Tour

Roy Lichtenstein

Song of the open road è una poesia breve, e forse anche buffa, del poeta americano Odgen Nash che dice così:

I think that I shall never see a billboard as lovely as a tree

Perhaps unless the billboards fall,

I’ll never see a tree at all.

Il critico d’arte Henry Geldzahler nel 1963 la commentava dicendo che beh, i cartelloni pubblicitari non sono caduti, e quindi gli artisti, non potendo più dipingere gli alberi, dipingono quelli.
Questa è la Pop Art. Così come i cartelloni pubblicitari, i prodotti dei supermercati, i volti dei divi, gli eroi dei fumetti. Proprio questi ultimi sono la materia d’elezione di Roy Lichtenstein.

Un artista iconico, ma anche tutto da scoprire, la cui storia si spinge ben oltre i lavori degli anni ’60 in un continuo intreccio con l’arte del passato, tutto teso a individuarne il senso attraverso l’analisi –minuta, maniacale, colorata- della forma.
Al MUDEC, dal primo maggio.

Costo a persona € 21,00 inclusi biglietto e auricolari

Roy Lichtenstein

Buona Pasqua!

Le terrazze del Duomo

Tramonto sulle terrazze

Sulla facciata della nostra Cattedrale, sta scritto che è dedicata a Santa Maria Nascente, ma la Madunina è l’immagine di Santa Maria Assunta… Santa dalla nascita alla resurrezione!

Fino ad un centinaio di anni or sono sopravviveva in città un’antica tradizione, ossia quella di festeggiare la festa dell’Assunzione della Vergine facendo un pic-nic sul tetto del Duomo… i Milanesi di oggi difficilmente saranno ai piedi della loro dorata statuina per Ferragosto, abbiamo pertanto pensato di anticipare i festeggiamenti e di portarvi sul tetto del Duomo in una ‘fresca’ serata di primavera, per guardare un po’ più da vicino la nostra foresta di marmo,  vedere come si sta modificando lo skyline della nostra città…e goderci il tramonto più milanese che ci sia!
Saliremo con il comodo ascensore, poi ci vorrà qualche gradino per avvicinarci davvero alla Madonnina.

Costo a persona € 22,00 inclusi biglietto e auricolari

Le terrazze del Duomo

La Sinagoga di Milano

E i giardini della Guastalla

C’era una volta un piccolo oratorio, in via Stampa al N 4. Era sufficiente per accogliere la piccola comunità ebraica milanese. Ma con l’Ottocento la comunità si espande, servono spazi più ampi. La nuova sede è pronta nel 1892, disegnata da Luca Beltrami, in stile eclettico. Monumentale, attraente, eretta in una zona tranquilla ed elegante, affacciata sullo storico giardino della Guastalla. Un tuffo nella quiete, ma la tranquillità è solo apparente. Nel 1943 i bombardamenti distruggono l’edificio, di cui resta solo la bella facciata. L’interno viene rifatto dieci anni più tardi, mentre nel 1997, a completamento di un nuovo intervento di ristrutturazione, vengono sistemate le luminose vetrate dell’artista newyorchese Roger Selden. Quella della Sinagoga milanese e della sua comunità è una storia in divenire, dove le tradizioni si intrecciano con la contemporaneità e con il quotidiano; la scopriremo grazie ad una guida esperta di cultura ebraica.

E per concludere, due passi nel verde tranquillo dei Giardini della Guastalla che separano la Sinagoga dalla trafficata via Francesco Sforza. Un angolo di verde al centro della città nato alla metà del ‘500, che ci riporta alla Milano cristiana, quella di San Carlo e alla storia di una donna, devota e tenace, che ha saputo tenergli testa. Di lei il predicatore gesuita Rosignoli scrisse: “nella età più acerba pareva donna già matura, e se pure donna, di senno però maschio, e virile”!

La Sinagoga di Milano

Zona Magenta

L'altro Liberty milanese

Milano si trasforma senza incertezze e ci regala i nuovi svettanti quartieri di Porta Nuova e City Life, extra lusso e rigorosamente immersi nel verde …niente di nuovo, a dire la verità. Poco più di 100 anni fa l’ingegnere Cesare Beruto dava il via a una trasformazione altrettanto audace, lottizzando la vecchia piazza d’armi che si estendeva alle spalle del Castello Sforzesco.
Oggi i ricchi milanesi scelgono i grattacieli, allora facevano costruire sfiziosissimi villini ed eleganti condomini Art Nouveau. Ne resta molto più che qualche testimonianza nella cosiddetta Zona Magenta dove, affacciati sulle ampie direttrici viarie o nella quiete delle defilate strade residenziali, sopravvivono, belle e bizzarre come allora, le dimore della ricca borghesia meneghina. Ah… i piaceri della vita in città!

 

 

Costo a persona € 12,00

Zona Magenta

Il Lemine e i suoi tesori

Escursione nella bergamasca

Escursione dedicata alla scoperta del territorio del Lemine antico, costellato di importanti monumenti: tra questi, la Rotonda di San Tomè, singolare edificio romanico dalle forme sperimentali; la chiesa di San Giorgio, con affreschi del Trecento; la rinascimentale Santa Maria della Consolazione; San Bartolomeo con gli interessanti dipinti barocchi e il Santuario della Madonna di Castello, celante i resti dell’antica pieve romanica.

Partenza ore 9:00 Cascina Gobba MM2
La quota comprende: viaggio in pullman GT a/r, pranzo, ingressi ai siti e ai monumenti elencati, visita guidata, accompagnamento tecnico, microfonaggio


Costo a persona € 85,00 pranzo incluso

Il Lemine e i suoi tesori

Asola, Medole e il Parco Sigurtà

Escursione ad Asola (cattedrale di Sant’Andrea), Remedello, Medole (Compianto quattrocentesco e pala di Tiziano nella Parrocchiale). Al pomeriggio visita del parco di Sigurtà.
I dettagli verranno pubblicati a breve

Il costo comprende viaggio a/r in pullman GT, ingressi ai siti elencati, pranzo, visita guidata e accompagnamento tecnico, microfonaggio

Costo a persona € 80,00 incluso pranzo

Asola, Medole e il Parco Sigurtà

Fondazione Prada

C’erano una volta la Società Italiana Spiriti, che produceva liquori, e il deposito di zucchero Eridania. C’erano. Al loro posto ora ci sono un edificio d’oro -si proprio d’oro-, una torre di nove piani di cemento bianco, edifici in schiuma d’alluminio (d’accordo, non è oro, ma non era mai stata usata per l’edilizia civile prima d’ora)… e una strana atmosfera a metà tra la casa di ringhiera e la vita su Marte.

È la Fondazione Prada, un luogo che, per qualche curiosa alchimia, riesce a far combaciare la tradizione popolare milanese e le posizioni più avanzate dell’architettura contemporanea. Dove il fascino un po’ delabré della vecchia fabbrica si incastra con le attualissime e provocatorie riflessioni sulla ‘bigness’ e sul ‘junkspace’ dell’architetto/filosofo Rem Koolhas, autore del progetto.

E così, dai liquori si è passati all’arte, un bel salto! I nuovi spazi e quelli vecchi sono infatti diventati territorio di sperimentazione di ‘nuove forme’ di intrattenimento culturale, tra esposizione permanente e mostre temporanee, tra architettura e arte …in una Milano che non si ferma proprio più!

FONDAZIONE PRADA
Largo Isarco, 2 Milano

Costo a persona € 22,00 inclusi biglietto e auricolari

Fondazione Prada

IL MEDIOEVO IN CARINZIA

27/31 luglio 2019

Viaggio in Carinzia a Freisach, Burg Hochosterwitz, Klagenfurt, Sankt Veit an del Glan
I dettagli verranno pubblicati a breve
È possibile fissare un’opzione per il viaggio

IL MEDIOEVO IN CARINZIA

IN NORMANDIA

12/16 giugno 2019

POSTI ESAURITI

Là dove la Senna entra nel mare, accompagnata da un fitto bosco e dal rumore lontano delle onde salmastre, si stende vasta la terra di Normandia.
Antico approdo di feroci genti del Nord, rifugio nascosto di anime devote, ospite amabile di artisti geniali, innocente culla di eventi epocali: questa terra è una storia intensa da raccontare, magari con lo spettacolo delle falesie di Étretat davanti agli occhi, bianche rocce che sembrano precipitare in un’acqua algida che sa già di Atlantico.

Dalla notte del Medioevo si sveglia adorna di splendenti gioielli, come l’Abbazia di Jumièges, nuova fenice risorta dalle ceneri vichinghe, mirabile esempio del romanico per cui sono famose queste lande occidentali; le Abbazie di Caen, volute da un grande re come scuse al papa per aver sposato un amore proibito, sopravvissute al tempo e agli uomini; la Cattedrale di Rouen, meraviglia del gotico puro, ispirata dall’abate padre del nuovo stile, madre a sua volta di tutte le chiese di quel tempo. Un miracolo è custodito a Bayeux, tra gli stretti vicoli e il nastro argenteo dell’Aure: dall’anno Mille, i ricami di un tessuto narrano le vicende di prodi cavalieri e del loro re impegnati nella conquista della terra inglese, mentre sfilano paesaggi di terra e di mare, popolati da uomini e animali.

Altro miracolo la marea che si ritira per concedere l’accesso a Mont Saint Michel, luogo dell’anima e dello spirito, legato alla memoria di un arcangelo combattivo cui è dedicata una preghiera di marmo svettante nel cielo. E insieme a quella, altre preghiere si levano ad Omaha, tomba di inquietante bellezza a gioventù mai invecchiate, sterminata spiaggia che è ponte tra un destino tragico e una sacra libertà.
E sempre nel mare si specchiano Le Havre da un lato, nata nel Cinquecento ma figlia dell’oggi più di altre, patrimonio dell’umanità per il suo desiderio di modernità, e Honfleur dall’altro, punto di partenza di avventurosi viaggi oltreoceano, porto fiorente in secoli d’oro ormai lontani.
Lì si perdono le acque della Senna, dopo lungo tragitto. Dopo aver bagnato il giardino di Giverny, meravigliosa variazione di verde, creazione di un artista innamorato della natura e della luce che si infrange, palpitante, sulle cose.

 

IN NORMANDIA

Il Parco Sempione

e la Torre Branca

Caccia o pic nic? Pace o trionfo? Il Parco Sempione va bene per questo e per molto di più.
Una passeggiata nel Parco, all’ombra di platani e ippocastani, è anche una passeggiata attraverso i secoli, a ripercorrere la storia di Milano a partire dall’epoca viscontea ai giorni nostri. Parco di caccia dei Signori di Milano, luogo di esercitazioni militari, sede di festeggiamenti in onore di Napoleone, del traforo del Sempione (l’Expo 1906!) e della Pace Austriaca, nel Novecento il parco vedrà sorgere edifici moderni, luoghi destinati all’arte e alla cultura, e si popolerà di sculture di artisti internazionali.

La storia di Milano scorre anche tra querce e castagni, cavalli e uccelli acquatici, rami di palma o di ulivo, frotte di corridori e musicisti di strada. Un luogo centrale della città, vissuto e attraversato da centinaia di migliaia di persone ogni anno, cittadini e turisti, talvolta poco attenti alle opere che conserva.

La nostra passeggiata nel parco, una piacevole camminata all’aperto, terminerà con la salita alla Torre Branca, da dove poter ammirare il Castello e il Sempione da un punto di vista privilegiato.

 

Si consigliano scarpe comode
L’accesso alla Torre Branca è consentito solo in condizioni meteorologiche ottimali
Appuntamento in Piazza del Cannone, ingresso posteriore del Castello Sforzesco

costo a persona € 12 - con salita alla Torre € 17

Il Parco Sempione

Il Cimitero Monumentale

Poesia a... cielo aperto

Una delle mete più amate, forse perché lì riposa la grande Milano, quella dei Manzoni e dei Toscanini, quella dell’industria e degli imprenditori, dei poeti e dei patrioti.

Una visita in questo luogo è un viaggio all’indietro in un tempo non lontano, quando nasce la società moderna, civilmente ispirata, che esige la celebrazione dei propri meriti da un lato, mentre dall’altro si rimbocca le maniche. E crede, crede nella risorsa intellettuale e materiale che le fa fare il passo definitivo verso l’avvenire.

Questo straordinario momento va immortalato, fissato nel ricordo per i posteri e proprio in un luogo che sia tempio della memoria.
Nasce allora il Cimitero Monumentale, grandioso museo a cielo aperto in cui, all’ombra de’ cipressi, riposano opere d’arte straordinarie e uniche, ordinatamente disposte: sculture e tombe architettoniche che abbracciano il gusto eclettico del secondo Ottocento, quello scapigliato e Liberty del finire del secolo, il Decò degli anni Venti e Trenta e la razionalizzazione del Dopoguerra.

Un compendio della storia della città e una galleria, silente ma vera, dei suoi più illustri cittadini.

Appuntamento all’ingresso del Cimitero Monumentale

costo a persona € 15

Il Cimitero Monumentale

IL CILENTO, TERRA MITICA TRA CIELO E MARE

16/19 maggio 2019

POSTI DISPONIBILI: 5

Lungo la costa che al tempo degli dei ha visto Ulisse resistere al canto delle sirene, incatenato all’albero maestro della sua nave, si susseguono piccoli agglomerati di case e porticcioli, spiagge lunghissime e baie solatie. Lo sfondo è di un verde intenso, parchi e montagne circondate da fiumi che si immergono all’improvviso, disegnando labirinti di pietra nel cuore della terra.

Il Cilento è un luogo quasi mitico, amato da dee ed eroi, abitato da monumenti eccezionali e antiche storie da raccontare sotto cieli azzurri, davanti al mare. Figlia di Poseidone, amata da Atena, Paestum incanta ancora oggi per la bellezza dei templi che eresse ai suoi dei. Nota al mondo non solo per questi, ma anche per quell’uomo sospeso nel vuoto, librato in aria in un tuffo dentro l’ignoto, vera poesia dipinta di duemila e cinquecento anni fa.

Più a sud, la silente Velia, florida colonia della Magna Grecia e madre di molti filosofi, quasi dimenticata oggi dalle strade e dagli uomini, domina solinga la costa cilentana. Che si innalza in promontori, come quello che accoglie Castellabate, pittoresco borgo sorto intorno ad una rocca, dono di un abate premuroso, che intatto conserva un po’ di Medioevo, come Acciaroli, orgogliosa della sua torre normanna e la bella Agropoli, ambita da papi e da re spagnoli, cui ancora oggi si accede da una scalinata che pare l’onda che si alza vicina alla costa.

Verso est, oltre le aquile che planano sui boschi, una fertile conca, antico transito di genti amiche e popoli nemici, culla nel grembo un bianco ricamo, sontuoso e splendido, la Certosa di Padula, trionfo del barocco napoletano, impreziosita da superbi cori lignei; mentre più a nord, i Monti Alburni sigillano i laghi e il fiume sotterraneo di Pertosa, che si fa strada tra stalattiti e scrosci di cascate lontane, in un percorso antico quanto il mondo. Infine ecco Salerno, città dal sangue bizantino, sede della prima Scuola Medica del mondo occidentale, custodita da un castello longobardo e protetta da un evangelista, città che guarda al presente e al futuro proprio laggiù, in riva allo stesso mare che nel lontano tempo del mito accolse dei, eroi e coraggiosi marinai.

Voce narrante sarà Valeria, con l’assistenza di Carlotta

IL CILENTO, TERRA MITICA TRA CIELO E MARE

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Antonello da Messina

A Palazzo Reale

Palazzo Reale si fa nuovamente vetrina di una mostra dedicata ad una delle più significative personalità del Quattrocento pittorico italiano. Fino a giugno sarà possibile ammirare 19 opere delle circa 35 che fanno parte del suo catalogo: una rassegna importante quindi, e sospirata fino all’ultimo secondo!

L’opera emblematica di Antonello da Messina, l’Annunciata di Palazzo Abatellis, sarà esposta insieme ad altri capolavori, come il Ritratto d’uomo da Cefalù, sornione e intrigante insieme e il meraviglioso San Gerolamo nello studio, dalla National Gallery di Londra, sorta di summa pittorica non solo per il cromatismo e la composizione, ma anche per la modernità del taglio e quella splendida luce che sa di Mediterraneo e di Fiandra insieme.

Non solo, l’Ecce Homo dal Collegio Alberoni, con la sua toccante umanità, ci trasporta nel mondo degli affetti e delle psicologie, indagate con pazienza e amore del dettaglio, tratto caratteristico del Maestro, come si vede nelle lacrime, nelle capigliature, nei colpi di luce degli occhi, negli incarnati splendenti.

La sua biografia ci illumina in tal senso: questo amore del particolare è da cercare nella sua formazione, nel suo leggendario viaggio al Nord, nel contatto con la pittura fiamminga e con quella quasi mentale di Bellini, nelle novità di un Quattrocento denso di scoperte.

Il percorso della mostra segue le orme di un grande studioso di Antonello: i taccuini di appunti e gli splendidi disegni di Giovan Battista Cavalcaselle, storico dell’arte dalla vita rocambolesca, sono il primo vero catalogo dell’opera del pittore, e aiutano a comprendere a fondo la personalità di Antonello, la sua profondità e il motivo per cui viene considerato tra i più grandi pittori del Quattrocento.

ANTONELLO DA MESSINA
Palazzo Reale 21 febbraio – 2 giugno

Costo a persona € 22,00 inclusi biglietto e auricolari

Antonello da Messina

Ingres

e la vita artistica ai tempi di Napoleone

È difficile non amare le linee curve e la composizione perfetta dei dipinti di Ingres, un po’ meno immediato è capire il senso più intimo del suo fare artistico, spesso sfuggito anche ai suoi contemporanei, e la sua modernità. Ci aiuta in questo una bella mostra aperta a Palazzo Reale: Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone.

Sì, perché è proprio la breve e intensa stagione napoleonica la cornice nella quale prende forma l’opera di Ingres, un’epoca in cui, superficialmente, le forme neoclassiche vengono asservite alla propaganda politica, ma anche il momento in cui l’anelito, un po’ nostalgico, alla inarrivabile e immutabile perfezione dei greci, lascia il posto all’urgenza della contemporaneità. È proprio tra questi due poli, opposti a dire il vero, che Ingres esprime se stesso e il suo tempo, entrambi appassionanti.

Scopriremo il suo amore per Raffaello – e anche per Leonardo- e la scelta dell’Italia. Condivideremo la fascinazione per le saghe nordiche, in opposizione al mito greco e delineeremo i tratti di un Napoleone simbolo vivente del potere e quasi oggetto di culto egli stesso. Indagheremo il successo, ottenuto da Ingres quasi suo malgrado, come ritrattista. Confronteremo la nudità eroica dei suoi atleti e quella erotica, ben più moderna, delle odalische.

E guarderemo idealmente Milano con gli occhi dei soldati francesi: una città bella, ordinata e moderna, diversa dalla Parigi devastata dalla Rivoluzione… perché è davvero il contesto, quello degli anni napoleonici, veri e propri acceleratori della modernità, a rendere visibile la vena rivoluzionaria di un artista che pur restando tenacemente fedele alla compiutezza formale, permetterà a Picasso di trovare le sue Desmoiselles d’Avignon!

MOSTRA: INGRES E LA VITA ARTISTICA AL TEMPO DI NAPOLEONE
MILANO, PALAZZO REALE 12 marzo – 23 giugno 2019

Costo a persona € 22,00 inclusi biglietto e auricolari

Ingres

I GIARDINI D’OLANDA

15/20 aprile

POSTI ESAURITI

Tutt’intorno un profumo. Non solo di fiori di primavera, ma di brezza marina, di campagna infinita, distesa sotto un sole discreto e mite.

Lo sguardo corre lontano, fino all’orizzonte, dove la terra, quasi schiacciata da un cielo solcato spesso da nuvole e spazzato dai venti, in qualche punto si immerge nell’acqua. Qui e là, mulini e canali interrompono la corsa degli occhi verso il mare; qui e là, strade e sentieri disegnano una geografia “umana” che sa di fatica e determinazione.

In questa terra strappata al mare, impregnata per secoli del sudore dei contadini, fioriscono giardini e prosperano rigogliose fortunate città.
Dal bosco prende il nome L’Aja, nata nel XIII secolo per il piacere del Conte d’Olanda, famosa per il suo Tribunale e per le opere di Vermeer, la cui luce è puro miracolo; vicina è Delft, fiorente mercato nel Medioevo, potente città nel Secolo d’oro, nota al mondo per il bianco e il blu delle sue preziose ceramiche; Haarlem industre, risorta splendente da incendi feroci, vestita di lini e sete e dei colori dei tulipani che vendeva a peso d’oro; e Utrecht antica, dominata dal più alto campanile d’Olanda, madre di pittori innamorati del Caravaggio, paladina dell’indipendenza nazionale.

Un giardino secolare colora di verde la colta Leida, culla dell’università che qui volle un orto botanico per le giovani menti dell’ateneo, ornato da alberi secolari e da fiori bianchi dell’Asia lontana, mentre sempre d’Oriente sanno i mandorli in fiore sbocciati da un’anima bella in prestito al Mediterraneo, ma con la sua terra nel cuore, cui Amsterdam deve molto della sua fama.

All’ombra di ideali girasoli la città, nata da pescatori appollaiati su una diga, potenza dei mari un tempo e florido porto, ultima dimora di Rembrandt e rifugio di genti e religioni diverse, custodisce il suo Rinascimento dorato, quartieri antichi circondati da un gioco ordinato di canali nelle cui acque ella si specchia da sempre, insieme a qualche vizio e alle sue virtù.

Voce narrante sarà Alberto con l’assistenza di Carlotta

I GIARDINI D’OLANDA

Dove andremo nel 2019!

I programmi non sono ancora pronti, ma vogliamo darvi un’anticipazione dei viaggi che ci aspettano nel 2019! Città e terre piene di fiori e di colori, a perdita d’occhio; luoghi mitologici, antichi e magici, racchiusi tra le cime dei monti e le rive del mare; un po’ di ieri e un po’ di domani; qualche castello misterioso e musei… meravigliosi; passeggiate metropolitane in atmosfere d’antan; una danza appassionata… in punta di piedi. Questo sarà il nostro prossimo viaggio!

ROMA PRIVATA
8/11 MARZO
(replica a novembre)
La Roma esclusiva, dei Palazzi e delle residenze private

FERRARA E COMACCHIO
30 MARZO/1 APRILE
Ferrara rinascimentale, Abbazia di Pomposa, Comacchio con navigazione

I GIARDINI D’OLANDA
15/20 APRILE
Amsterdam, Delft, Keukenhof, Leiden Orto botanico, Haarlem, Otterlo

CILENTO E VALLO DI DIANO
16/19 MAGGIO
Paestum, Agropoli, Castellabate, Castelcivita, Capaccio

IN NORMANDIA
12/16 GIUGNO
Rouen, Caen, Giverny, Le Mont-Saint-Michel, Étretat, Honfleur, Jumièges

ITINERARI MEDIOEVALI IN CARINZIA
26/31 LUGLIO
Klagenfurt, Villaco, Sankt Veit an der Glan, Gurk, Friesach

PRAGA E LA BOEMIA MERIDIONALE
9/16 SETTEMBRE
Praga, Karlštejn, Kutná Hora, Telč, České Budějovice, Holašovice, Český Krumlov

VIAGGIO D’AUTUNNO: IL SANNIO ANTICO E MEDIOEVALE
16/20 OTTOBRE
Larino, Campobasso, Sepino, Pietrabbondante, Benevento, San Vincenzo al Volturno, Venafro

ROMA PRIVATA
8/11 NOVEMBRE
La Roma esclusiva, dei Palazzi e delle residenze private

PARIGI, VILLE LUMIÈRE
5/8 DICEMBRE
Musei e luoghi classici con una piccola sorpresa

Per maggiori informazioni, segnalare il Vs interesse o dare una preiscrizione, scriveteci o contattateci al numero 339 8331443

Dove andremo nel 2019!

L’ultimo Banksy e il Natale

Il Natale e gli Artisti

Andy Warhol, Santa Claus, dalla serie Myths, 1981

C’è stato un tempo in cui il Natale è stato un tema quasi predominante nella carriera degli artisti. Nella cultura occidentale non si contano le immagini dedicate alla Natività realizzate fin dagli albori del cristianesimo.
Poi è arrivata la modernità, e con essa il consumismo… e il Natale è diventato un fenomeno pop. Il Bambino nella mangiatoia è stato sostituito dall’anziano e cicciotto Babbo Natale, il bue e l’asinello sono diventati renne e dell’ambientazione naturalistica del presepe ci è rimasto solo l’albero.
Allora erano i Vangeli e la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine ad ispirare gli artisti. Poi c’è stata la Coca Cola.
A ben guardare però, anche questo Natale laico e commerciale dell’arte è già obsoleto. Sono belle e vintage le illustrazioni natalizie di Norman Rockwell, e forse anche il Babbo Natale inserito da Andy Warhol nella sua serie dedicata ai ‘miti’ negli anni ‘80!

Banksy e il Natale

Ma ci sono artisti che anche oggi continuano, a modo loro, a lasciarsi ispirare dal Natale.
Uno di loro è Banksy, di cui a Milano, in questo periodo, si chiacchiera parecchio per la mostra in corso al MUDEC. Ebbene, Banksy ha davvero un rapporto particolare con il Natale, cominciato nel 2002 e rinnovato anche quest’anno con la realizzazione del suo ultimo murale, misteriosamente comparso su un muro fino ad allora mestamente anonimo del Galles lo scorso 12 dicembre e intitolato Season’s greetings.

Santa’s Ghetto e lo spirito del Natale

La prima connessione tra Banksy e il Natale si manifesta alla fine del 2002, quando apre il Santa’s ghetto. Una stanzetta sopra un bar a Shoreditch trasformata in galleria d’arte pop-up. Si vendono lavori suoi e di altri writers e il manifesto che ne annuncia l’attività dice: “accessori per vandali in confezione regalo per tutta la famiglia”.
È Banksy stesso l’organizzatore e commenta l’evento dicendo: “sentivo che lo spirito natalizio si stava perdendo. Stava diventando sempre meno commerciale e sempre più religioso, così abbiamo deciso di aprire il nostro negozio per vendere cose inutili di cui non si ha bisogno”.
Da allora il Santa’s Ghetto si è ripetuto ogni Natale, ogni volta in un punto diverso della città di Londra.
In effetti l’occasione è commercialmente ghiotta, soprattutto nelle prime edizioni, qualcuno ha fatto affari d’oro! Fortunati che hanno però guadagnato la loro fortuna attendendo in fila per ore, o magari per tutta la notte, per poter varcare l’ingresso.

Santa’s Ghetto in Palestina

Banksy, The Walled off hotel in Betlemme

Nel 2007 il Santa’s Ghetto lascia Londra per approdare in Palestina, a Betlemme, dove Banksy aveva già dal 2005, realizzato graffiti sul muro di separazione. Che dire… il negozio pop-up natalizio, apre nella città della Natività.
Tra i tanti luoghi del mondo che recano traccia del passaggio di Banksy, Betlemme non è certo di secondaria importanza. Prima i graffiti, poi il Santa’s Ghetto e più tardi l’apertura del Walled off hotel. Quest’ultimo, aperto nel marzo 2017, è un vero hotel di lusso allestito in una palazzina che affaccia proprio sul muro. Anche in questo caso è Banksy il deus-ex-machina.

Alternativity: La Natività a Betlemme secondo Banksy

Cosa manca? Nulla diremmo. E invece sì: pochi mesi dopo l’apertura dell’albergo “che offre la vista più brutta del mondo”, arriva persino il presepe vivente! E non si tratta certo di un’operazione modesta, a curare la regia c’è il premio oscar Danny Boyle, mitico regista di Trainspotting e The Millionaire, e anche della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra del 2012.
È così che per il Natale 2017 il parcheggio del Walled off hotel diventa il teatro di Alternativity (una Natività alternativa, non c’è che dire!), pubblico dal vivo per l’occasione e molti spettatori in poltrona per il documentario trasmesso qualche giorno più tardi dalla BBC2.

Season’s greetings, Banksy per il Natale 2018

Banksy, Season’s greetings, Port Talbot, Galles

Insomma, è chiaro che il Natale per Banksy non è un evento di secondaria importanza. E anche quest’anno è arrivato puntuale il suo augurio in forma di murale. Season’s greetings è un messaggio di Natale diverso, meno politico forse, certamente più ecologico. Un bimbo guarda in su e aspetta a bocca aperta la neve che cade fresca sulla lingua… ma basta girare l’angolo per capire che la neve non è neve, bensì la cenere prodotta da un cassonetto in fiamme!
Lo stencil è apparso il 12 dicembre scorso sul brutto muro di un garage a Port Talbot, una cittadina industriale del Galles, storica sede di acciaierie, che pare essere disastrosamente inquinata.

Tra senso e iconografia

Di sicuro questa carrellata di ‘attività natalizie’ di Banksy apre la strada a molteplici prospettive di lettura. La distanza tra una Natività di Giotto, Botticelli o Tiziano e ognuna di queste singolari operazioni banksyane intrise di marketing, provocazione, critica sociale –solo per cominciare- è praticamente incalcolabile.
Ma restando invece alle questioni estetiche e iconografiche, è impressionante notare come la genesi dell’una produzione sembri contenere già le premesse per la successiva, pur a distanza di anni.

Banksy, Giuseppe e Maria verso Betlemme, 2005

Si può risalire per cominciare fino al 2005, quando Banksy realizza una ‘cartolina natalizia’ che raffigura Giuseppe e Maria in viaggio verso Betlemme, impediti nel viaggio dal muro di separazione che si trovano di fronte. Si tratta di un’immagine che praticamente ogni Natale torna a circolare e diventare virale nel web, ma soprattutto di un chiaro precedente iconografico della performance/documentario Alternativity del 2017.

Bozzetto per Alternativity, 2017

E da uno dei disegni preparatori per la messa in scena di Alternativity -dove la produzione aveva dovuto sperimentare un po’ per riuscire a ‘far nevicare’ a Betlemme- non può non derivare il modello del bimbo per il nuovissimo Season’s greetings.
Per cosa sarà spunto quest’ultimo lavoro? Forse per gli auguri di Natale 2019? Non resta che attendere!

 

Nel frattempo, se avete voglia di visitare con noi la mostra A visual protest. The art of Banksy aperta al MUDEC fino al prossimo 14 aprile 2019, potete scegliere tra le date in calendario.

L’ultimo Banksy e il Natale

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Milano e il Cinema

1951 Locandina del film Miracolo a Milano

Il cinema ci permette di visitare luoghi che non conosciamo, di avventurarci nelle terre selvagge, di scoprire i paradisi della natura e di viaggiare per le città del mondo…
Di
sicuro esistono luoghi che associamo al cinema più di altri. Un buon numero di città ha questa caratteristica: la Los Angeles di Hollywood, l’eternamente iconica New York e Parigi, dove il cinema è nato. Per l’Italia la città del cinema è Roma, dentro e fuori da Cinecittà… ma Milano?

Milano e il cinema

Ebbene, anche a Milano ha qualcosa da offrire quando si parla di cinema. In realtà, potremmo addirittura spingerci a dire che gli inizi italiani della settima arte hanno più a che fare con Milano che con qualsiasi altra città italiana. Eppure dopo questa partenza entusiastica, il cinema ha cambiato indirizzo. Sarà che i milanesi sono troppo pragmatici, sarà che hanno intuito subito il potere dell’industria americana, sarà anche che l’organizzazione dello stato fascista ha fatto di Roma il suo baricentro. Insomma, sarà per un intreccio di ragioni, ma la storia del cinema milanese è rimasta nell’ombra.

Milano e il cinema a Palazzo Morando

È proprio per riaccendere i riflettori sul rapporto tra Milano e il cinema -questa storia d’amore e business che sa anche un po’ di poesia- che Palazzo Morando, dedica a questo tema la nuova mostra curata da Stefano Galli. Ed è appassionante accorgersi, mentre ci si muove tra le sale allestite, di quanti siano i contributi di Milano al cinema. Tanti sono i film iconici girati nella nostra città. Addirittura possiamo affermare che Milano abbia generato dei generi cinematografici veri e propri: avete mai pensato a dove si produceva il mitico Carosello? Al cinema documentaristico che ha raccontato l’industria negli anni del boom? E che dire del mitico genere ‘poliziottesco’ degli anni ’70, cullato tra le vie dell’allora, ahinoi, capitale del crimine?

Milano e il cinema: un esempio di successo

1932 Gli uomini che mascalzoni

Ecco, sì, ci vuole forse un esempio per dimostrare la sostanza del rapporto tra Milano e il cinema. Uno, efficace, lo offre un film del 1932: Gli uomini che mascalzoni… , girato a Milano e protagonista del Festival di Venezia, il primo, perché anche la Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia, primo festival cinematografico del mondo, nasceva proprio quell’anno!

I primati di questa pellicola sono tanti. Per esempio, è questo il film che lancia il 32enne Vittorio de Sica, al suo primo ingaggio importante, nell’olimpo delle star.

Parlami d’amore Mariù/tutta la mia vita sei tu!

1932 Copertina del disco Parlami d’amore Mariù

1932 è passato pochissimo tempo dal passaggio al sonoro, e la canzone che de Sica, nei panni dell’autista Bruno, canta alla bella commessa Mariuccia/Lya Franca è un altro piccolo miracolo di Uomini che mascalzoni. Si tratta dell’indimenticata Parlami d’amore Mariù!
La casa di produzione romana Cines non la voleva nemmeno. È il regista, benedetta furbizia del mestiere, che mente dicendo di aver ormai già girato la scena e di non poterla rifare per poterla utilizzare al posto della ‘musica d’organetto’ prevista dalla sceneggiatura. Oggi, forse, la si ricorda più del film stesso.

Il cinema dei telefoni bianchi

Il regista è Mario Camerini, uno dei padri del cinema dei ‘telefoni bianchi’, diffuso a partire dal 1936. Uomini che mascalzoni è un precursore di questo filone iconico in cui i ‘telefoni bianchi’ sono il simbolo del benessere. Bianchi sono gli apparecchi telefonici dei signori, più costosi di quelli neri, in bachelite.

Al di là del nome, il cinema dei telefoni bianchi è quello della nascita della società dei consumi. Il trionfo del funzionalismo del Bauhaus che permette la qualità a domicilio, l’oggetto di prestigio prodotto in serie che arriva nelle case dei ricchi. I film dei telefoni bianchi raccontano l’Italia che diventa moderna, industriale, produttiva. L’Italia del duce che si ridefinisce nel progresso.

Perché Milano?

La trama di Uomini che mascalzoni è una semplice storia d’amore, con le sue peripezie, i momenti buffi, gli equivoci, una storia che si potrebbe ambientare ovunque. Ma è Milano che sostanzia l’identità di questo film. Perché scegliere di girare qui? Perché l’Italia del 1932 non è esattamente quella dei telefoni bianchi, più spesso è arretrata, analfabeta, senza lavoro. E se si vuole descrivere il progresso, l’ottimismo, l’idea del lavoro come mezzo di riscatto sociale, allora ci vuole Milano, la città più produttiva e moderna d’Italia, specchio dell’ambizione e dell’intrapresa borghese.

Le riprese in esterni

Non solo si gira a Milano, ma per la prima volta lo si fa in esterni. Ecco un altro primato tutto milanese: niente più teatro di posa, si va in strada, le inquadrature stanno attente a restituire il ritmo della città, il suo dinamismo.

Il film apre con la facciata del Duomo. La profumeria dove lavora la protagonista è in via Dante, quasi al Cordusio. Bruno/de Sica, ritira l’auto del suo padrone dall’officina di Piazzale Baracca. Ci sono le pubblicità sui cartelloni e sulle insegne: Alemagna, Motta, Coca Cola, la Rinascente e il Cinzano… Ci sono i tram che corrono per le vie e soprattutto, vero simbolo della modernità che avanza, c’è la Fiera Campionaria!

Milano e il cinema, un altro modo di scoprire la città

1972 Locandina di Milano calibro 9

Ecco fatto, basta un solo film per intuire come la Milano città della moda e del design abbia qualcosa da raccontare anche sul cinema. Ci fermiamo qui, ma se siete incuriositi, seguite una delle nostre visite guidate alla mostra Milano e il Cinema!

In fondo, il cinema è un modo diverso di continuare ad esplorare la città e comprendere la natura dei suoi abitanti. Un modo colto, a volte nostalgico sicuramente originale.

Milano e il Cinema , informazioni:
8 novembre 2018  / 10 febbraio  2019
Palazzo Morando, Milano
Orari:
martedì/mercoledì – venerdì/domenica 10.00-20.00
giovedì  10.00 – 22.30 
Per maggiori informazioni visita il sito della mostra
Per visitare la mostra con noi, scrivici, o scegli una data in calendario.
Milano e il Cinema

Galleria Vittorio Emanuele II. Tra storia e mondanità

Stupefacente esempio di architettura celebrativa, la Galleria Vittorio Emanuele II è l’unica in grado di rubare attenzione alla maestosità del Duomo.

Un passage all’europea come nessun altro

Aperta sulla piazza del Duomo attraverso il grande arco monumentale, la Galleria è stata costruita tra il 1865 e il 1867. L’ispirazione arrivava allora dalle grandi città europee più a nord, dove i passage commerciali erano, a dire il vero, una moda già in declino.  Non siamo stati i primi ad avere l’idea dunque, è vero, ma la scala monumentale della nostra galleria ha rivitalizzato l’intero genere e rivoluzionato il panorama delle gallerie europee. 32 metri di altezza per la copertura, che salgono fino a 47 al sommo della cupola centrale, il cui diametro misura 39 metri… ed ecco che la nostra si trasforma in un modello per tutte le altre città, e continua ad esserlo.

“Per le sue proporzioni la realizzazione italiana lascia molto indietro tutto quanto l’ha preceduta” scriveva Pierre Planat nel 1889 in Encylopédie de l’architecture et de la construction.

Galleria-Vittorio-Emanuele-II
Galleria Vittorio Emanuele II nei disegni dell’architetto Giuseppe Mengoni

Sotto un cielo di cristallo

Grazie ad una complicata logistica e a un nutrito gruppo di capaci operai, la costruzione prende forma in soli 2 anni e la Galleria viene inaugurata il 15 settembre del 1867, proiettando Milano nella modernità! Il completamento della copertura e della cupola centrale  in ferro e vetro richiede 5 mesi di lavoro: tempi brevissimi per una tecnica e dei materiali allora innovativi. Ne vale la pena, una volta completata, la grandiosa volta trasparente ne diviene l’emblema.

Grandeur e mistero in Piazza Duomo

Se la copertura in ferro e vetro dona un’allure modernissima, è l’arco d’accesso monumentale aperto sulla piazza del Duomo a renderla iconica.
Il completamento dell’arco è quello che richiede maggior tempo, intralciato da problemi finanziari e da una non brillante gestione da parte delle ditte appaltatrici. Per questo bisogna aspettare una seconda inaugurazione ufficiale, alla fine del febbraio 1878, per godere del nuovo monumento nella sua completezza. Ma non sarà un’occasione spensierata ed entusiastica come la precedente: Giuseppe Mengoni, architetto dell’intero progetto, precipita dalle impalcature pochi giorni prima della cerimonia. Un incidente? Un suicidio motivato dalle preoccupazioni finanziare che la costruzione ha comportato? Nemmeno l’inchiesta ufficiale aperta dopo la disgrazia ha saputo dare una risposta.

Shopping in Galleria Vittorio Emanuele II

Galleria Vittorio Emanuele II

Nonostante tutti i problemi, la Galleria è un successo fin dalla sua prima apertura. I milanesi la affollano e le attività commerciali si moltiplicano, non solo nei negozi predisposti al piano strada, ma anche negli ambienti interni. Sartorie, orologiai, fotografi e decoratori, editori e redazioni di riviste e quotidiani allestiscono qui la loro sede.

da allora ad oggi, poco è cambiato. La Galleria continua ad essere protagonista del commercio Milanese, e lo dimostra la gara tra le grandi firme della moda per avere una vetrina affacciata sull’Ottagono!

Pranzare in Galleria Vittorio Emanuele II

Lo shopping in Galleria è una cosa seria, ma il segreto ultimo del suo appeal, sono i suoi luoghi di aggregazione, bar e ristoranti. Ci sono quelli storici, come il mitico Camparino, che è in Galleria da sempre e conserva i suoi arredi originali e i bellissimi mosaici alle pareti dietro il bancone, e c’è Motta Milano 1928, storico anch’esso, ma da poco rinnovato nelle forme, e il ristorante Savini, il cui nome a Milano fa rima con tradizione. Ma Milano è una città che sa essere contemporanea e dare spazio a nuove storie, e così dal febbraio 2018, è arrivato Cracco in Galleria, 5 piani dedicati al cibo e al glamour firmati dall’iconico chef televisivo Carlo Cracco.

Riti in Galleria. Il  ‘rattin’

Il ‘rattin‘ conservato a Palazzo Morando Costume, Moda, Immagine

In conclusione, cos’è che rende la Galleria tanto cara ai milanesi? La risposta è semplice: le tradizioni! Non illudiamoci, i milanesi continuano ad essere pratici e frettolosi, ma non si dimenticano delle loro abitudini, né di celebrare i loro riti.  Il più datato di questi si ripeteva ogni sera al crepuscolo, quando un aggeggino piccolo e sofisticato correva lungo il diametro della cupola innescando le 600 fiammelle dell’illuminazione a gas. Un trenino minuto, tecnologico e dotato di freni e regolatore di velocità, che correva veloce sulle rotaie circolari, come un topolino. Era l’indimenticato ‘rattin‘, la cui performance ha incantato i milanesi per 18 anni, fino all’avvento dell’elettricità!

Le maestranze della Union des Gaz with the ‘rattin’ nel 1867

Il toro in Galleria

Se il  ‘rattin’ è andato in pensione (ma possiamo ancora vederlo a Palazzo Morando, dove è conservato con amore in una teca), un altro rito sopravvive in Galleria e gode di ottima salute: un bel giro di tacco sulle palle del toro! Ecco la storia: il pavimento della Galleria è un bellissimo mosaico di pietre e smalti colorati, punteggiato di riferimenti celebrativi e geografici. Tra questi i simboli delle città di Milano, Roma, Firenze e Torino. Perché queste quattro? Beh, Milano perché siamo a Milano, Torino perché prima capitale dell’Italia unificata dal 1861 al 1865. Firenze, capitale d’Italia fino al 1871 e Roma, capitale d’Italia ancora oggi. Lo stemma di Torino rappresenta un toro… e per ragioni misteriose (tralasciamo tutte le storielle poco credibili che si raccontano) a Milano crediamo che fare pirouettes sul toro porti fortuna. Tre giri, puntando sul tacco, in senso anti-orario e mi raccomando, non ovunque sul toro… ma sui suoi attributi!

Il tori in Galleria Vittorio Emanuele II

Una piccola e deliziosa mostra al Castello Sforzesco ha raccontato la storia della Galleria Vittorio Emanuele II la scorsa primavera, fino al Marzo 2018.

Se volete scoprire tutto della Galleria Vittorio Emanuele II, SCRIVETECI, organizzeremo il tour perfetto per le vostre esigenze.

Galleria Vittorio Emanuele II. Tra storia e mondanità

ROMA “PRIVATA”, ROMA SCONOSCIUTA

8/11 novembre 2019

POSTI DISPONIBILI – preiscrizioni aperte

Roma. E la sua grande bellezza. “Privata”, nascosta o sconosciuta.

Questo è un vero viaggio del cuore, che porta dentro luoghi intimi e silenti, nei palazzi e nei giardini, in aule segrete e chiese dorate, in lussuose ville e in impensabili musei.

Un viaggio che racconta la storia di Roma, ma attraverso vocaboli differenti, dal suono affascinante e arcano, che evoca e rivela, stupendo e meravigliando. In pieno centro, proprio accanto ad una delle chiese più celebri della città, si nasconde un luogo unico, il Convento di Trinità dei Monti, al quale si accede solo sei giorni al mese, custode di affreschi stravaganti, come le anamorfosi e gli artifici d’illusione del Pozzo; poco distante è Villa Maraini, sopra un colle artificiale, bella col suo giardino e il ninfeo, ma nota per la Torre del Belvedere, dalla quale lo sguardo cattura, rapito, Roma.

Oltre il Tevere dei, eroi e ninfe danzano nel giardino e nelle sale della Farnesina, villa di delizie, dimora dei potenti Chigi prima e dei Farnese poi, decorata dalle mani divine di Raffaello con le storie di Ovidio e Apuleio; allegorie e dei occhieggiano anche dalle volte del Palazzo dei Penitenzieri, sopra le teste di devoti Cavalieri, quelli del Santo Sepolcro, mentre al di qua del fiume la Biblioteca Angelica sta tutta nello splendido salone vanvitelliano, delizia per gli occhi.

Più a sud, sul colle Laterano, nel cuore della Basilica cattedrale, un po’ di Medioevo nel chiostro, il più grande di Roma, capolavoro cosmatesco dai cromatismi arabo-bizantini, e nel Sancta Sanctorum di San Lorenzo in palatio, cappella privata dei pontefici, ornata da dipinti romanici del XIII secolo. Infine un tuffo nel Novecento di Klimt, Boldini, Modigliani, Balla, Morandi, Carrà nella Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea e un’immersione che ha sapore del mito nelle Antichità romane in una Villa principesca, le cui collezioni furono sistemate dal Winckelmann, padre della storia dell’arte classica e scrigno di tesori inestimabili, dimora esclusiva ad accesso… limitatissimo.

Un viaggio quindi “privato”, uno dei tanti possibili, dentro la bellezza di Roma.

ROMA “PRIVATA”, ROMA SCONOSCIUTA

Dove siamo stati

Qui trovate tutti i viaggi di Acànto, dal 2013 ad oggi: uno spunto per mete future, un suggerimento per nuove destinazioni, un invito a riscoprire insieme le bellezze d’arte e natura!

ANNO 2018

LUCI SU… BERLINO!
6/9 dicembre 2018
Ritmo, ebbrezza, fermento. Ecco l’essenza di Berlino, metropoli in continuo divenire, eclettica, un poco agitata, dove si trova tutto e niente. Si dice che Parigi è sempre Parigi e che Berlino… non è mai Berlino! Ma sono tante città in una: quella trionfale, forgiata dagli Hohenzollern, dalla porta di Brandeburgo alla Nuova Guardia; la città dell’Ovest dall’anima borghese; quella degli Ebrei e della loro memoria; la città del Muro e la città che va oltre, moderna e viva, palpitante nei soffitti di vetro e luce di Postdamer Platz; infine la città silente, quella dei Musei dell’Isola sulla Sprea.

IN PORTOGALLO. LISBONA, SINTRA, ALCOBAÇA
7/11 novembre 2018
Viaggio in compagnia di Saramago e Pessoa nella terra d’Occidente. Lisbona e il suo fascino imperituro, che nasce dall’azzurro del Tago e dai muri tappezzati di lucenti turchesi, si sposa col bianco delle case e danza coi raggi del sole che si insinuano nei suoi quartieri arabeggianti e nelle sue gloriose piazze. A corona di tanta regina, ecco Sintra, gioiello mirabile il suo Palazzo Reale, Batalha e Alcobaça, luoghi di preghiera scolpiti nella bellezza e infine Mafra, il cui convento vive ancora oggi nelle pagine pungenti di Saramago.

VARIAZIONI D’INCANTO. SALENTO E TERRA D’OTRANTO
19/22 ottobre 2018
Una terra in mezzo ai mari, ad oriente e occidente, dipinta di bianco e di verde intenso, quello dell’ulivo e del lentisco. Una costa fatta di sabbie cristalline da un lato e di falesie dall’altro. Il Salento, disteso placido tra un golfo e uno stretto, ci accoglie sotto il sole d’autunno: ecco Lecce, fiore barocco; Otranto e lo splendido mosaico; Gallipoli la “bella città” circondata dal mare; Soleto e Galatina con antichi affreschi e inaspettati; Brindisi adagiata in un porto singolare; Leuca, dove la terra finisce.

RAVENNA NUOVA COSTANTINOPOLI
13/15 ottobre 2018 (replica del viaggio di marzo 2014)

NEW YORK E BOSTON: WE LOVE USA!
17/26 settembre 2018
Viaggio dentro la contemporaneità: New York, poliedrica, caotica, assoluta e Boston, l’eleganza e il fascino della storia. Tutto a stelle e strisce. Su e giù per Manhattan, ecco il Metropolitan Museum, il MoMa, Greenwich Village e Wall Street, Ground Zero e l’Highline. Nel cuore del Massachusetts, meravigliosi tesori custoditi con cura tra le pareti amate da Isabella Stewart Gardner e i bellissimi patii pieni di luce del Museum of Fine Arts. E poi Harvard e il MIT e Yale, con i suoi Manet, Degas e Van Gogh quasi… sconosciuti!

LE VALLI DIPINTE: PASSEGGIATA IN ALTO ADIGE
28/30 luglio 2018
All’ombra fresca dell’estate, con le cime delle montagne vestite di luce, un sentiero antico di secoli ci conduce alla scoperta di preziosi tesori pittorici medioevali attraverso la Val Venosta e la Val Monastero. Ecco gli affreschi di San Procolo a Naturno, di San Benedetto a Malles e del monastero di Müstair nei Grigioni, documenti rarissimi di pittura carolingia, e i cicli romanici di San Giovanni a Tubre e quelli gotici di Castel Roncolo, alle porte di Bolzano, maniero illustrato con gli amori di Tristano e Isotta.

GAND, BRUGES, ANVERSA: IL BELGIO E LE FIANDRE
12/17 giugno 2018
Tra il Belgio e il mare: viaggio nel cuore dell’arte e della cultura fiamminga. Si comincia da Bruxelles, con i suoi Musei e le case Art Nouveau, poi Tournai con la sua Arca d’oro e Gand, in estasi dinnanzi al polittico dell’Agnello mistico. Il mare a Ostenda, i canali di Bruges, dove si incontrano l’anima nordica e la mediterranea, Michelangelo e Van Eyck, e la regale Mechelen, dalla superba cattedrale. Infine Anversa, città industre e florida sulla Schelda, città di mercanti e banchieri onnipotenti, custode dei capolavori di Rubens.

BASILICATA INTERNA: DALLE DOLOMITI AL MARE
16/20 maggio 2018
Matera, presepe scolpito, silente e immobile sotto i cieli delle Murge, le Dolomiti lucane, col volo dell’angelo a Castelmezzano, il santuario di Santa Maria d’Anglona, rosa tra le rose, la Rabatana di Tursi, appollaiata in cima ad una roccia: un percorso di continua scoperta in una terra dalla storia antica, custodita nei suoi mille musei. Ecco Potenza che racconta del suo passato indigeno, le greche Policoro e Metaponto con le Tavole Palatine, e infine Taranto, con gli ori del M.ar.ta, tra i più bei Musei Archeologici esistenti.

TRA MONASTERI E GOLE INCANTATE: VIAGGIO IN EXTREMADURA
4/8 aprile 2018 
Viaggio nella Spagna occidentale, al confine col Portogallo, in terre baciate dal sole e spazzate dai venti, lontano dal mare e dai grandi centri popolosi. Adagiate tra una collina e l’altra, coronate da essenze verdeggianti e ciliegi in fiore, ecco Càceres, Plasencia, i monasteri di Yuste e Guadalupe, ultimo eremo di Carlo V il primo, splendida preghiera di pietra e trafori innalzata alla Vergine il secondo, le stradine di Hervas, la pace secolare di Trujillo, la silente e millenaria Mérida, dall’anima antica e dal passato glorioso.

CAMPANIA FELIX: CAPUA, LA REGGIA DI CASERTA, SANTA MARIA CAPUA VETERE
16/18 marzo 2018
Campania felice, Campania florida. Plinio il Vecchio descrive così la fertilità di questa terra, bagnata da fiumi antichi. Qui ecco Santa Maria Capua Vetere, nota per l’anfiteatro; Capua moderna con le sue Matres Matutae; Caserta e la sua Reggia, nata all’ombra di Napoli ma rilucente di splendori, sbocciata in un parco costellato di fontane e coronato da un giardino di delizie; il Belvedere di San Leucio, esempio di luogo consacrato al lavoro; infine Casertavecchia, piccolo borgo dalla storia millenaria.

FIRENZE E LA PRIMAVERA DEL RINASCIMENTO
9/11 febbraio e 16/18 febbraio 2018
Viaggio nella Firenze del primo Quattrocento, quella abitata da ingegni straordinari, attenti al mondo circostante e affascinati dalla scienza e dalla perfezione formale delle cose. L’uomo, essenziale particella del mondo, diventa centro del pensiero umanistico e filosofico. Ecco la Firenze di ser Filippo (cupola del Duomo), di Masaccio (Cappella Brancacci), di Donatello (Museo dell’Opera del Duomo), di Beato Angelico (Convento di San Marco) e di Benozzo Gozzoli (Palazzo Medici Riccardi).

ANNO 2017

VIENNA, ELEGANZE DORATE NEL CUORE D’EUROPA
6/10 dicembre 2017
Viaggio sospeso tra musica e letteratura, arte e filosofia: Kraus, Schnitzler, Klimt e Schiele. Un tuffo nella Vienna del primo Novecento, al tramonto del sogno di potenza dell’Impero, nella città della Secessione e dei caffè, degli ingengi e dei sogni freudiani. Intorno, l’oro delle opere di Klimt e delle luci di un dicembre in festa, tra le regge asburgiche e i padiglioni forgiati dal genio di Otto Wagner. Con una piccola sosta ad Innsbruck, regina coronata da poderose montagne innevate.

NELLE LANDE IBERICHE, TRA VALENCIA, LA CASTIGLIA E L’ARAGONA
7/12 novembre 2017
Nella città del futuro disegnata da Calatrava, tra architetture futuristiche ispirate alla natura e torri medioevali che sembrano uscite da un romanzo, un viaggio all’indietro conduce direttamente al cuore di Valencia, città eclettica e sempre in movimento. Il suo entroterra è una verde distesa, punteggiata di rocche e di acque, come l’Albufera che placida custodice storie di fatica e sacrificio. Svettano per bellezza Xativa, Morella, Mirambel, Teruel, Albarracin, presepe di pietra rosa e Cuenca, con la cattedrale più ricca della Castiglia.

LE VILLE VENETE TRA I COLLI E LUNGO LA BRENTA
17/19 ottobre e 21/23 ottobre 2017
Sulle orme del Palladio, una passeggiata tra le dimore di delizia dell’entroterra veneto, con la suggestiva navigazione della Brenta tra i colori dell’autunno. Il Teatro Olimpico, Villa Capra La Rotonda, la Malcontenta e la Barbaro a Maser, con gli splendidi affreschi di Veronese; e ancora la Widmann e la Pisani a Stra, impreziosita dal giardino all’italiana e dall’elegante labirinto di bosso.

LUCENTI CONTAMINAZIONI: LA SICILIA OCCIDENTALE
13/20 settembre 2017
Fenici, Greci, Romani, Arabi, Normanni… Da questa parte dell’isola, quella che guarda all’Occidente, numerose sono le tracce del passaggio di popoli e culture. Tappe del viaggio Segesta, Mozia, Erice, l’araba Marsala, la fenicia Mazara, la magica Selinunte e la Valle dei Templi. E Palermo, in cui si intreccia il parlare arabo e quello normanno, nelle strade della Kalsa, nei colori delle pietre, tra le palme dei giardini. Infine Monreale, dove il sole è prigioniero dei mosaici che brillano fulgidi a rischiarare la “notte” medioevale.

TREVIRI, AQUISGRANA, COLONIA: VIAGGIO LUNGO IL RENO
13/19 giugno 2017
Tra il verde frondoso di valli e colline, il placido andare del Reno ci accompagna a scoprire la storia di una terra legata ad Ambrogio, al grande Carlo e al temibile Barbarossa. Ecco Zillis e Ulm riflessa nelle acque del Danubio; Spira e Worms e Coblenza, distesa tra Reno e Mosella. E poi Trier, la romana Treviri, Aquisgrana, amata da Carlo Magno e infine Colonia e i suoi Magi. Sulla via del ritorno, Lorsch e il suo antico monastero, le cascate di Sciaffusa, Costanza e la splendida isola di Reichenau, giardino di delizie.

TRA TERRA E MARE: L’ETRURIA LAZIALE
17/21 maggio 2017
Un tempo lontano, una terra felice tra il mare e i monti, con il cielo che si specchia in placidi laghi. Un popolo di straordinaria civiltà che fiorisce mentre Roma sta nascendo: gli Etruschi. Nella porzione del Lazio che si stende tra la Toscana e Roma, ecco i luoghi disegnati dalla loro presenza: Tarquinia, patria dei re di Roma; Cerveteri e la sua necropoli; Pyrgi, Castel d’Asso e Vulci con l’immenso parco archeologico; sfondi ideali Tuscania, Ceri e Viterbo, splendidi centri medioevali.

VERSO TRIESTE, CITTÀ DI “UNA SCONTROSA GRAZIA”
11/13 marzo e 25/27 marzo 2017
Viaggio a Trieste, città viva, ponte tra l’occidente dell’Europa e il suo cuore, crocevia di culture e lingue, religioni e popoli. I palazzi, le chiese, le strade e le grandi piazze dove si respira la grandeur dei tempi trascorsi, sono frammenti di una memoria intatta, quasi scolpita dalla luce prepotente di certe giornate solatie. Nell’andare e nel tornare, Concordia Sagittaria e Portoguraro, ad accoglierci con la loro storia millenaria.

ROMA ANTICA E PALEOCRISTIANA: ALLE ORIGINI DELL’OCCIDENTE
9/12 febbraio 2017
Roma è la prima delle città, raccontarla non è facile e ci sono tanti modi di farlo. Noi abbiamo cominciato dalle origini, col Palatino e il foro romano, da dove il fuoco di Vesta ardeva a protezione della città. Poi è stata la volta della città di Costantino, con la visita esclusiva alla necropoli pagana e cristiana sotto San Pietro. E poi Santa Maria Maggiore e San Clemente; Santa Maria in Trastevere e il Mausoleo di Santa Costanza. Assaporando la Roma di Piazza Navona, Campo dei Fiori, del Pantheon e del Caravaggio.

ANNO 2016

SULLE TRACCE DI ULISSE, DAL CIRCEO A GAETA
24/27 novembre e 8/11 dicembre 2016
Come compagni di Ulisse, abbiamo “navigato” lungo la costa tirrenica, alla scoperta di gioielli nascosti in luoghi mitici, bagnati dal sole e dalla salsedine del mare d’autunno. Nostra base Sperlonga, con la grotta di Tiberio, ode a Troia e alla fulgida stirpe Claudia, poi Terracina, con la vista sul Circeo dal Monte Orlando, e poi Gaeta e Formia, di antiche origini, infine il lago di Paola, frutto del mare, alle spalle di Circe, magica ospite di Ulisse.   

NELLE TERRE DI BARI. I SASSI DI MATERA, IL REGNO DI FEDERICO II
23/26 settembre e 14/17 ottobre 2016
Viaggio nelle terre dell’Apulia e della Lucania, cinte dal mare e distese placidamente sotto cieli mediterranei. Bari e il suo cuore, il quartiere San Nicola e i vicoli della città vecchia; la cattedrale di Trani, svettante sul mare; Barletta e il suo colosso; la fortezza di Castel del Monte, dono dello Stupor Mundi. E poi un gioiello intagliato nel tufo, un presepe lavorato direttamente dalle mani dell’uomo, Matera, “spettacolo” UNESCO e capitale europea della cultura.

LA MONTAGNA INCANTATA: SEGANTINI E IL BERNINA
23/24 luglio 2016
Un incanto, una suggestione continua, il sole che riverbera nell’acqua ferma e placida dei laghi d’alta quota. Un omaggio alla montagna vista attraverso gli occhi di un pittore straordinario, innamorato di infiniti silenzi rotti solo dai belati, dai vagiti di un bimbo. Le tappe: Chiavenna, Maloja, i laghi di Sils, il Museo Segantini a Sankt Moritz e il Bernina visto attraverso i finestrini del Trenino rosso.

VIAGGIO IN BORGOGNA – LE VIE DEL ROMANICO
2/6 giugno 2016
Dentro il Medioevo, tra colline e vigneti, abbazie e chiostri, persi nella verde terra di Borgogna. Sotto le volte della potente Cluny, i monaci pregano e cantano. L’altera Vezelay e la silente Fontenay danno rifugio a pellegrini assetati di bellezza. Tournus e Autun ci regalano capolavori del romanico, usciti dalle sapienti mani di architetti e scultori. Grandiosa Digione, in anticipo sui tempi Beaune. E Annecy sospesa tra le acque e il cielo

GIOTTO, GLI SCROVEGNI E LA PADOVA DEL TRECENTO
27/28 febbraio 2016
Un tuffo nella Padova del Trecento, dalla rivoluzione del Giotto degli Scrovegni ai modi raffinati e brillanti di Giusto de’ Menabuoi, al parlar latino degli affreschi di Altichiero, nel cuore del… Santo. La Cappella degli Scrovegni, il Battistero, l’Oratorio di San Giorgio e un piccolo affaccio sul Cinquecento vellutato e sensuale di Tiziano della Scuola del Santo, queste le mete del nostro andare, protetti dalle costellazioni, i pianeti e i flussi celesti della volta del Palazzo della Ragione.

ANNO 2015

NAPOLI E LE CITTÀ DEL VESUVIO: TESORI D’ARTE E ARCHEOLOGIA
5/8 dicembre e 10/13 dicembre 2015
All’ombra di un vulcano, una città antica. Napoli vista attraverso le sue sfaccettature, la sua storia, i suoi colori. Persi tra i vicoli e i rioni abitati da un esercito intoccabile di Santi che difendono capolavori di fede e arte inestimabili, come il Cristo Velato e le Opere Pie del Caravaggio. Insieme ad Ercolano e Pompei, frammenti del mondo antico, ecco i capolavori del Museo Archeologico Nazionale.

VAL DI NOTO: PATRIMONI DI BELLEZZA TRA IL BAROCCO E L’ANTICO
12/20 settembre 2015
Giallo, rosso e oro: la terra siciliana si fa meta di un viaggio alla scoperta delle sue due anime: quella antica, del tempo mitico di Omero, e quella barocca, sorta come la fenice sulle ceneri di un terremoto. Modica, Ragusa Ibla, Scicli, Noto, Palazzolo Acreide e Catania; i mosaici della Villa del Casale e del Tellaro; Siracusa abbagliante nel suo bianco splendore

COLMAR, BASILEA E FRIBURGO: I LUOGHI DI GRÜNEWALD E HOLBEIN
30 maggio/2 giugno 2015
Un triangolo di terra, ricco di arte e storia: la francese Colmar, la teutonica Friburgo, la svizzera Basilea. Quattro giorni dedicati alla pittura tedesca del primo Cinquecento, ai panorami dell’Alsazia e dell’Alto Reno, con visita anche a Strasburgo, Ebersmunster, Riquewihr, Breisach am Rhein

SUGGESTIONI DALLE ‘TERRE DI PONENTE’: DALLA LIGURIA ALLA COSTA AZZURRA
27/29 marzo 2015
Viaggio tra il blu dei mosaici e quello del mare di Picasso, Matisse, Chagall: visita ad Albenga, Saint-Jean-Cap-Ferrat, Nizza, Vallauris, Saint-Paul-de-Vence, Vence, Cimiez, Villefranche-sur-Mer

ANNO 2014

NELLE TERRE DI PIERO DELLA FRANCESCA: L’ALTA VAL TIBERINA E L’ARETINO
12/14 settembre 2014
Omaggio a uno dei più grandi artisti del Quattrocento italiano, straordinario interprete delle istanze umanistiche rinascimentali, maestro di prospettiva e mirabile, moderno pittore, e alle sue terre: Sansepolcro, Arezzo, Monterchi, Città di Castello

LE CORTI, I DUCATI: URBINO, ASCOLI, SPOLETO
18/22 giugno 2014
Viaggio tra le Marche e l’Umbria, sulle tracce dei Longobardi, del Medioevo di mattoni e castelli e dell’arte del Rinascimento di Piero della Francesca, Benozzo Gozzoli e Carlo Crivelli. Mete toccate: Urbino, Ascoli Piceno, Montefiore dell’Aso, Arquata del Tronto, Piani di Castelluccio, Norcia, Fonti del Clitunno, Spoleto, Montefalco e Perugia

RAVENNA NUOVA COSTANTINOPOLI
28/30 marzo 2014
13/15 ottobre 2018
Ravenna, patrimonio UNESCO dell’umanità, per tre volte sede dell’impero, capitale della cultura bizantina in Italia: una visita dedicata e intensa, all’ombra di antiche chiese e mausolei, con un omaggio dovuto al Tempio Malatestiano di Rimini e alla Biblioteca umanistica di Cesena

ANNO 2013

FRIULI TERRA DI CONFINE
20/22 settembre 2013
Visita a Sesto al Reghena, Udine, Cividale, Gemona, Venzone, Aquileia, Grado: dal tardo-antico al regno Langobardorum, dalle montagne del terremoto al mare di intensi scambi e commerci, dai mosaici dei primi cristiani agli affreschi del trionfante Settecento

Se volete saperne di più, richiedete i nostri programmi di viaggio!

Dove siamo stati

Acànto per le aziende

La cultura su misura

Eventi e visite guidate per le aziende a Milano

Il patrimonio culturale è la miglior opportunità per trasformare un evento in un successo e Acànto è il partner ideale per progettarlo, realizzarlo e gestirlo. Il tour più classico o il più insolito, l’apertura in esclusiva di un museo, l’ingresso a porte chiuse alla mostra più interessante della stagione, una piccola mostra ‘solo per voi’, o l’idea che ancora non c’è e che costruiremo ‘su misura’ per i vostri ospiti…

Milano offre il suo meglio, Acànto aggiunge competenza, passione, creatività e una lunga esperienza nell’organizzazione di eventi culturali.

Chiamateci o scriveteci, troveremo insieme la soluzione più efficace per i vostri ospiti, curando la riuscita del vostro evento fino ai minimi dettagli.

Acànto lavora con realtà aziendali e associative, agenzie eventi, incentive houses, PCOs, agenzie di viaggio e tour operators.

 

 

Acànto per le aziende

I Navigli

Milano città d’acqua

La mancanza di un fiume vero e proprio non ha impedito a Milano di trasformarsi in una vera città d’acqua. Nel Medioevo sono nati i canali artificiali che, per secoli, hanno attraversato la città. Della estesa rete dei Navigli, oggi non resta quasi nulla, ma non tutto è perduto: il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese si incontrano ancora nella Darsena, storico porto cittadino. Il risultato è magico, un viaggio a ritroso nel tempo, ma l’atmosfera è tutt’altro che d’antan! I Navigli sono infatti il luogo ideale per una passeggiata, da concludere con un aperitivo, o con una cena in uno dei mille locali che si affacciano lungo le sponde.

TRA STORIA, RITI E TRADIZIONI

Nel corso dei secoli i Navigli hanno visto il passaggio dei lussuosi barconi della corte milanese e sono stati la via di trasporto dei marmi del Duomo. Sono stati testimoni della fatica dei lavoratori e delle lavandaie.
Oggi sono il luogo del divertimento e del tempo libero dei milanesi, e nelle vetrine che vi si affacciano il vintage si mescola con il design.

E’ lunga la storia dei Navigli, e merita di essere raccontata. Organizza con noi la tua visita guidata, per un gruppo, per la tua famiglia o per pochi amici. 

curiosacanto@acantomilano.it – 339 8331443 / 339 780775939

I Navigli

Da non perdere a Milano

MILANO CLASSICA. LE ICONE

Il tour classico di Milano con Acànto.
Il Castello Sforzesco, il Duomo, la Galleria e la Scala: questi sono i luoghi “milanesi” per eccellenza, quelli che nell’immaginario comune evocano immediatamente Milano, la sua grandezza e il suo fascino. E non solo allo straniero, ma anche al turista italiano o, semplicemente, al curioso che viene a passeggiare in città nel fine settimana.

MILANO CLASSICA. LE CHIESE

Probabilmente non c’è davvero niente di più milanese del Duomo e conoscerlo è il primo passo per conoscere Milano, ma capire di cosa sia realmente intessuta la sua anima non è impresa facile, per questo vale la pena di prenotare una visita guidata con noi. Vi risparmiermo anche la noiosa attesa in fila all’ingresso!

Certo il Duomo non è l’unica chiesa milanese che valga la pena di una visita. S. Ambrogio è uno dei maggiori esempi di Romanico in Italia e il suo altare d’oro è  un capolavoro di oreficeria carolingia semplicemente unico al mondo. S. Lorenzo è la prima basilica ad impianto centrale nell’Occidente cristiano e ricalca i mausolei orientali. Qui, la cappella di S. Aquilino, conserva uno dei primi mosaici a fondo oro dell’occidente. Poco distante , la medievale basilica di S. Eustorgio ospita la Cappella Portinari che fonde i modi puri e razionali del Rinascimento toscano con quelli molto più empirici dei costruttori lombardi, regalandoci un esempio straordinario dell’incontro di due culture diverse e fondamentali per la nostra storia.
S. Maurizio al Monastero Maggiore rappresenta il gusto moderno e raffinato del Rinascimento più strabiliante, e ha il potere di stupire chiunque ne varchi la soglia.

MILANO CLASSICA. IL CIMITERO MONUMENTALE

Il Cimitero Monumentale forse non è il primo sulla lista dei luoghi da visitare, ma se ci farete un salto non vi deluderà!  E’ un grandioso museo a cielo aperto in cui, all’ombra de’ cipressi, riposano opere d’arte straordinarie e uniche, ordinatamente disposte: sculture e tombe architettoniche che abbracciano il gusto eclettico del secondo Ottocento, quello scapigliato e Liberty del finire del secolo, il Decò degli anni Venti e Trenta e la razionalizzazione del Dopoguerra.
Un compendio della storia della città e una galleria, silente ma vera, dei suoi più illustri cittadini.


Vuoi visitare i luoghi iconici di Milano? Ti aiuteremo a scegliere il percorso migliore. SCRIVICI e costruiremo l’itinerario perfetto per le tue esigenze!

Da non perdere a Milano