluta e Boston, l’eleganza e il fascino della storia. Tutto a stelle e strisce. Su e giù per Manhattan, ecco il Metropolitan Museum, il MoMa, Greenwich Village e Wall Street, Ground Zero e l’Highline. Nel cuore del Massachusetts, meravigliosi tesori custoditi con cura tra le pareti amate da Isabella Stewart Gardner e i bellissimi patii pieni di luce del Museum of Fine Arts. E poi Harvard e il MIT e Yale, con i suoi Manet, Degas e Van Gogh quasi… sconosciuti!

    LE VALLI DIPINTE: PASSEGGIATA IN ALTO ADIGE
    28/30 luglio 2018
    All’ombra fresca dell’estate, con le cime delle montagne vestite di luce, un sentiero antico di secoli ci conduce alla scoperta di preziosi tesori pittorici medioevali attraverso la Val Venosta e la Val Monastero. Ecco gli affreschi di San Procolo a Naturno, di San Benedetto a Malles e del monastero di Müstair nei Grigioni, documenti rarissimi di pittura carolingia, e i cicli romanici di San Giovanni a Tubre e quelli gotici di Castel Roncolo, alle porte di Bolzano, maniero illustrato con gli amori di Tristano e Isotta.

    GAND, BRUGES, ANVERSA: IL BELGIO E LE FIANDRE
    12/17 giugno 2018
    Tra il Belgio e il mare: viaggio nel cuore dell’arte e della cultura fiamminga. Si comincia da Bruxelles, con i suoi Musei e le case Art Nouveau, poi Tournai con la sua Arca d’oro e Gand, in estasi dinnanzi al polittico dell’Agnello mistico. Il mare a Ostenda, i canali di Bruges, dove si incontrano l’anima nordica e la mediterranea, Michelangelo e Van Eyck, e la regale Mechelen, dalla superba cattedrale. Infine Anversa, città industre e florida sulla Schelda, città di mercanti e banchieri onnipotenti, custode dei capolavori di Rubens.

    BASILICATA INTERNA: DALLE DOLOMITI AL MARE
    16/20 maggio 2018
    Matera, presepe scolpito, silente e immobile sotto i cieli delle Murge, le Dolomiti lucane, col volo dell’angelo a Castelmezzano, il santuario di Santa Maria d’Anglona, rosa tra le rose, la Rabatana di Tursi, appollaiata in cima ad una roccia: un percorso di continua scoperta in una terra dalla storia antica, custodita nei suoi mille musei. Ecco Potenza che racconta del suo passato indigeno, le greche Policoro e Metaponto con le Tavole Palatine, e infine Taranto, con gli ori del M.ar.ta, tra i più bei Musei Archeologici esistenti.

    TRA MONASTERI E GOLE INCANTATE: VIAGGIO IN EXTREMADURA
    4/8 aprile 2018 
    Viaggio nella Spagna occidentale, al confine col Portogallo, in terre baciate dal sole e spazzate dai venti, lontano dal mare e dai grandi centri popolosi. Adagiate tra una collina e l’altra, coronate da essenze verdeggianti e ciliegi in fiore, ecco Càceres, Plasencia, i monasteri di Yuste e Guadalupe, ultimo eremo di Carlo V il primo, splendida preghiera di pietra e trafori innalzata alla Vergine il secondo, le stradine di Hervas, la pace secolare di Trujillo, la silente e millenaria Mérida, dall’anima antica e dal passato glorioso.

    CAMPANIA FELIX: CAPUA, LA REGGIA DI CASERTA, SANTA MARIA CAPUA VETERE
    16/18 marzo 2018
    Campania felice, Campania florida. Plinio il Vecchio descrive così la fertilità di questa terra, bagnata da fiumi antichi. Qui ecco Santa Maria Capua Vetere, nota per l’anfiteatro; Capua moderna con le sue Matres Matutae; Caserta e la sua Reggia, nata all’ombra di Napoli ma rilucente di splendori, sbocciata in un parco costellato di fontane e coronato da un giardino di delizie; il Belvedere di San Leucio, esempio di luogo consacrato al lavoro; infine Casertavecchia, piccolo borgo dalla storia millenaria.

    FIRENZE E LA PRIMAVERA DEL RINASCIMENTO
    9/11 febbraio e 16/18 febbraio 2018
    Viaggio nella Firenze del primo Quattrocento, quella abitata da ingegni straordinari, attenti al mondo circostante e affascinati dalla scienza e dalla perfezione formale delle cose. L’uomo, essenziale particella del mondo, diventa centro del pensiero umanistico e filosofico. Ecco la Firenze di ser Filippo (cupola del Duomo), di Masaccio (Cappella Brancacci), di Donatello (Museo dell’Opera del Duomo), di Beato Angelico (Convento di San Marco) e di Benozzo Gozzoli (Palazzo Medici Riccardi).

    ANNO 2017

    VIENNA, ELEGANZE DORATE NEL CUORE D’EUROPA
    6/10 dicembre 2017
    Viaggio sospeso tra musica e letteratura, arte e filosofia: Kraus, Schnitzler, Klimt e Schiele. Un tuffo nella Vienna del primo Novecento, al tramonto del sogno di potenza dell’Impero, nella città della Secessione e dei caffè, degli ingengi e dei sogni freudiani. Intorno, l’oro delle opere di Klimt e delle luci di un dicembre in festa, tra le regge asburgiche e i padiglioni forgiati dal genio di Otto Wagner. Con una piccola sosta ad Innsbruck, regina coronata da poderose montagne innevate.

    NELLE LANDE IBERICHE, TRA VALENCIA, LA CASTIGLIA E L’ARAGONA
    7/12 novembre 2017
    Nella città del futuro disegnata da Calatrava, tra architetture futuristiche ispirate alla natura e torri medioevali che sembrano uscite da un romanzo, un viaggio all’indietro conduce direttamente al cuore di Valencia, città eclettica e sempre in movimento. Il suo entroterra è una verde distesa, punteggiata di rocche e di acque, come l’Albufera che placida custodice storie di fatica e sacrificio. Svettano per bellezza Xativa, Morella, Mirambel, Teruel, Albarracin, presepe di pietra rosa e Cuenca, con la cattedrale più ricca della Castiglia.

    LE VILLE VENETE TRA I COLLI E LUNGO LA BRENTA
    17/19 ottobre e 21/23 ottobre 2017
    Sulle orme del Palladio, una passeggiata tra le dimore di delizia dell’entroterra veneto, con la suggestiva navigazione della Brenta tra i colori dell’autunno. Il Teatro Olimpico, Villa Capra La Rotonda, la Malcontenta e la Barbaro a Maser, con gli splendidi affreschi di Veronese; e ancora la Widmann e la Pisani a Stra, impreziosita dal giardino all’italiana e dall’elegante labirinto di bosso.

    LUCENTI CONTAMINAZIONI: LA SICILIA OCCIDENTALE
    13/20 settembre 2017
    Fenici, Greci, Romani, Arabi, Normanni… Da questa parte dell’isola, quella che guarda all’Occidente, numerose sono le tracce del passaggio di popoli e culture. Tappe del viaggio Segesta, Mozia, Erice, l’araba Marsala, la fenicia Mazara, la magica Selinunte e la Valle dei Templi. E Palermo, in cui si intreccia il parlare arabo e quello normanno, nelle strade della Kalsa, nei colori delle pietre, tra le palme dei giardini. Infine Monreale, dove il sole è prigioniero dei mosaici che brillano fulgidi a rischiarare la “notte” medioevale.

    TREVIRI, AQUISGRANA, COLONIA: VIAGGIO LUNGO IL RENO
    13/19 giugno 2017
    Tra il verde frondoso di valli e colline, il placido andare del Reno ci accompagna a scoprire la storia di una terra legata ad Ambrogio, al grande Carlo e al temibile Barbarossa. Ecco Zillis e Ulm riflessa nelle acque del Danubio; Spira e Worms e Coblenza, distesa tra Reno e Mosella. E poi Trier, la romana Treviri, Aquisgrana, amata da Carlo Magno e infine Colonia e i suoi Magi. Sulla via del ritorno, Lorsch e il suo antico monastero, le cascate di Sciaffusa, Costanza e la splendida isola di Reichenau, giardino di delizie.

    TRA TERRA E MARE: L’ETRURIA LAZIALE
    17/21 maggio 2017
    Un tempo lontano, una terra felice tra il mare e i monti, con il cielo che si specchia in placidi laghi. Un popolo di straordinaria civiltà che fiorisce mentre Roma sta nascendo: gli Etruschi. Nella porzione del Lazio che si stende tra la Toscana e Roma, ecco i luoghi disegnati dalla loro presenza: Tarquinia, patria dei re di Roma; Cerveteri e la sua necropoli; Pyrgi, Castel d’Asso e Vulci con l’immenso parco archeologico; sfondi ideali Tuscania, Ceri e Viterbo, splendidi centri medioevali.

    VERSO TRIESTE, CITTÀ DI “UNA SCONTROSA GRAZIA”
    11/13 marzo e 25/27 marzo 2017
    Viaggio a Trieste, città viva, ponte tra l’occidente dell’Europa e il suo cuore, crocevia di culture e lingue, religioni e popoli. I palazzi, le chiese, le strade e le grandi piazze dove si respira la grandeur dei tempi trascorsi, sono frammenti di una memoria intatta, quasi scolpita dalla luce prepotente di certe giornate solatie. Nell’andare e nel tornare, Concordia Sagittaria e Portoguraro, ad accoglierci con la loro storia millenaria.

    ROMA ANTICA E PALEOCRISTIANA: ALLE ORIGINI DELL’OCCIDENTE
    9/12 febbraio 2017
    Roma è la prima delle città, raccontarla non è facile e ci sono tanti modi di farlo. Noi abbiamo cominciato dalle origini, col Palatino e il foro romano, da dove il fuoco di Vesta ardeva a protezione della città. Poi è stata la volta della città di Costantino, con la visita esclusiva alla necropoli pagana e cristiana sotto San Pietro. E poi Santa Maria Maggiore e San Clemente; Santa Maria in Trastevere e il Mausoleo di Santa Costanza. Assaporando la Roma di Piazza Navona, Campo dei Fiori, del Pantheon e del Caravaggio.

    ANNO 2016

    SULLE TRACCE DI ULISSE, DAL CIRCEO A GAETA
    24/27 novembre e 8/11 dicembre 2016
    Come compagni di Ulisse, abbiamo “navigato” lungo la costa tirrenica, alla scoperta di gioielli nascosti in luoghi mitici, bagnati dal sole e dalla salsedine del mare d’autunno. Nostra base Sperlonga, con la grotta di Tiberio, ode a Troia e alla fulgida stirpe Claudia, poi Terracina, con la vista sul Circeo dal Monte Orlando, e poi Gaeta e Formia, di antiche origini, infine il lago di Paola, frutto del mare, alle spalle di Circe, magica ospite di Ulisse.   

    NELLE TERRE DI BARI. I SASSI DI MATERA, IL REGNO DI FEDERICO II
    23/26 settembre e 14/17 ottobre 2016
    Viaggio nelle terre dell’Apulia e della Lucania, cinte dal mare e distese placidamente sotto cieli mediterranei. Bari e il suo cuore, il quartiere San Nicola e i vicoli della città vecchia; la cattedrale di Trani, svettante sul mare; Barletta e il suo colosso; la fortezza di Castel del Monte, dono dello Stupor Mundi. E poi un gioiello intagliato nel tufo, un presepe lavorato direttamente dalle mani dell’uomo, Matera, “spettacolo” UNESCO e capitale europea della cultura.

    LA MONTAGNA INCANTATA: SEGANTINI E IL BERNINA
    23/24 luglio 2016
    Un incanto, una suggestione continua, il sole che riverbera nell’acqua ferma e placida dei laghi d’alta quota. Un omaggio alla montagna vista attraverso gli occhi di un pittore straordinario, innamorato di infiniti silenzi rotti solo dai belati, dai vagiti di un bimbo. Le tappe: Chiavenna, Maloja, i laghi di Sils, il Museo Segantini a Sankt Moritz e il Bernina visto attraverso i finestrini del Trenino rosso.

    VIAGGIO IN BORGOGNA – LE VIE DEL ROMANICO
    2/6 giugno 2016
    Dentro il Medioevo, tra colline e vigneti, abbazie e chiostri, persi nella verde terra di Borgogna. Sotto le volte della potente Cluny, i monaci pregano e cantano. L’altera Vezelay e la silente Fontenay danno rifugio a pellegrini assetati di bellezza. Tournus e Autun ci regalano capolavori del romanico, usciti dalle sapienti mani di architetti e scultori. Grandiosa Digione, in anticipo sui tempi Beaune. E Annecy sospesa tra le acque e il cielo

    GIOTTO, GLI SCROVEGNI E LA PADOVA DEL TRECENTO
    27/28 febbraio 2016
    Un tuffo nella Padova del Trecento, dalla rivoluzione del Giotto degli Scrovegni ai modi raffinati e brillanti di Giusto de’ Menabuoi, al parlar latino degli affreschi di Altichiero, nel cuore del… Santo. La Cappella degli Scrovegni, il Battistero, l’Oratorio di San Giorgio e un piccolo affaccio sul Cinquecento vellutato e sensuale di Tiziano della Scuola del Santo, queste le mete del nostro andare, protetti dalle costellazioni, i pianeti e i flussi celesti della volta del Palazzo della Ragione.

    ANNO 2015

    NAPOLI E LE CITTÀ DEL VESUVIO: TESORI D’ARTE E ARCHEOLOGIA
    5/8 dicembre e 10/13 dicembre 2015
    All’ombra di un vulcano, una città antica. Napoli vista attraverso le sue sfaccettature, la sua storia, i suoi colori. Persi tra i vicoli e i rioni abitati da un esercito intoccabile di Santi che difendono capolavori di fede e arte inestimabili, come il Cristo Velato e le Opere Pie del Caravaggio. Insieme ad Ercolano e Pompei, frammenti del mondo antico, ecco i capolavori del Museo Archeologico Nazionale.

    VAL DI NOTO: PATRIMONI DI BELLEZZA TRA IL BAROCCO E L’ANTICO
    12/20 settembre 2015
    Giallo, rosso e oro: la terra siciliana si fa meta di un viaggio alla scoperta delle sue due anime: quella antica, del tempo mitico di Omero, e quella barocca, sorta come la fenice sulle ceneri di un terremoto. Modica, Ragusa Ibla, Scicli, Noto, Palazzolo Acreide e Catania; i mosaici della Villa del Casale e del Tellaro; Siracusa abbagliante nel suo bianco splendore

    COLMAR, BASILEA E FRIBURGO: I LUOGHI DI GRÜNEWALD E HOLBEIN
    30 maggio/2 giugno 2015
    Un triangolo di terra, ricco di arte e storia: la francese Colmar, la teutonica Friburgo, la svizzera Basilea. Quattro giorni dedicati alla pittura tedesca del primo Cinquecento, ai panorami dell’Alsazia e dell’Alto Reno, con visita anche a Strasburgo, Ebersmunster, Riquewihr, Breisach am Rhein

    SUGGESTIONI DALLE ‘TERRE DI PONENTE’: DALLA LIGURIA ALLA COSTA AZZURRA
    27/29 marzo 2015
    Viaggio tra il blu dei mosaici e quello del mare di Picasso, Matisse, Chagall: visita ad Albenga, Saint-Jean-Cap-Ferrat, Nizza, Vallauris, Saint-Paul-de-Vence, Vence, Cimiez, Villefranche-sur-Mer

    ANNO 2014

    NELLE TERRE DI PIERO DELLA FRANCESCA: L’ALTA VAL TIBERINA E L’ARETINO
    12/14 settembre 2014
    Omaggio a uno dei più grandi artisti del Quattrocento italiano, straordinario interprete delle istanze umanistiche rinascimentali, maestro di prospettiva e mirabile, moderno pittore, e alle sue terre: Sansepolcro, Arezzo, Monterchi, Città di Castello

    LE CORTI, I DUCATI: URBINO, ASCOLI, SPOLETO
    18/22 giugno 2014
    Viaggio tra le Marche e l’Umbria, sulle tracce dei Longobardi, del Medioevo di mattoni e castelli e dell’arte del Rinascimento di Piero della Francesca, Benozzo Gozzoli e Carlo Crivelli. Mete toccate: Urbino, Ascoli Piceno, Montefiore dell’Aso, Arquata del Tronto, Piani di Castelluccio, Norcia, Fonti del Clitunno, Spoleto, Montefalco e Perugia

    RAVENNA NUOVA COSTANTINOPOLI
    28/30 marzo 2014
    13/15 ottobre 2018
    Ravenna, patrimonio UNESCO dell’umanità, per tre volte sede dell’impero, capitale della cultura bizantina in Italia: una visita dedicata e intensa, all’ombra di antiche chiese e mausolei, con un omaggio dovuto al Tempio Malatestiano di Rimini e alla Biblioteca umanistica di Cesena

    ANNO 2013

    FRIULI TERRA DI CONFINE
    20/22 settembre 2013
    Visita a Sesto al Reghena, Udine, Cividale, Gemona, Venzone, Aquileia, Grado: dal tardo-antico al regno Langobardorum, dalle montagne del terremoto al mare di intensi scambi e commerci, dai mosaici dei primi cristiani agli affreschi del trionfante Settecento

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    I Navigli

    Milano città d’acqua

    La mancanza di un fiume vero e proprio non ha impedito a Milano di trasformarsi in una vera città d’acqua. Nel Medioevo sono nati i canali artificiali che, per secoli, hanno attraversato la città. Della estesa rete dei Navigli, oggi non resta quasi nulla, ma non tutto è perduto: il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese si incontrano ancora nella Darsena, storico porto cittadino. Il risultato è magico, un viaggio a ritroso nel tempo, ma l’atmosfera è tutt’altro che d’antan! I Navigli sono infatti il luogo ideale per una passeggiata, da concludere con un aperitivo, o con una cena in uno dei mille locali che si affacciano lungo le sponde.

    TRA STORIA, RITI E TRADIZIONI

    Nel corso dei secoli i Navigli hanno visto il passaggio dei lussuosi barconi della corte milanese e sono stati la via di trasporto dei marmi del Duomo. Sono stati testimoni della fatica dei lavoratori e delle lavandaie.
    Oggi sono il luogo del divertimento e del tempo libero dei milanesi, e nelle vetrine che vi si affacciano il vintage si mescola con il design.

    E’ lunga la storia dei Navigli, e merita di essere raccontata. Organizza con noi la tua visita guidata, per un gruppo, per la tua famiglia o per pochi amici. 

    curiosacanto@acantomilano.it – 339 8331443 / 339 780775939

    I Navigli

    Da non perdere a Milano

    MILANO CLASSICA. LE ICONE

    Il tour classico di Milano con Acànto.
    Il Castello Sforzesco, il Duomo, la Galleria e la Scala: questi sono i luoghi “milanesi” per eccellenza, quelli che nell’immaginario comune evocano immediatamente Milano, la sua grandezza e il suo fascino. E non solo allo straniero, ma anche al turista italiano o, semplicemente, al curioso che viene a passeggiare in città nel fine settimana.

    MILANO CLASSICA. LE CHIESE

    Probabilmente non c’è davvero niente di più milanese del Duomo e conoscerlo è il primo passo per conoscere Milano, ma capire di cosa sia realmente intessuta la sua anima non è impresa facile, per questo vale la pena di prenotare una visita guidata con noi. Vi risparmiermo anche la noiosa attesa in fila all’ingresso!

    Certo il Duomo non è l’unica chiesa milanese che valga la pena di una visita. S. Ambrogio è uno dei maggiori esempi di Romanico in Italia e il suo altare d’oro è  un capolavoro di oreficeria carolingia semplicemente unico al mondo. S. Lorenzo è la prima basilica ad impianto centrale nell’Occidente cristiano e ricalca i mausolei orientali. Qui, la cappella di S. Aquilino, conserva uno dei primi mosaici a fondo oro dell’occidente. Poco distante , la medievale basilica di S. Eustorgio ospita la Cappella Portinari che fonde i modi puri e razionali del Rinascimento toscano con quelli molto più empirici dei costruttori lombardi, regalandoci un esempio straordinario dell’incontro di due culture diverse e fondamentali per la nostra storia.
    S. Maurizio al Monastero Maggiore rappresenta il gusto moderno e raffinato del Rinascimento più strabiliante, e ha il potere di stupire chiunque ne varchi la soglia.

    MILANO CLASSICA. IL CIMITERO MONUMENTALE

    Il Cimitero Monumentale forse non è il primo sulla lista dei luoghi da visitare, ma se ci farete un salto non vi deluderà!  E’ un grandioso museo a cielo aperto in cui, all’ombra de’ cipressi, riposano opere d’arte straordinarie e uniche, ordinatamente disposte: sculture e tombe architettoniche che abbracciano il gusto eclettico del secondo Ottocento, quello scapigliato e Liberty del finire del secolo, il Decò degli anni Venti e Trenta e la razionalizzazione del Dopoguerra.
    Un compendio della storia della città e una galleria, silente ma vera, dei suoi più illustri cittadini.


    Vuoi visitare i luoghi iconici di Milano? Ti aiuteremo a scegliere il percorso migliore. SCRIVICI e costruiremo l’itinerario perfetto per le tue esigenze!

    Da non perdere a Milano

    Musei a Milano

    VISITARE I MUSEI MILANESI

    Milano è una città di musei? Sempre di più!
    La sincera vocazione per il nuovo fa di Milano una città che trasforma e rinnova più che conservare,  ma questo non vuol dire che manchino i musei, al contrario… se ne creano di nuovi!
    Negli ultimi anni in particolare, le proposte si sono moltiplicate, e chi ama dedicare un po’ del suo tempo ai musei, non ha che da scegliere.

    i grandi classici

    Non si può pensare di lasciare Milano senza aver visitato la Pinacoteca di Brera, davvero non si può! Non solo perché raccoglie una quantità di veri capolavori – di Rafaello, Piero della Francesca, Andrea Mantegna, Caravaggio… solo per dare un’idea -, ma anche perché, guidata dal direttore James Bradbourne, sa rinnovarsi ogni giorno sotto i nostri occhi.  Cosa c’è di più eccitante di un museo che sa restare al passo coi tempi?!
    E per restare  nel classico, la Pinacoteca Ambrosiana è la custode delle meraviglie di Leonardo, il Musico, e i preziosi fogli del Codice Atlantico.
    E poi il Museo teatrale alla Scala, che permette l’affaccio dagli iconici palchetti e la vista del maestoso, milanesissimo palcoscenico, il Museo del Duomo, che ne racconta la lunga e intrigante storia, e i Musei Civici del Castello Sforzesco, fieri di ospitare l’ultimo capolavoro di Michelangelo, la Pietà Rondanini.

    La storia

    Per chi ama la storia, la prima tappa sarà al Museo Archeologico, non solo per le sue testimonianze, ma anche per le tracce della presenza romana  a due passi dalla sua bella sede, da poco rinnovata. Il Museo del Risorgimento, vicino al quartiere di Brera, racconta le lotte milanesi per l’Unità d’Italia. Palazzo Morando, allestito in una dimora nobiliare che conserva i suoi originari arredi settecenteschi, vi stupirà invece per la sua anima fluida, che racconta la storia di Milano attraverso una collezione di dipinti, ma anche, vista la sua posizione, nel cuore del quadrilatero della moda, la storia del costume.

    i templi del contemporaneo

    Inaugurato nel 2010 nel rinnovato Arengario, proprio di fianco al Duomo, il  Museo del 900 ospita le collezioni d’arte milanese del XX secolo, e una spettacolare vista sulla cattedrale!  Immerso nel verde del parco cittadino che si estende alle spalle del Castello Sforzesco, il Triennale Design Museum è uno dei luoghi di cultura più frizzanti della città. La sua sede iconica disegnata dall’architetto Muzio nel 1933, le belle mostre, gli spazi di incontro e la terrazza panoramica ne fanno un vero gioiello.

    A questi bisogna aggiungere le recentissime venue private. Le prime in ordine di apparizione sono le Gallerie d’Italia, affacciate su piazza Scala, con la loro raffinatissima collezione di pittura dell’800, la raccolta d’arte contemporanea e le mostre temporanee. A seguire, la Fondazione Prada, nata nel 2015… ci si va per questioni di stile, e se ne esce innamorati per sempre dell’arte contemporanea! Infine, i Silos Armani, anch’essi del 2015, vero e proprio tempio dedicato alla lunga carriera di ‘re Giorgio’, per perdersi in 4 piani di outfit da sogno.

    le case museo

    Per chi intende il museo come luogo di atmosfera, è d’obbligo la visita ad almeno una delle case museo milanesi. Quattro quelle iconiche. Poldi Pezzoli e Bagatti Valsecchi, la prima lungo la centralissima via Manzoni, l’altra al centro del Fashion District vi incanteranno per eleganza e ricchezza. Se amate il Novecento, dopo aver visitato il Museo del Novecento, non potete invece perdere la collezione di dipinti dei coniugi Boschi di Stefano, in via Jan e la Villa Necchi Campiglio, nata nel 1935 e rimasta intatta da allora. Specchio della borghesia milanese più vera, quest’ultima forse l’avete già ammirata nelle inquadrature del film di Luca Guadagnino ‘Io sono l’amore’!

    Avete già visto tutto? Allora ecco un suggerimento: la Casa Museo Mangini Bonomi in via dell’Ambrosiana 20.

     

    Vuoi visitare i musei milanesi? Fallo con i nostri storici dell’arte. Ti aiuteremo con piacere a scegliere il percorso più interessante per te e, se sei interessato a un periodo storico o a un movimento artistico in particolare, SCRIVICIe costruiremo un itinerario ad hoc!

    curiosacanto@acantomilano.it – 339 8331443 / 339 780775939

    Musei a Milano

    Architettura e modernità

    ARCHITETURA E MODERNITÀ… LA CITTÀ CHE SALE

    Milano non smette di stupire: ha tante idee, tante anime, tante facce. Anche e soprattutto quella della modernità.
    Passeggiare nei suoi quartieri, è come sfogliare un manuale di architettura del Novecento o del XXI secolo: dall’Isola a CityLife, da Lambrate a Porta Nuova, qui si trovano esperimenti, realizzazioni avveniristiche di progetti geniali, riqualificazioni riuscite, sempre con un occhio di riguardo al contesto storico e urbanistico precedenti.
    Gli ultimi arrivati sono i distretti di Porta Nuova e City Life. Entrambi nuovissimi e frutto di trasformazioni radicali del vecchio tessuto urbano, entrambi votati al lusso e alla verticalità.

    OLD FASHION, NEW LOOK

    L’Isola, storico quartiere popolare milanese,  si rifà il look e mette in mostra un’imprevedibile anima hipster accanto alle architetture ormai ‘classiche’ di Terragni, Lingeri e Gio Ponti. Nella convivenza tra poetici angoli di decadenza e scorci futuribili sta la chiave del suo rinnovato successo, tutto da esplorare!
    In modo simile, il vecchio quartiere di Lambrate ha saputo ridisegnarsi in chiave super contemporanea e guadagnarsi un posto speciale nel cuore dei design-addicted.

    I CLASSICI DELLA MODERNITÀ

    Nata nel 1931 e ancora oggi simbolo della dinamicità milanese, la Stazione Centrale, chiamata da subito ‘cattedrale in movimento’, è tuttora la seconda più grande in Europa.
    A pochi passi dalla sua iconica mole, svetta  il mitico Pirellone, primo grattacielo milanese  che dall’alto ne osserva i binari, gli arrivi, le partenze.

     

    Vuoi esplorare l’architettura moderna? Ti aiuteremo costruendo la visita guidata adatta ai tuoi desideri e, se sei interessato a un periodo storico o a un movimento artistico in particolare, SCRIVICI e ti invieremo le descrizioni dettagliate dei nostri percorsi!

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