Tour PARIGI, VILLE LUMIÈRE

PARIGI, VILLE LUMIÈRE

5/8 dicembre 2019

Parigi nelle parole di uno dei suoi tanti illustri ospiti non è altro che un’immensa rete dorata, in cui ogni tanto bisogna cascare, volere o non volere.
Una rete che manda baluginii guizzanti, seducenti e ammalianti, che avvolge e imprigiona insieme, lasciando senza fiato. Tutto intorno, un tourbillon di luci, quelle delle ribalte, del lungo Senna, dei Caffè tiratardi agli angoli delle piazze e delle notti profumate di un dicembre in festa. Qui ci si può perdere mentre si scopre di essere vicini al centro del mondo, vicinissimi.

Proprio come in una danza, ritmata dalle musiche fin-de-siècle che provengono dalle sontuose sale dell’Opera Garnier, il profilo della città si solleva mollemente sulle punte, là dove sono la Tour Eiffel, Montmartre e l’Arc de triomphe, si piega assecondando il corso del fiume, lambendo le rive sacre dell’Île-de-la-Cité, dove riposa, piagata, Nostra Donna e la Sainte-Chapelle, capolavoro del gotico rayonnant. Scavalca il pont des Arts, romantico per romantici, e i tanti quartieri, quelli nati un secolo e mezzo fa dalle carte elaborate di un potente urbanista, ordinata teoria di eleganti edifici – ed ecco Rue de Rivoli, e quelli dove ancora si respira una genuinità che sa d’antico, tra cortili nascosti e piccoli bistrot – e laggiù c’è il Marais. Infine si china davanti a veri e propri templi della bellezza, concentrati purissimi della grazia che ha riempito le mani degli scultori di Milo e di Samotracia, dei pittori di umili Vergini sedute tra le rocce e di fluttuanti Ninfee, di malinconiche notti stellate e di giovani parigine danzanti al Moulin de la Galette. Louvre, Orangerie, Orsay: ecco schiere di artisti in pellegrinaggio dall’uno all’altro per conoscere e, in fondo, imparare a convivere e competere con questa bellezza.
I giardini, le fontane e le piazze della Ville Lumière fanno da contrappunto musicale a ideali passeggiate serotine, a braccetto di scrittori e intellettuali, Mademoiselles e Messieurs, oggi come cento anni fa consapevoli di essere nell’unico luogo dove si doveva essere.
Qualcuno di loro sussurra che “respirare Parigi conserva l’anima”. Sarà così?

PARIGI, VILLE LUMIÈRE