Tour

PADOVA, GIOTTO E GLI SCROVEGNI

15/16 febbraio 2020

Il Trecento si apre con una rivoluzione: gli affreschi della Cappella del figlio di un… usuraio di Padova che squadernano davanti agli occhi dell’uomo medioevale un caleidoscopio di vita e colore.

La luce, l’intuizione e il senso dello spazio, riconquista che sa di moderno e prelude ad altre e future rivoluzioni, la resa dei sentimenti, universali e uguali a sé stessi, in cui ogni creatura è sorella all’altra per come soffre o come gioisce, la dovizia nei dettagli quotidiani, resi eterni con l’uso sapiente del colore… in altre parole Giotto.

Sulle sue orme passeggiamo in una Padova che, 70 anni dopo, vede fiorire i talenti di Giusto de’ Menabuoi, un toscano trapiantato al Nord e innamorato del colore giottesco, e di Altichiero da Zevio, che “parla latino” attraverso la lezione magnifica del realismo lombardo.

Tutto questo, sotto gli occhi del Santo di Lisbona, cui la città è devota da secoli. La sua basilica, i suoi miracoli tradotti nei colori morbidi e pieni di Tiziano alla Scuola del Santo, il Palazzo della Ragione, Santa Giustina, il ghetto ebraico, il Prato della Valle saranno le tappe del nostro soggiorno nella bella Padova, culla delle arti (Shakespeare).

Scriveteci per ricevere il programma!

PADOVA, GIOTTO E GLI SCROVEGNI

Filippo de Pisis

Filippo de Pisis a Milano, al Museo del 900.
Un percorso artistico e umano intenso. Una pittura stenografica, eppure incisiva, rarefatta e poetica.
Chi era De Pisis? Se già non lo conoscete, probabilmente non quello che vi aspettate!

Ci racconta molto di lui, una bella mostra che si snoda incrociando efficacemente il registro biografico e quello artistico. La formazione ferrarese e la partenza metafisica per prime. Poi Roma, la scoperta liberatoria di un mondo dal più ampio respiro, dove è possibile sperimentare, con la letteratura prima e con la pittura poi. E da Roma a Parigi, il luogo del compimento, della costruzione del sé, almeno fino allo scoppio della guerra, e all’inevitabile rientro in patria. Milano prima, fino al 1943 e poi Venezia.
I traslochi, la tensione tra poesia e pittura, l’origine nobiliare e la vita di bohème, l’allegria delle feste e la malinconia nella pennellata… niente in De Pisis è semplicemente come sembra.
Se amate il suo segno leggero e gli accordi cromatici raffinati, la mostra in corso è quella giusta per voi.

Costo a persona € 21,00 inclusi biglietto e auricolari

Filippo de Pisis

La Madonna Litta a Milano

Leonardo e la Madonna Litta al Poldi Pezzoli

Arriva dall’Ermitage. Una bellissima Madonna, una delle più belle del Quattrocento.

Nata a Milano intorno al 1490, alla corte di Ludovico il Moro, forse uscita dalle mani di Leonardo, ha attraversato i secoli nel mistero, ricomparendo nei documenti solo molto tempo dopo, e poco prima di essere ceduta per una cifra esorbitante allo zar di Russia Alessandro II, che si era perdutamente innamorato di lei.

La dolcezza del volto, lo sguardo che cade, amandolo, sul bimbo paffuto e intento a suggere dal seno, il morbido abbraccio, il silenzio avvolgente che permea il cielo azzurro e la stanza in quella particolare ora del giorno la cui luce, solo strumento, crea il volto della Vergine, perfetta donna di perfetta bellezza: alto esito della pittura rinascimentale.

È un’occasione di cui approfittare, riuscire a vederla così da vicino.
Resterà a Milano fino a febbraio, ospite illustre della Casa Museo Poldi Pezzoli che la espone insieme ad altre opere, una ventina di dipinti e disegni provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.
La mostra è curata da uno dei più importanti studiosi di Leonardo e mette a confronto la Madonna Litta con le opere prodotte nel vivace ambiente milanese e lombardo dagli allievi più vicini al Maestro: Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, Francesco Galli e il Maestro della Pala Sforzesca.
La visita sarà completata con un omaggio ad un’altra bellissima donna, fiore all’occhiello del Poldi Pezzoli: la dama fiorentina del Pollaiolo.

La Madonna Litta
Museo Poldi Pezzoli,

Costo a persona € 20

La Madonna Litta a Milano

Milano Anni ’60

Storia di un decennio irripetibile

Sì, un decennio irripetibile per Milano quello che va dalla fine degli Anni Cinquanta agli Anni Sessanta.
Un decennio incredibile in cui Milano sembra baciata dal soffio del genio: ecco fiorire le Gallerie d’Arte, i Cabaret, la musica, il design e il mondo dell’editoria.
Sono gli anni del boom economico, e lo scoppio non solo si sente, ma si vede! Basta passeggiare in pieno centro, dove vengono su le famose Torri (a Milano non si chiamano grattacieli!) e i nuovi quartieri, pensati su modelli antichi ma prodotti del momento, o stare sulle banchine in attesa della nuova, nuovissima metropolitana, che fa entrare Milano in Europa ed è, a differenza di tutte le altre, talmente moderna che sarà modello di quella newyorkese… addirittura???

E si sente anche dalle poltrone dei teatri (al Carcano osano fischiare la grande Billie Holiday che, niente paura, viene accolta con ovazioni alla Taverna Messicana!), dei locali notturni, che risuonano delle canzoni urlate da Giorgio Gaber e da Jannacci in scarpe da tennis, dagli spalti del Vigorelli che si riempie delle urla delle fan dei quattro di Liverpool e del Palalido, incendiato dalle note dei Rolling Stones. Mentre per le strade, nei caffè, davanti ai Cabaret, dove la satira politica si associa a una critica del sistema, davanti alle Galleria d’Arte si incontrano Lucio Fontana, perduto nei suoi spazialismi, o Piero Manzoni, con le sue performance stravaganti e geniali.

E ancora Zanuso, Munari, Castiglioni, Noorda disegnano il nuovo modo di abitare e vivere a Milano, che si riempie di oggetti dalle linee dinamiche, arcuate e spaziali, a ricordare che l’uomo sta per allunare e che il mondo diventa sempre più… piccolo.

Ma qualcosa si crepa, è inevitabile. Qualche inciampo, piccoli incidenti di percorso e quell’incanto comincia a sembrare effimero. Il radioso avvenire della capitale morale d’Italia si oscura con i fumi della bomba di Piazza Fontana. Ed ecco l’epilogo di un periodo d’oro, forse davvero irripetibile.

Una mostra intensa, piena di immagini di un passato non tanto lontano e di cui, ancora oggi, si vedono i frutti ma soprattutto, se ne intuisce la grandezza.

Milano Anni ’60
Palazzo Morando, fino al 9 febbraio 2020

Costo a persona € 18

Milano Anni ’60

Sant’Ambrogio e la sua basilica

TI RACCONTO MILANO

Sant’Ambrogio, la più nota delle cosiddette “basiliche ambrosiane”, è uno dei luoghi più rappresentativi della città.

Visitarla con l’occhio attento del curioso e con l’ausilio di uno studioso, consente di ripercorrere la storia che, dalle origini tardo-antiche al rinnovamento del IX-XI secolo, ha reso il complesso uno dei maggiori esempi di Romanico in Italia.

Si comincia dalla famosa Colonna del diavolo, proprio dov’era, un tempo, il cimitero dei martiri e dove Ambrogio decise di fondare la basilica per custodire i corpi di Gervasio e Protasio. Ed ecco l’austero quadriportico che nasconde, per poi rivelarla, la facciata a capanna della chiesa ed il raffinato portale realizzato negli stilemi del romanico più puro.
Intorno, una selva di capitelli abitati da animali fantastici ed elegantissimi intrecci vegetali.

All’interno, fulcro dell’attenzione è l’altare d’oro, capolavoro di oreficeria semplicemente unico al mondo.

Oltre ad esso, il sarcofago detto ‘di Stilicone’, con Adamo ed Eva, Elia e il carro e Noè su una stranissima arca. Il ciborio ottoniano ci trasporta alla corte della santa Adelaide di Borgogna e il mosaico dell’abside ci racconta di uno strano miracolo e di due amici, Ambrogio e Martino.

La visita si chiude nel sacello di San Vittore in Ciel d’oro, la cui cupola custodisce l’unico ritratto pervenutoci di Ambrogio, di un realismo stupefacente… orecchie a sventola comprese!

Costo a persona € 14

Sant’Ambrogio e la sua basilica

Battisteri e Santa Tecla

Cosa c'è sotto il Duomo?

La Milano cristiana ha origini antiche: sotto il Duomo, celati agli occhi di passanti e turisti, si conservano i resti di due battisteri, sconosciuti anche agli stessi milanesi!

Uno accolse il futuro vescovo Ambrogio, giunto a Milano con altri destini, l’altro accolse Agostino, la notte della vigilia di Pasqua del 387. Sono anni intensi, di lotte tra niceni e ariani. L’Imperatore lascia tutto nelle mani del vescovo, che si prodiga anche come architetto, per costruire una difesa tangibile al dilagare delle eresie.

In un percorso suggestivo e svolto quasi interamente sotto terra, tra sepolture antiche e medioevali, si visita il battistero, grande edificio del mondo tardo-antico, sigillato dal tempo e dagli uomini, simbolo potente dell’azione antiariana del vescovo. Accanto, ecco i resti della nova, la basilica di cui parlano le fonti, simile alla prima San Pietro: discreta presenza nel mezzanino della nostra metropolitana!
E infine, il battistero di Santo Stefano, tra i più antichi conservati del mondo cristiano: una voce di 1500 anni fa ci dice che l’acqua scendeva addirittura dalle colonne!

Il percorso segue l’antica topografia religiosa di Milano, all’epoca capitale dell’Impero Romano d’Occidente, protagonista indiscussa del secolo che si apre con l’Editto di Costantino e si chiude con Ambrogio, e che vede il mondo d’allora sedersi continuamente al tavolo dei concilii per stabilire dogmi e credo.

Se non li avete mai visti, questa è l’occasione giusta, anche perché le ricerche hanno portato a nuove considerazioni, soprattutto sulla chiesa di Santa Tecla! Che aspettate???

Costo a persona € 15

Battisteri e Santa Tecla

Il Conservatorio di Milano

Una visita speciale!

È uno di quei luoghi che spesso vediamo solo da fuori. Un bel palazzo, vero, con un magnifico cortile e la vicinanza ad una delle chiede più belle e più grandi della città.

Ma stavolta abbiamo deciso di bussare e farci aprire le porte di questa sorta di… tempio della musica. No, non è necessario acquistare il biglietto di un concerto, ma semplicemente trovare un momento in settimana, al pomeriggio, ed ecco che il piccolo miracolo è fatto.
Si apriranno le porte delle aule del Conservatorio e avremo modo di sentirlo raccontare da una guida d’eccezione, un docente entusiasta, un Maestro molto accogliente che ci accompagnerà alla scoperta della vita interna alla scuola, tra strumenti musicali, ragazzi appassionati e un incanto di note volanti.

Perché no? La visita sarà arricchita da notizie storiche e qualche aneddoto, dal ricordo di chi è passato di lì, dal racconto dei fatti accaduti dalla fondazione del Conservatorio e dei motivi per i quali è considerato un fiore all’occhiello della nostra Milano.
Quindi… vi aspettiamo numerosi!

Via Conservatorio, 12

Costo a persona € 10

Il Conservatorio di Milano

Impressioni d’Oriente

Arte e collezionismo tra Europa e Giappone

Ebbe l’idea di attaccare alle pareti qualche piccolo ninnolo giapponese; e comperò con 5 franchi tutta una collezione di carta crespata: piccoli ventagli e piccole ventole, con cui nascose le macchie troppo visibili della tappezzeria. Applicò sui vetri della finestra dei “trasparenti” rappresentanti battelli sui fiumi, voli di uccelli attraverso dei cieli rossi, delle dame multicolori al balcone e processioni di pupazzetti neri su pianure piene di neve. Il suo alloggio grande appena per dormirci e sedercisi, ebbe ben presto l’aspetto dell’interno di una lanterna di carta dipinta.”

Guy de Maupassant descrive così il restyling operato dal suo Bel Ami, in attesa dell’amante che va a trovarlo a casa.
Sono solo poche righe tratte da un romanzo, ma condensano magistralmente la pervasività della fascinazione dell’Occidente nei confronti del Giappone. Un entusiasmo che contamina tutto, anche il quotidiano, che non si limita alle élites, ma arriva perfino alla dimora modestissima del piccolo arrampicatore sociale.

Arte, storia, etnografia, il MUDEC si propone di indagare tutti gli aspetti del giapponismo in Europa, ma soprattutto in Italia e i Francia. Lo fa con una mostra entusiasmante aperta fino al 2 febbraio 2020.

Un viaggio esotico e raffinato lungo le vie della seta…

Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone
Milano, MUDEC 1 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020

Costo a persona € 23,00 inclusi biglietto e auricolari

Impressioni d’Oriente

Canova e Thorvaldsen

La nascita della scultura moderna

Una vera chicca per gli amanti del Neoclassicismo!
Le Gallerie d’Italia mettono a confronto due mostri sacri della scultura del primo Ottocento. Antonio Canova, l’italiano che trasforma il marmo in ‘vera carne’ e Bertel Thorvaldsen, il danese che crede nella purezza assoluta.
Entrambi romani d’adozione e intrisi di cultura classica, Canova e Thorvaldsen hanno letteralmente determinato il mercato della scultura di inizio Ottocento, producendo statue e rilievi destinati alle élites di tutta Europa, supportati da mecenati eccellenti e acclamati dal pubblico.
Entrambi a capo di botteghe all’avanguardia, per tecnica e capacità imprenditoriale, nel cui prodotto si rispecchia non solo l’inclinazione artistica, ma anche il costume di un’epoca di grandi trasformazioni.

150 opere, 17 sezioni tematiche… insomma una mostra eccezionale, che intende indagare tutti gli aspetti delle loro carriere parallele e le sfide, dichiarate, a colpi di scalpello!
Un’operazione complessa, che riesce grazie ad una rete di collaborazioni tra istituzioni museali straordinarie: l’Ermitage di San Pietroburgo, il MET di New York, il Getty di Los Angeles, il Prado di Madrid, solo per citarne alcuni.

Un viaggio imperdibile nella bellezza, in equilibrio tra natura e idea!

Canova e Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna
Milano, Gallerie d’Italia 24 ottobre 2019 – 15 marzo 2020

Costo a persona € 18,00 inclusi biglietto e auricolari

Canova e Thorvaldsen

PARIGI, VILLE LUMIÈRE

5/8 dicembre 2019

Parigi nelle parole di uno dei suoi tanti illustri ospiti non è altro che un’immensa rete dorata, in cui ogni tanto bisogna cascare, volere o non volere.
Una rete che manda baluginii guizzanti, seducenti e ammalianti, che avvolge e imprigiona insieme, lasciando senza fiato. Tutto intorno, un tourbillon di luci, quelle delle ribalte, del lungo Senna, dei Caffè tiratardi agli angoli delle piazze e delle notti profumate di un dicembre in festa. Qui ci si può perdere mentre si scopre di essere vicini al centro del mondo, vicinissimi.

Proprio come in una danza, ritmata dalle musiche fin-de-siècle che provengono dalle sontuose sale dell’Opera Garnier, il profilo della città si solleva mollemente sulle punte, là dove sono la Tour Eiffel, Montmartre e l’Arc de triomphe, si piega assecondando il corso del fiume, lambendo le rive sacre dell’Île-de-la-Cité, dove riposa, piagata, Nostra Donna e la Sainte-Chapelle, capolavoro del gotico rayonnant. Scavalca il pont des Arts, romantico per romantici, e i tanti quartieri, quelli nati un secolo e mezzo fa dalle carte elaborate di un potente urbanista, ordinata teoria di eleganti edifici – ed ecco Rue de Rivoli, e quelli dove ancora si respira una genuinità che sa d’antico, tra cortili nascosti e piccoli bistrot – e laggiù c’è il Marais. Infine si china davanti a veri e propri templi della bellezza, concentrati purissimi della grazia che ha riempito le mani degli scultori di Milo e di Samotracia, dei pittori di umili Vergini sedute tra le rocce e di fluttuanti Ninfee, di malinconiche notti stellate e di giovani parigine danzanti al Moulin de la Galette. Louvre, Orangerie, Orsay: ecco schiere di artisti in pellegrinaggio dall’uno all’altro per conoscere e, in fondo, imparare a convivere e competere con questa bellezza.
I giardini, le fontane e le piazze della Ville Lumière fanno da contrappunto musicale a ideali passeggiate serotine, a braccetto di scrittori e intellettuali, Mademoiselles e Messieurs, oggi come cento anni fa consapevoli di essere nell’unico luogo dove si doveva essere.
Qualcuno di loro sussurra che “respirare Parigi conserva l’anima”. Sarà così?

PARIGI, VILLE LUMIÈRE

De Chirico

A Palazzo Reale

De Chirico a Palazzo Reale. 100 opere per raccontare la parabola artistica di Giorgio De Chirico a Palazzo Reale a Milano dal 25 settembre al 19 gennaio 2020.

Una storia artistica complessa quella di Giorgio De Chirico, che lascia in realtà solo un po’ di spazio all’invenzione della celeberrima Metafisica – “Metafisico? Così dicono” commentava lui stesso intervistato – per estendersi ben oltre, snodandosi lungo una strada assolutamente personale e articolata.
La nuova mostra di Palazzo Reale ci racconterà della fascinazione del giovane artista per i romantici tedeschi, eco di una classicità mitizzata e causa del sentimento nostalgico dei suoi primi dipinti, ispirati alla terra della sua infanzia, la Grecia.
Poi la Francia, negli anni ’10, dove ferve il Cubismo con le sue urgenze formali; la Grande Guerra e l’arrivo a Ferrara, città ostica ma anche imprescindibile, dove nasce la Metafisica.
Poi l’incontro coi classici del periodo romano: Raffaello, Michelangelo, Tiziano, che depurano il romanticismo ereditato da Böklin e rafforzano la tecnica nell’epoca del “rappel à l’ordre”. E l’interesse cromatico per Rubens, per il tocco di Renoir e il realismo barocco dell’ultima stagione creativa che solo in anni recenti abbiamo imparato a guardare con interesse.

I Manichini, gli Archeologi, i Gladiatori, i cavalli… sono solo alcuni dei protagonisti delle opere del pittore ‘del mistero laico’, secondo cui: “Ogni cosa ha due aspetti: uno corrente, quello che vediamo quasi sempre e che vedono gli uomini in generale; l’altro, lo spettrale o metafisico, che non possono vedere che rari individui in momenti di chiaroveggenza”.

Le opere in mostra provengono da molti importanti musei internazionali tra i quali la Tate Modern di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Centre Pompidou e il Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi.
Ed anche la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) di Roma, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, la Menil Collection di Huston e il MAC USP di San Paolo in Brasile.

De Chirico
Milano, Palazzo Reale, 25 settembre – 19 gennaio 2020

Costo a persona € 22,00 inclusi biglietto e auricolari

De Chirico

Collezione Thannhauser – Guggenheim

Da Van Gogh a Picasso

L’evento espositivo più atteso dell’autunno milanese apre le porte a Palazzo Reale il 17 ottobre: circa 50 opere della prestigiosa Collezione Thannhauser, donata alla S. Guggenheim Foundation newyorkese nel 1965.
La Collezione Thannhauser. Da Van Gogh a Picasso approda a Milano dopo essere stata, nei mesi scorsi, nella sede stessa della Fondazione Guggenheim a Bilbao, un museo che a 25 anni dall’apertura resta un indiscusso campione di incassi! Come non essere orgogliosi del fatto che sia ora Milano ad ospitare quest’evento tanto mediatico quanto di eccezionale qualità?!
Ci piace anche l’idea che Milano perseveri nell’offrire, con le sue mostre, una prospettiva che non si limita a dare rilievo alle opere ma che punta i riflettori sulla figura dei grandi Collezionisti e delle istituzioni, in un percorso cominciato lo scorso anno con le opere del Philadelphia Museum of Art.
È oggi la volta della famiglia Thannhauser, la cui storia comincia con l’apertura della Moderne Galerie a Monaco nel 1909 – dove espone per la prima volta il Cavaliere Azzurro di Kandinskij – e prosegue tra l’Europa e gli Stati Uniti, superando guerre e deportazioni, per convergere, con molteplici lasciti, alla Fondazione Guggenheim nel 1965.
Le opere che costituiscono la collezione – meno di 90 in tutto, di cui 50 a Milano e solo una trentina normalmente esposte a NY – sono una straordinaria testimonianza del passaggio dall’Impressionismo all’Astrattismo. I nomi? Renoir, Manet, Picasso, Braque, Van Gogh, Cézanne, Kandinskij, Marc, Rousseau, Derain, Matisse… Cosa ne dite? Pronti?

La Collezione Thannhauser. Da Van Gogh a Picasso
Milano, Palazzo Reale 17 ottobre – 1 marzo 2020

Costo a persona € 22,00 inclusi biglietto e auricolari

Collezione Thannhauser – Guggenheim

Mantova e Giulio Romano

MOSTRA: "GIULIO ROMANO: ARTE E DESIDERIO"

Con nuova e stravagante maniera: questo il titolo di una delle due mostre dedicate dal prossimo ottobre al grande pittore, allievo di Raffello a Roma, che trovò fortuna e prestigio presso la corte dei Gonzaga.

Mantova (UNESCO) omaggia Giulio Pippi detto Romano con una mostra che coinvolge due sedi: Palazzo Te, dove il Romano ha lasciato una sorta di testamento pittorico straordinario nella celeberrima “Caduta dei Giganti”, e Palazzo Ducale, noto per la famosa Camera Picta del Mantegna, tornata visibile con un nuovo percorso dopo il terremoto.

Il Te ospita la mostra dal titolo “Arte e desiderio” e ci porta, attraverso le sue sale magnificamente dipinte, dentro il repertorio figurativo del Manierismo, acceso di una particolare sensualità e di erotismo: il confronto è tra gli affreschi di Romano e le opere provenienti da Musei nazionali e internazionali, accomunati dal carattere giocoso dell’invenzione erotica e dal divertissement che ne deriva.

Il Ducale ospita invece la mostra dal titolo “Con nuova e stravagante maniera”, nata dalla collaborazione con il Musée du Louvre, che ha prestato 70 disegni. Grazie a questi, è possibile ripercorrere l’iter inventivo del pittore e le sfaccettature della sua indole d’artista, da architetto a urbanista, da decoratore a pittore, in un dialogo serrato tra le tavole e gli affreschi degli appartamenti ducali.

Tra le due sedi, una passeggiata storica e suggestiva nel cuore della città virgiliana, “piccolo” capolavoro di bellezza.

Partenza alle ore 8:00 da San Donato Milanese, fermata MM3 
Il costo* comprende il viaggio a/r in pullman GT, gli ingressi ai siti elencati, la visita guidata, l’accompagnamento tecnico, il microfonaggio
*da confermare – non ancora noto il prezzo di ingresso alle mostre

Costo a persona € 75*

Mantova e Giulio Romano

Escursione a Modena

UNA STORIA PER IMMAGINI: DA WILIGELMO AL BERNINI

Modena, il Duomo, capolavoro di miracolosa bellezza, e le sue sculture, straordinaria invenzione nata dalle mani di un lapicida geniale, Wiligelmo. Costui, uomo uscito dall’anonimato del Medioevo, si rivela maestro sapiente nell’arte di dare vita alla pietra.
E di narrare una storia per immagini, la Storia per eccellenza.
In quel microcosmo popolato da sculture che è la facciata del Duomo di Modena, c’è un affascinante riassunto per immagini del concetto del sacro per un uomo dell’anno Mille.
Adamo ed Eva e la loro Creazione, la Cacciata dal Paradiso e gli anni di lavoro di Caino e Abele, l’Arca e il Diluvio, intorno ecco leoni, pantere, serpi, cervi e uomini in lotta con strane belve, Giano e i Profeti dell’Antico Testamento, tralci di vite e scene di vendemmia: una sorta di libro pieno di simboli da leggere con grande attenzione.

Ma Modena non è solo la sua Cattedrale: le Gallerie estensi sono un gioiello che si rivela pian piano, attraversando le sale del Palazzo dei Musei dove sono custodite le opere raccolte nei secoli dagli Este, operando scelte aristocratiche.

Ecco la quadreria, ricchissima, con una Pietà di Cima da Conegliano, la Madonna col Bambino del Correggio, il Velázquez e la Crocifissione di Guido Reni e le sculture in marmo e terracotta. Tra queste, capolavoro è il busto marmoreo di Francesco I d’Este del Bernini.

Da ultimo, una passeggiata in centro storico (UNESCO) tra il Duomo e la Piazza Grande, la Torre Ghirlandina e i palazzi signorili intorno, per respirare l’essenza genuina di questa piccola perla emiliana.

Partenza alle ore 8:15 da San Donato Milanese, fermata MM3 
Il costo comprende il viaggio a/r in pullman GT, gli ingressi ai siti elencati, la visita guidata, l’accompagnamento tecnico, il microfonaggio

Costo a persona € 65,00

Escursione a Modena

Leonardo al Castello: la Sala delle Asse

Leonardo 500

Siamo nel cuore del Castello Sforzesco, alla base della torre della Falconeria.
È il 1498, un anno denso di accadimenti, e a Leonardo è affidato un compito importante: quello di celebrare Ludovico il Moro, Signore della città.
La Camera dei Moroni, come viene chiamata dalle fonti, è decorata dal Maestro con un rigoglioso pergolato di gelsi, i cui rami sono legati l’uno all’altro grazie ad una corda dorata che disegna eleganti nodi e volute…
Ma per poco tempo viene ammirata dagli Sforza: arrivano presto i francesi e poi gli spagnoli e poi gli austriaci. E niente sarà più come prima. Cosa è successo alla sala?

I restauri non sono ancora finiti, è vero, ma per le celebrazioni leonardesche si è deciso di smontare i ponteggi ed aprire al pubblico – finalmente! – la Sala delle Asse. Nel 2020 le impalcature verranno rimontate per ultimare le indagini che hanno portato a straordinari risultati.
Intanto ci godiamo l’allestimento studiato per l’occasione, con la possibilità di salire su di una passerella per poter ammirare da vicino, come mai è stato fatto prima, il cosiddetto “Monocromo” di Leonardo, splendido brano autografo del Maestro.
E non solo: vengono proiettate immagini grafiche che aiutano a ricostruire la storia della sala, dalla genesi ai giorni nostri, che aiutano a vederla come doveva essere e che mettono in risalto le nuove scoperte. Perché ci sono novità: la mano di Leonardo ha lasciato altri disegni, mai visti prima d’ora, sulle pareti della sala!

Il tour prosegue nella Sala delle Armi, dove c’è la possibilità di incontrare… Leonardo e gettare un sguardo sulla Milano degli Sforza, con la proiezione di una mappatura visiva georeferenziata.

Vi aspettiamo numerosi!

Costo a persona € 18

Leonardo al Castello: la Sala delle Asse

Acànto e le mostre d’autunno!

Privacy Policy

Leggi la nostra Privacy policy

Leggi la nostra cookie policy

Dove andremo nel 2020!

Ecco l’anticipazione dei viaggi che ci aspettano nel 2020!
Ci siamo ispirate ad un Grand Tour, che d’Oltremanica si spinge al cuore del Mediterraneo, attraversando paesi e città straordinarie, terre antiche e luoghi dell’anima, culle di civiltà e bellezza. Venite con noi?
I programmi di viaggio con i dettagli e i costi sono disponibili a partire da circa 90 giorni prima della partenza: se siete interessati a qualche meta, scriveteci e vi terremo aggiornati! 

 

PADOVA E GLI SCROVEGNI
15/16 FEBBRAIO
Due giorni dedicati al Trecento, secolo d’oro per le arti, la musica, la letteratura, periodo di fioritura e prosperità, che ha lasciato a Padova testimonianze straordinarie
Duomo, Battistero, Chiesa degli Eremitani, Sant’Antonio, Palazzo della Ragione, Scrovegni

 

LAZIO ANTICO: LA VALLE DELL’ANIENE
26/29 MARZO
La campagna laziale, interrotta da morbidi rilievi, solcata dall’Aniene e da molte acque, svela i suoi tesori, incorrotti dal tempo e carichi di storia
Frosinone, Subiaco (Sacro Speco), Tivoli (Villa Adriana, Villa d’Este), Alatri, Palestrina (Tempio Fortuna Primigenia), Fiuggi, Anagni

 

PAESAGGI D’AUTORE: LE COTSWOLDS INGLESI
21/26 APRILE
Dolci colline, verdi radure, piccoli villaggi e placidi corsi d’acqua: un paesaggio uscito direttamente dalle fiabe, narrato dai poeti della mitica terra d’Albione
Oxford, Winchcombe (Sudeley Castle), Bourton-on-the-Water, Bibury, Cirencester (San Giovanni Battista), Castle Combe, Bath (Terme romane e Abbazia)

 

TRA DEI ED EROI: IN GRECIA CLASSICA
15/21 MAGGIO
Viaggio omerico che parte dal mito e dall’epica, percorre l’Attica e le sue coste sulle tracce di Eracle e Achille, dentro la culla della civiltà d’Occidente, dalle origini
Micene (Porta dei Leoni), Delfi, Atene (Acropoli, Museo Archeologico Nazionale), Epidauro, Laurion, Egina (Tempio di Afaia)

 

IL FRIULI: UDINE, CIVIDALE, AQUILEIA
6/8 GIUGNO
Mosaici paleocristiani, un piccolo tempio, capolavoro dell’arte longobarda, affreschi screziati di blu, permeati di luce magnetica in una terra unica, perfetta, orgogliosa
Sesto al Reghena (Santa Maria in Silvis), Gemona, Venzone, Grado, Cividale (Tempietto longobardo), Udine (Tiepolo), San Daniele, Aquileia (Complesso episcopale)

 

IL MEDIOEVO IN AQUITANIA E POITOU
18/24 GIUGNO
Viaggio in Francia dentro i “secoli bui” rischiarati da splendidi affreschi dell’anno Mille e oltre, vere Bibbie dipinte del Romanico; con un omaggio alla terra che ha accolto Leonardo
Berzé-la-Ville (Cappella dei Monaci), Nohant-Vic (Saint-Martin), Poitiers, Saint Savin, Angers, Lione, Loche (Cittadella reale), Amboise (Castello)

 

IL TIROLO E SALISBURGO: MONTI, LAGHI E MINIERE
25/30 LUGLIO
Riserve naturali e limpidi laghi alpini, monti altissimi e profonde grotte, e la nitida bellezza di affreschi e architetture, anche musicali, che permea questa regione intrisa di storia
Bressanone (San Candido), Salisburgo (luoghi mozartiani), Bad Ischl, Sankt Wolfgang in Salzkammergut (Pacher-Altar), Berchtesgaden (Nido dell’Aquila), Düerrnburg (miniere di sale), Schönau (lago Königssee), Zell am See

 

ISOLA NELL’ISOLA: LA SICILIA NORD-ORIENTALE
12/19 SETTEMBRE
Una Sicilia inconsueta, davanti al mare, profumata di sale, costellata di rovine e cattedrali normanne, ma plasmata in verdi monti che custodiscono borghi di raccolta bellezza
Catania, Giardini Naxos, Taormina, Etna (escursione al Cratere), Nebrodi, Madonie (borghi medioevali), Cefalù (Cattedrale), Milazzo, Tindari (Teatro greco)

 

I PAESI BASCHI E LA CANTABRIA
7/11 OTTOBRE
Davanti al Golfo di Biscaglia, modellata in scogliere e piccole insenature, la terra basca rivela i suoi tesori e la sua storia, dal Medioevo alle prodezze architettoniche del Novecento
Bilbao (Museo Guggenheim), San Sebastian, Santander, Vitoria-Gasteiz (Quartiere gotico), Burgos (Cattedrale)

 

SIENA E LA VAL D’ORCIA
23/26 OTTOBRE
Duccio, Simone Martini, Nicola e Giovanni Pisano: un florilegio di meraviglie artistiche in una terra plasmata dal tempo e dagli uomini in un paesaggio di pura grazia
Siena, Sant’Antimo (Abbazia), Montalcino (borgo), Bagno Vignoni, San Quirico d’Orcia, Pienza (Duomo e Palazzo Piccolomini), Monte Oliveto Maggiore

 

ALL’OMBRA DEI VULCANI: I CAMPI FLEGREI
5/8 NOVEMBRE
Una regione dall’illustre passato che ancora risplende di monumenti antichi, in riva al mare e sott’acqua, vicino a vulcani ormai spenti e ad altri silenti, con una corona d’isole intorno
Posillipo (Villa Imperiale Pausilypon), Grotta di Seiano, Bacoli (Piscina Mirabilis), Pozzuoli (Anfiteatro), Baia (Castello Aragonese), Miseno, Cuma

 

VIAGGIO AL NORD: AMBURGO, BREMA, LUBECCA
4/8 DICEMBRE
Grand tour delle città anseatiche, floridi porti dei secoli passati, ponti tra l’Europa, i Continenti e il Baltico, nelle cui acque si riflettono le luci della sera e… del Natale
Amburgo, Brema, Lubecca (Holstentor Porta Antica), Lüneburg, Schwerin (Castello), Wismar (Centro storico XIV sec.)

 

Dove andremo nel 2020!

L’ultimo Banksy e il Natale

Il Natale e gli Artisti

Andy Warhol, Santa Claus, dalla serie Myths, 1981

C’è stato un tempo in cui il Natale è stato un tema quasi predominante nella carriera degli artisti. Nella cultura occidentale non si contano le immagini dedicate alla Natività realizzate fin dagli albori del cristianesimo.
Poi è arrivata la modernità, e con essa il consumismo… e il Natale è diventato un fenomeno pop. Il Bambino nella mangiatoia è stato sostituito dall’anziano e cicciotto Babbo Natale, il bue e l’asinello sono diventati renne e dell’ambientazione naturalistica del presepe ci è rimasto solo l’albero.
Allora erano i Vangeli e la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine ad ispirare gli artisti. Poi c’è stata la Coca Cola.
A ben guardare però, anche questo Natale laico e commerciale dell’arte è già obsoleto. Sono belle e vintage le illustrazioni natalizie di Norman Rockwell, e forse anche il Babbo Natale inserito da Andy Warhol nella sua serie dedicata ai ‘miti’ negli anni ‘80!

Banksy e il Natale

Ma ci sono artisti che anche oggi continuano, a modo loro, a lasciarsi ispirare dal Natale.
Uno di loro è Banksy, di cui a Milano, in questo periodo, si chiacchiera parecchio per la mostra in corso al MUDEC. Ebbene, Banksy ha davvero un rapporto particolare con il Natale, cominciato nel 2002 e rinnovato anche quest’anno con la realizzazione del suo ultimo murale, misteriosamente comparso su un muro fino ad allora mestamente anonimo del Galles lo scorso 12 dicembre e intitolato Season’s greetings.

Santa’s Ghetto e lo spirito del Natale

La prima connessione tra Banksy e il Natale si manifesta alla fine del 2002, quando apre il Santa’s ghetto. Una stanzetta sopra un bar a Shoreditch trasformata in galleria d’arte pop-up. Si vendono lavori suoi e di altri writers e il manifesto che ne annuncia l’attività dice: “accessori per vandali in confezione regalo per tutta la famiglia”.
È Banksy stesso l’organizzatore e commenta l’evento dicendo: “sentivo che lo spirito natalizio si stava perdendo. Stava diventando sempre meno commerciale e sempre più religioso, così abbiamo deciso di aprire il nostro negozio per vendere cose inutili di cui non si ha bisogno”.
Da allora il Santa’s Ghetto si è ripetuto ogni Natale, ogni volta in un punto diverso della città di Londra.
In effetti l’occasione è commercialmente ghiotta, soprattutto nelle prime edizioni, qualcuno ha fatto affari d’oro! Fortunati che hanno però guadagnato la loro fortuna attendendo in fila per ore, o magari per tutta la notte, per poter varcare l’ingresso.

Santa’s Ghetto in Palestina

Banksy, The Walled off hotel in Betlemme

Nel 2007 il Santa’s Ghetto lascia Londra per approdare in Palestina, a Betlemme, dove Banksy aveva già dal 2005, realizzato graffiti sul muro di separazione. Che dire… il negozio pop-up natalizio, apre nella città della Natività.
Tra i tanti luoghi del mondo che recano traccia del passaggio di Banksy, Betlemme non è certo di secondaria importanza. Prima i graffiti, poi il Santa’s Ghetto e più tardi l’apertura del Walled off hotel. Quest’ultimo, aperto nel marzo 2017, è un vero hotel di lusso allestito in una palazzina che affaccia proprio sul muro. Anche in questo caso è Banksy il deus-ex-machina.

Alternativity: La Natività a Betlemme secondo Banksy

Cosa manca? Nulla diremmo. E invece sì: pochi mesi dopo l’apertura dell’albergo “che offre la vista più brutta del mondo”, arriva persino il presepe vivente! E non si tratta certo di un’operazione modesta, a curare la regia c’è il premio oscar Danny Boyle, mitico regista di Trainspotting e The Millionaire, e anche della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra del 2012.
È così che per il Natale 2017 il parcheggio del Walled off hotel diventa il teatro di Alternativity (una Natività alternativa, non c’è che dire!), pubblico dal vivo per l’occasione e molti spettatori in poltrona per il documentario trasmesso qualche giorno più tardi dalla BBC2.

Season’s greetings, Banksy per il Natale 2018

Banksy, Season’s greetings, Port Talbot, Galles

Insomma, è chiaro che il Natale per Banksy non è un evento di secondaria importanza. E anche quest’anno è arrivato puntuale il suo augurio in forma di murale. Season’s greetings è un messaggio di Natale diverso, meno politico forse, certamente più ecologico. Un bimbo guarda in su e aspetta a bocca aperta la neve che cade fresca sulla lingua… ma basta girare l’angolo per capire che la neve non è neve, bensì la cenere prodotta da un cassonetto in fiamme!
Lo stencil è apparso il 12 dicembre scorso sul brutto muro di un garage a Port Talbot, una cittadina industriale del Galles, storica sede di acciaierie, che pare essere disastrosamente inquinata.

Tra senso e iconografia

Di sicuro questa carrellata di ‘attività natalizie’ di Banksy apre la strada a molteplici prospettive di lettura. La distanza tra una Natività di Giotto, Botticelli o Tiziano e ognuna di queste singolari operazioni banksyane intrise di marketing, provocazione, critica sociale –solo per cominciare- è praticamente incalcolabile.
Ma restando invece alle questioni estetiche e iconografiche, è impressionante notare come la genesi dell’una produzione sembri contenere già le premesse per la successiva, pur a distanza di anni.

Banksy, Giuseppe e Maria verso Betlemme, 2005

Si può risalire per cominciare fino al 2005, quando Banksy realizza una ‘cartolina natalizia’ che raffigura Giuseppe e Maria in viaggio verso Betlemme, impediti nel viaggio dal muro di separazione che si trovano di fronte. Si tratta di un’immagine che praticamente ogni Natale torna a circolare e diventare virale nel web, ma soprattutto di un chiaro precedente iconografico della performance/documentario Alternativity del 2017.

Bozzetto per Alternativity, 2017

E da uno dei disegni preparatori per la messa in scena di Alternativity -dove la produzione aveva dovuto sperimentare un po’ per riuscire a ‘far nevicare’ a Betlemme- non può non derivare il modello del bimbo per il nuovissimo Season’s greetings.
Per cosa sarà spunto quest’ultimo lavoro? Forse per gli auguri di Natale 2019? Non resta che attendere!

 

Nel frattempo, se avete voglia di visitare con noi la mostra A visual protest. The art of Banksy aperta al MUDEC fino al prossimo 14 aprile 2019, potete scegliere tra le date in calendario.

L’ultimo Banksy e il Natale

Newsletter

Tieniti aggiornato sulle nostre iniziative. Iscriviti con una email, puoi farlo usando il form.

Home

Acànto è una realtà culturale milanese nata nel 2005. Ci occupiamo della pianificazione di visite guidate ed eventi culturali dedicati ai milanesi e non, a chi vive a Milano e a chi è solo di passaggio.
Il nostro lavoro, e anche il nostro divertimento, consiste nel presentare Milano per ciò che è: una città che ci entusiasma e che attende solo di essere scoperta. Per questo costruiamo con cura i nostri percorsi e personalizziamo il più possibile le proposte, perché siano davvero a misura di ogni vostra richiesta.

Il territorio, l’arte e la cultura, sono il nostro habitat naturale e con lo stesso entusiasmo e passione che riserviamo alle visite guidate a Milano, creiamo viaggi in Italia, in Europa e nel mondo.

Scopriteci!

Home

Tour in città ed escursioni

VISITE GUIDATE IN CITTÀ E GITE FUORI PORTA

Qui puoi trovare l’elenco delle nostre visite ai Palazzi, Chiese, Musei e siti storici di Milano in programmazione nei prossimi mesi e che sono già in calendario. Trovi anche le mete delle nostre prossime escursioni.

Scrivici se vuoi segnalare qualche visita o meta interessante!

Tour in città ed escursioni

Milano e il Cinema

1951 Locandina del film Miracolo a Milano

Il cinema ci permette di visitare luoghi che non conosciamo, di avventurarci nelle terre selvagge, di scoprire i paradisi della natura e di viaggiare per le città del mondo…
Di
sicuro esistono luoghi che associamo al cinema più di altri. Un buon numero di città ha questa caratteristica: la Los Angeles di Hollywood, l’eternamente iconica New York e Parigi, dove il cinema è nato. Per l’Italia la città del cinema è Roma, dentro e fuori da Cinecittà… ma Milano?

Milano e il cinema

Ebbene, anche a Milano ha qualcosa da offrire quando si parla di cinema. In realtà, potremmo addirittura spingerci a dire che gli inizi italiani della settima arte hanno più a che fare con Milano che con qualsiasi altra città italiana. Eppure dopo questa partenza entusiastica, il cinema ha cambiato indirizzo. Sarà che i milanesi sono troppo pragmatici, sarà che hanno intuito subito il potere dell’industria americana, sarà anche che l’organizzazione dello stato fascista ha fatto di Roma il suo baricentro. Insomma, sarà per un intreccio di ragioni, ma la storia del cinema milanese è rimasta nell’ombra.

Milano e il cinema a Palazzo Morando

È proprio per riaccendere i riflettori sul rapporto tra Milano e il cinema -questa storia d’amore e business che sa anche un po’ di poesia- che Palazzo Morando, dedica a questo tema la nuova mostra curata da Stefano Galli. Ed è appassionante accorgersi, mentre ci si muove tra le sale allestite, di quanti siano i contributi di Milano al cinema. Tanti sono i film iconici girati nella nostra città. Addirittura possiamo affermare che Milano abbia generato dei generi cinematografici veri e propri: avete mai pensato a dove si produceva il mitico Carosello? Al cinema documentaristico che ha raccontato l’industria negli anni del boom? E che dire del mitico genere ‘poliziottesco’ degli anni ’70, cullato tra le vie dell’allora, ahinoi, capitale del crimine?

Milano e il cinema: un esempio di successo

1932 Gli uomini che mascalzoni

Ecco, sì, ci vuole forse un esempio per dimostrare la sostanza del rapporto tra Milano e il cinema. Uno, efficace, lo offre un film del 1932: Gli uomini che mascalzoni… , girato a Milano e protagonista del Festival di Venezia, il primo, perché anche la Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia, primo festival cinematografico del mondo, nasceva proprio quell’anno!

I primati di questa pellicola sono tanti. Per esempio, è questo il film che lancia il 32enne Vittorio de Sica, al suo primo ingaggio importante, nell’olimpo delle star.

Parlami d’amore Mariù/tutta la mia vita sei tu!

1932 Copertina del disco Parlami d’amore Mariù

1932 è passato pochissimo tempo dal passaggio al sonoro, e la canzone che de Sica, nei panni dell’autista Bruno, canta alla bella commessa Mariuccia/Lya Franca è un altro piccolo miracolo di Uomini che mascalzoni. Si tratta dell’indimenticata Parlami d’amore Mariù!
La casa di produzione romana Cines non la voleva nemmeno. È il regista, benedetta furbizia del mestiere, che mente dicendo di aver ormai già girato la scena e di non poterla rifare per poterla utilizzare al posto della ‘musica d’organetto’ prevista dalla sceneggiatura. Oggi, forse, la si ricorda più del film stesso.

Il cinema dei telefoni bianchi

Il regista è Mario Camerini, uno dei padri del cinema dei ‘telefoni bianchi’, diffuso a partire dal 1936. Uomini che mascalzoni è un precursore di questo filone iconico in cui i ‘telefoni bianchi’ sono il simbolo del benessere. Bianchi sono gli apparecchi telefonici dei signori, più costosi di quelli neri, in bachelite.

Al di là del nome, il cinema dei telefoni bianchi è quello della nascita della società dei consumi. Il trionfo del funzionalismo del Bauhaus che permette la qualità a domicilio, l’oggetto di prestigio prodotto in serie che arriva nelle case dei ricchi. I film dei telefoni bianchi raccontano l’Italia che diventa moderna, industriale, produttiva. L’Italia del duce che si ridefinisce nel progresso.

Perché Milano?

La trama di Uomini che mascalzoni è una semplice storia d’amore, con le sue peripezie, i momenti buffi, gli equivoci, una storia che si potrebbe ambientare ovunque. Ma è Milano che sostanzia l’identità di questo film. Perché scegliere di girare qui? Perché l’Italia del 1932 non è esattamente quella dei telefoni bianchi, più spesso è arretrata, analfabeta, senza lavoro. E se si vuole descrivere il progresso, l’ottimismo, l’idea del lavoro come mezzo di riscatto sociale, allora ci vuole Milano, la città più produttiva e moderna d’Italia, specchio dell’ambizione e dell’intrapresa borghese.

Le riprese in esterni

Non solo si gira a Milano, ma per la prima volta lo si fa in esterni. Ecco un altro primato tutto milanese: niente più teatro di posa, si va in strada, le inquadrature stanno attente a restituire il ritmo della città, il suo dinamismo.

Il film apre con la facciata del Duomo. La profumeria dove lavora la protagonista è in via Dante, quasi al Cordusio. Bruno/de Sica, ritira l’auto del suo padrone dall’officina di Piazzale Baracca. Ci sono le pubblicità sui cartelloni e sulle insegne: Alemagna, Motta, Coca Cola, la Rinascente e il Cinzano… Ci sono i tram che corrono per le vie e soprattutto, vero simbolo della modernità che avanza, c’è la Fiera Campionaria!

Milano e il cinema, un altro modo di scoprire la città

1972 Locandina di Milano calibro 9

Ecco fatto, basta un solo film per intuire come la Milano città della moda e del design abbia qualcosa da raccontare anche sul cinema. Ci fermiamo qui, ma se siete incuriositi, seguite una delle nostre visite guidate alla mostra Milano e il Cinema!

In fondo, il cinema è un modo diverso di continuare ad esplorare la città e comprendere la natura dei suoi abitanti. Un modo colto, a volte nostalgico sicuramente originale.

Milano e il Cinema , informazioni:
8 novembre 2018  / 10 febbraio  2019
Palazzo Morando, Milano
Orari:
martedì/mercoledì – venerdì/domenica 10.00-20.00
giovedì  10.00 – 22.30 
Per maggiori informazioni visita il sito della mostra
Per visitare la mostra con noi, scrivici, o scegli una data in calendario.
Milano e il Cinema

Galleria Vittorio Emanuele II. Tra storia e mondanità

Stupefacente esempio di architettura celebrativa, la Galleria Vittorio Emanuele II è l’unica in grado di rubare attenzione alla maestosità del Duomo.

Un passage all’europea come nessun altro

Aperta sulla piazza del Duomo attraverso il grande arco monumentale, la Galleria è stata costruita tra il 1865 e il 1867. L’ispirazione arrivava allora dalle grandi città europee più a nord, dove i passage commerciali erano, a dire il vero, una moda già in declino.  Non siamo stati i primi ad avere l’idea dunque, è vero, ma la scala monumentale della nostra galleria ha rivitalizzato l’intero genere e rivoluzionato il panorama delle gallerie europee. 32 metri di altezza per la copertura, che salgono fino a 47 al sommo della cupola centrale, il cui diametro misura 39 metri… ed ecco che la nostra si trasforma in un modello per tutte le altre città, e continua ad esserlo.

“Per le sue proporzioni la realizzazione italiana lascia molto indietro tutto quanto l’ha preceduta” scriveva Pierre Planat nel 1889 in Encylopédie de l’architecture et de la construction.

Galleria-Vittorio-Emanuele-II
Galleria Vittorio Emanuele II nei disegni dell’architetto Giuseppe Mengoni

Sotto un cielo di cristallo

Grazie ad una complicata logistica e a un nutrito gruppo di capaci operai, la costruzione prende forma in soli 2 anni e la Galleria viene inaugurata il 15 settembre del 1867, proiettando Milano nella modernità! Il completamento della copertura e della cupola centrale  in ferro e vetro richiede 5 mesi di lavoro: tempi brevissimi per una tecnica e dei materiali allora innovativi. Ne vale la pena, una volta completata, la grandiosa volta trasparente ne diviene l’emblema.

Grandeur e mistero in Piazza Duomo

Se la copertura in ferro e vetro dona un’allure modernissima, è l’arco d’accesso monumentale aperto sulla piazza del Duomo a renderla iconica.
Il completamento dell’arco è quello che richiede maggior tempo, intralciato da problemi finanziari e da una non brillante gestione da parte delle ditte appaltatrici. Per questo bisogna aspettare una seconda inaugurazione ufficiale, alla fine del febbraio 1878, per godere del nuovo monumento nella sua completezza. Ma non sarà un’occasione spensierata ed entusiastica come la precedente: Giuseppe Mengoni, architetto dell’intero progetto, precipita dalle impalcature pochi giorni prima della cerimonia. Un incidente? Un suicidio motivato dalle preoccupazioni finanziare che la costruzione ha comportato? Nemmeno l’inchiesta ufficiale aperta dopo la disgrazia ha saputo dare una risposta.

Shopping in Galleria Vittorio Emanuele II

Galleria Vittorio Emanuele II

Nonostante tutti i problemi, la Galleria è un successo fin dalla sua prima apertura. I milanesi la affollano e le attività commerciali si moltiplicano, non solo nei negozi predisposti al piano strada, ma anche negli ambienti interni. Sartorie, orologiai, fotografi e decoratori, editori e redazioni di riviste e quotidiani allestiscono qui la loro sede.

da allora ad oggi, poco è cambiato. La Galleria continua ad essere protagonista del commercio Milanese, e lo dimostra la gara tra le grandi firme della moda per avere una vetrina affacciata sull’Ottagono!

Pranzare in Galleria Vittorio Emanuele II

Lo shopping in Galleria è una cosa seria, ma il segreto ultimo del suo appeal, sono i suoi luoghi di aggregazione, bar e ristoranti. Ci sono quelli storici, come il mitico Camparino, che è in Galleria da sempre e conserva i suoi arredi originali e i bellissimi mosaici alle pareti dietro il bancone, e c’è Motta Milano 1928, storico anch’esso, ma da poco rinnovato nelle forme, e il ristorante Savini, il cui nome a Milano fa rima con tradizione. Ma Milano è una città che sa essere contemporanea e dare spazio a nuove storie, e così dal febbraio 2018, è arrivato Cracco in Galleria, 5 piani dedicati al cibo e al glamour firmati dall’iconico chef televisivo Carlo Cracco.

Riti in Galleria. Il  ‘rattin’

Il ‘rattin‘ conservato a Palazzo Morando Costume, Moda, Immagine

In conclusione, cos’è che rende la Galleria tanto cara ai milanesi? La risposta è semplice: le tradizioni! Non illudiamoci, i milanesi continuano ad essere pratici e frettolosi, ma non si dimenticano delle loro abitudini, né di celebrare i loro riti.  Il più datato di questi si ripeteva ogni sera al crepuscolo, quando un aggeggino piccolo e sofisticato correva lungo il diametro della cupola innescando le 600 fiammelle dell’illuminazione a gas. Un trenino minuto, tecnologico e dotato di freni e regolatore di velocità, che correva veloce sulle rotaie circolari, come un topolino. Era l’indimenticato ‘rattin‘, la cui performance ha incantato i milanesi per 18 anni, fino all’avvento dell’elettricità!

Le maestranze della Union des Gaz with the ‘rattin’ nel 1867

Il toro in Galleria

Se il  ‘rattin’ è andato in pensione (ma possiamo ancora vederlo a Palazzo Morando, dove è conservato con amore in una teca), un altro rito sopravvive in Galleria e gode di ottima salute: un bel giro di tacco sulle palle del toro! Ecco la storia: il pavimento della Galleria è un bellissimo mosaico di pietre e smalti colorati, punteggiato di riferimenti celebrativi e geografici. Tra questi i simboli delle città di Milano, Roma, Firenze e Torino. Perché queste quattro? Beh, Milano perché siamo a Milano, Torino perché prima capitale dell’Italia unificata dal 1861 al 1865. Firenze, capitale d’Italia fino al 1871 e Roma, capitale d’Italia ancora oggi. Lo stemma di Torino rappresenta un toro… e per ragioni misteriose (tralasciamo tutte le storielle poco credibili che si raccontano) a Milano crediamo che fare pirouettes sul toro porti fortuna. Tre giri, puntando sul tacco, in senso anti-orario e mi raccomando, non ovunque sul toro… ma sui suoi attributi!

Il tori in Galleria Vittorio Emanuele II

Una piccola e deliziosa mostra al Castello Sforzesco ha raccontato la storia della Galleria Vittorio Emanuele II la scorsa primavera, fino al Marzo 2018.

Se volete scoprire tutto della Galleria Vittorio Emanuele II, SCRIVETECI, organizzeremo il tour perfetto per le vostre esigenze.

Galleria Vittorio Emanuele II. Tra storia e mondanità

Dove siamo stati

Qui trovate tutti i viaggi di Acànto, dal 2013 ad oggi: uno spunto per mete future, un suggerimento per nuove destinazioni, un invito a riscoprire insieme le bellezze d’arte e natura!

ROMA PRIVATA, ROMA SCONOSCIUTA
8/11 novembre 2019 (replica del viaggio di marzo 2019)

IL SANNIO ANTICO E MEDIOEVALE
16/20 ottobre 2019
Una terra antica, affacciata sul mare, solcata da fiumi, verdeggiante di boschi. Popolata da millenni, il suo nome le deriva da orgogliose genti italiche, guardiani di un territorio impenetrabile. Una terra disegnata da arcane divinità e attraversata da vie d’erba che danno forma ad un paesaggio rimasto inalterato per secoli. Ecco Chieti col Guerriero di Capestrano; Sepino bella per il foro e il teatro romani; Pietrabbondante col santuario dedicato alla Vittoria. Benevento longobarda, Termoli cinta da mura e turrita sul mare, Campobasso che siede alta tra due fiumi, Sulmona la bella madre di Ovidio e tutt’intorno i piccoli centri cullati dalle alture molisane.

PRAGA E LA BOEMIA MERIDIONALE
9/15 settembre 2019
Nel cuore verde d’Europa l’oro, la magia, la musica. Preziosa pietra incastonata lungo il nastro della Moldava, Praga siede regale da secoli e racconta una storia di principesse e castelli. Tutt’intorno, la terra boema, modellata in valli e colline, verde di un verde potente e fiero. Superbi dominano i castelli di Karlštejn e di Telč; le piazze monumentali di Slavonice e di Ceske Budejovice; a Kutná Hora si parla di un’immensa fortuna, costruita sull’argento. Nella quieta campagna riposa il villaggio di Holašovice. Dai meandri del fiume, bella tra le belle, sorge infine Český Krumlov, dalle innumeri storie da raccontare.

IL MEDIOEVO IN CARINZIA
27/31 luglio 2019
Boschi, foreste, piccoli laghi azzurri e, qui e là, qualche villaggio che sembra uscito da una fiaba. Sotto l’ombra di un monte altissimo si stende una terra verde e antica le cui radici sprofondano in un Medioevo mistico e fantastico. La rocca di Hochosterwitz, il monastero di Sankt Paul im Lavanttal, il lago di Wörth, Klagenfurth, sentinella delle rotte commerciali d’Europa, Friesach e Gurk che custodisce un Paradiso terrestre dipinto nei colori chiari del cielo, Sankt Veit an der Glan e Santa Maria Saal, accompagnano il viandante sulla strada che conduce a sud, attraverso i valichi alpini al di là dei quali ci accoglie Spilimbergo.

IN NORMANDIA
12/16 giugno 2019
Là dove la Senna entra nel mare, accompagnata da un fitto bosco e dal rumore lontano delle onde salmastre, si stende vasta la terra di Normandia. Antico approdo di feroci genti del Nord, rifugio nascosto di anime devote, ospite amabile di artisti geniali, innocente culla di eventi epocali. Tappe di questo viaggio, le spettacolari falesie di Étretat, le abbazie di Jumièges e di Caen, la cattedrale di Rouen, l’arazzo di Bayeux, la meraviglia di Mont Saint Michel, le spiagge dello sbarco e la deliziosa Honfleur, infine Giverny e il suo giardino.

IL CILENTO. TERRA MITICA TRA CIELO E MARE
16/19 maggio 2019
Lungo la costa che al tempo degli dei ha visto Ulisse resistere al canto delle sirene, si susseguono piccoli agglomerati di case e porticcioli, spiagge lunghissime e baie solatie. Il Cilento è un luogo quasi mitico, amato da dee ed eroi, abitato da monumenti eccezionali come i templi di Paestum e le rovine di Velia. Pittoreschi i borghi di Castellabate, Acciaroli e Agropoli, mentre più ad est, la Certosa di Padula e le Grotte di Pertosa completano in modo spettacolare un viaggio cominciato a Salerno, culla della scienza antica.

GIARDINI D’OLANDA
15/20 aprile 2019
Tutt’intorno un profumo. Non solo di fiori di primavera, ma di brezza marina, di campagna infinita, distesa sotto un sole discreto e mite. Lo sguardo corre lontano, fino all’orizzonte, dove la terra in qualche punto si immerge nell’acqua. In questa terra strappata al mare, impregnata per secoli del sudore dei contadini, fioriscono giardini e prosperano rigogliose fortunate città. Le tappe del viaggio: Keukenhof e i suoi tulipani, L’Aja, Leiden, Delft, Haarlem, Scheveningen, Kinderdijk, Utrecht e infine Amsterdam.

FERRARA, COMACCHIO E POMPOSA. A SPASSO NEL DELTA DEL PO
30 marzo/1 aprile 2019
Nelle terre che lentamente si immergono nel mare, accompagnate dal placido scorrere del Po, stormi di fenicotteri si librano sulle dense acque del delta. Con fatica e nel tempo questo paesaggio ha preso forma: lo sanno bene i viandanti e i pellegrini del Medioevo, che si avventuravano per queste lande nebbiose e trovavano rifugio nell’industre abbazia di Pomposa, nella potente e florida Comacchio e in Ferrara, fiore del Rinascimento, prima città moderna d’Europa.

ROMA PRIVATA, ROMA SCONOSCIUTA
8/11 marzo 2019
Roma. E la sua grande bellezza. “Privata”, nascosta o sconosciuta. Questo è un viaggio del cuore, che porta dentro luoghi intimi e silenti, nei palazzi e nei giardini, in aule segrete e chiese dorate, in lussuose ville e in impensabili musei. Ecco le chicche: il Convento di Trinità dei Monti, la Villa Maraini bella col suo giardino e il ninfeo, la Villa Farnesina decorata dalle mani divine di Raffaello, il Palazzo dei Penitenzieri, e ancora la Biblioteca Angelica, la basilica cattedrale e il Sancta Sanctorum, cappella privata dei pontefici. Infine un tuffo nel Novecento nella GNAM e un’immersione nell’Antichità in una Villa principesca, dimora esclusiva ad accesso… limitatissimo.

ANNO 2018

LUCI SU… BERLINO!
6/9 dicembre 2018
Ritmo, ebbrezza, fermento. Ecco l’essenza di Berlino, metropoli in continuo divenire, eclettica, un poco agitata, dove si trova tutto e niente. Si dice che Parigi è sempre Parigi e che Berlino… non è mai Berlino! Ma sono tante città in una: quella trionfale, forgiata dagli Hohenzollern, dalla porta di Brandeburgo alla Nuova Guardia; la città dell’Ovest dall’anima borghese; quella degli Ebrei e della loro memoria; la città del Muro e la città che va oltre, moderna e viva, palpitante nei soffitti di vetro e luce di Postdamer Platz; infine la città silente, quella dei Musei dell’Isola sulla Sprea.

IN PORTOGALLO. LISBONA, SINTRA, ALCOBAÇA
7/11 novembre 2018
Viaggio in compagnia di Saramago e Pessoa nella terra d’Occidente. Lisbona e il suo fascino imperituro, che nasce dall’azzurro del Tago e dai muri tappezzati di lucenti turchesi, si sposa col bianco delle case e danza coi raggi del sole che si insinuano nei suoi quartieri arabeggianti e nelle sue gloriose piazze. A corona di tanta regina, ecco Sintra, gioiello mirabile il suo Palazzo Reale, Batalha e Alcobaça, luoghi di preghiera scolpiti nella bellezza e infine Mafra, il cui convento vive ancora oggi nelle pagine pungenti di Saramago.

VARIAZIONI D’INCANTO. SALENTO E TERRA D’OTRANTO
19/22 ottobre 2018
Una terra in mezzo ai mari, ad oriente e occidente, dipinta di bianco e di verde intenso, quello dell’ulivo e del lentisco. Una costa fatta di sabbie cristalline da un lato e di falesie dall’altro. Il Salento, disteso placido tra un golfo e uno stretto, ci accoglie sotto il sole d’autunno: ecco Lecce, fiore barocco; Otranto e lo splendido mosaico; Gallipoli la “bella città” circondata dal mare; Soleto e Galatina con antichi affreschi e inaspettati;Brindisi adagiata in un porto singolare; Leuca, dove la terra finisce.

RAVENNA NUOVA COSTANTINOPOLI
13/15 ottobre 2018 (replica del viaggio di marzo 2014)

NEW YORK E BOSTON: WE LOVE USA!
17/26 settembre 2018
Viaggio dentro la contemporaneità: New York, poliedrica, caotica, assoluta e Boston, l’eleganza e il fascino della storia. Tutto a stelle e strisce. Su e giù per Manhattan, ecco il Metropolitan Museum, il MoMa, Greenwich Village e Wall Street, Ground Zero e l’Highline. Nel cuore del Massachusetts, meravigliosi tesori custoditi con cura tra le pareti amate da Isabella Stewart Gardner e i bellissimi patii pieni di luce del Museum of Fine Arts. E poi Harvard e il MIT e Yale, con i suoi Manet, Degas e Van Gogh quasi… sconosciuti!

LE VALLI DIPINTE: PASSEGGIATA IN ALTO ADIGE
28/30 luglio 2018
All’ombra fresca dell’estate, con le cime delle montagne vestite di luce, un sentiero antico di secoli ci conduce alla scoperta di preziosi tesori pittorici medioevali attraverso la Val Venosta e la Val Monastero. Ecco gli affreschi di San Procolo a Naturno, di San Benedetto a Malles e del monastero di Müstair nei Grigioni, documenti rarissimi di pittura carolingia, e i cicli romanici di San Giovanni a Tubre e quelli gotici di Castel Roncolo, alle porte di Bolzano, maniero illustrato con gli amori di Tristano e Isotta.

GAND, BRUGES, ANVERSA: IL BELGIO E LE FIANDRE
12/17 giugno 2018
Tra il Belgio e il mare: viaggio nel cuore dell’arte e della cultura fiamminga. Si comincia da Bruxelles, con i suoi Musei e le case Art Nouveau, poi Tournai con la sua Arca d’oro e Gand, in estasi dinnanzi al polittico dell’Agnello mistico. Il mare a Ostenda, i canali di Bruges, dove si incontrano l’anima nordica e la mediterranea, Michelangelo e Van Eyck, e la regale Mechelen, dalla superba cattedrale. Infine Anversa, città industre e florida sulla Schelda, città di mercanti e banchieri onnipotenti, custode dei capolavori di Rubens.

BASILICATA INTERNA: DALLE DOLOMITI AL MARE
16/20 maggio 2018
Matera, presepe scolpito, silente e immobile sotto i cieli delle Murge, le Dolomiti lucane, col volo dell’angelo a Castelmezzano, il santuario di Santa Maria d’Anglona, rosa tra le rose, la Rabatana di Tursi, appollaiata in cima ad una roccia: un percorso di continua scoperta in una terra dalla storia antica, custodita nei suoi mille musei. Ecco Potenza che racconta del suo passato indigeno, le greche Policoro e Metaponto con le Tavole Palatine, e infine Taranto, con gli ori del M.ar.ta, tra i più bei Musei Archeologici esistenti.

TRA MONASTERI E GOLE INCANTATE: VIAGGIO IN EXTREMADURA
4/8 aprile 2018 
Viaggio nella Spagna occidentale, al confine col Portogallo, in terre baciate dal sole e spazzate dai venti, lontano dal mare e dai grandi centri popolosi. Adagiate tra una collina e l’altra, coronate da essenze verdeggianti e ciliegi in fiore, ecco Càceres, Plasencia, i monasteri di Yuste e Guadalupe, ultimo eremo di Carlo V il primo, splendida preghiera di pietra e trafori innalzata alla Vergine il secondo, le stradine di Hervas, la pace secolare di Trujillo, la silente e millenaria Mérida, dall’anima antica e dal passato glorioso.

CAMPANIA FELIX: CAPUA, LA REGGIA DI CASERTA, SANTA MARIA CAPUA VETERE
16/18 marzo 2018
Campania felice, Campania florida. Plinio il Vecchio descrive così la fertilità di questa terra, bagnata da fiumi antichi. Qui ecco Santa Maria Capua Vetere, nota per l’anfiteatro; Capua moderna con le sue Matres Matutae; Caserta e la sua Reggia, nata all’ombra di Napoli ma rilucente di splendori, sbocciata in un parco costellato di fontane e coronato da un giardino di delizie; il Belvedere di San Leucio, esempio di luogo consacrato al lavoro; infine Casertavecchia, piccolo borgo dalla storia millenaria.

FIRENZE E LA PRIMAVERA DEL RINASCIMENTO
9/11 febbraio e 16/18 febbraio 2018
Viaggio nella Firenze del primo Quattrocento, quella abitata da ingegni straordinari, attenti al mondo circostante e affascinati dalla scienza e dalla perfezione formale delle cose. L’uomo, essenziale particella del mondo, diventa centro del pensiero umanistico e filosofico. Ecco la Firenze di ser Filippo (cupola del Duomo), di Masaccio (Cappella Brancacci), di Donatello (Museo dell’Opera del Duomo), di Beato Angelico (Convento di San Marco) e di Benozzo Gozzoli (Palazzo Medici Riccardi).

ANNO 2017

VIENNA, ELEGANZE DORATE NEL CUORE D’EUROPA
6/10 dicembre 2017
Viaggio sospeso tra musica e letteratura, arte e filosofia: Kraus, Schnitzler, Klimt e Schiele. Un tuffo nella Vienna del primo Novecento, al tramonto del sogno di potenza dell’Impero, nella città della Secessione e dei caffè, degli ingengi e dei sogni freudiani. Intorno, l’oro delle opere di Klimt e delle luci di un dicembre in festa, tra le regge asburgiche e i padiglioni forgiati dal genio di Otto Wagner. Con una piccola sosta ad Innsbruck, regina coronata da poderose montagne innevate.

NELLE LANDE IBERICHE, TRA VALENCIA, LA CASTIGLIA E L’ARAGONA
7/12 novembre 2017
Nella città del futuro disegnata da Calatrava, tra architetture futuristiche ispirate alla natura e torri medioevali che sembrano uscite da un romanzo, un viaggio all’indietro conduce direttamente al cuore di Valencia, città eclettica e sempre in movimento. Il suo entroterra è una verde distesa, punteggiata di rocche e di acque, come l’Albufera che placida custodice storie di fatica e sacrificio. Svettano per bellezza Xativa, Morella, Mirambel, Teruel, Albarracin, presepe di pietra rosa e Cuenca, con la cattedrale più ricca della Castiglia.

LE VILLE VENETE TRA I COLLI E LUNGO LA BRENTA
17/19 ottobre e 21/23 ottobre 2017
Sulle orme del Palladio, una passeggiata tra le dimore di delizia dell’entroterra veneto, con la suggestiva navigazione della Brenta tra i colori dell’autunno. Il Teatro Olimpico, Villa Capra La Rotonda, la Malcontenta e la Barbaro a Maser, con gli splendidi affreschi di Veronese; e ancora la Widmann e la Pisani a Stra, impreziosita dal giardino all’italiana e dall’elegante labirinto di bosso.

LUCENTI CONTAMINAZIONI: LA SICILIA OCCIDENTALE
13/20 settembre 2017
Fenici, Greci, Romani, Arabi, Normanni… Da questa parte dell’isola, quella che guarda all’Occidente, numerose sono le tracce del passaggio di popoli e culture. Tappe del viaggio Segesta, Mozia, Erice, l’araba Marsala, la fenicia Mazara, la magica Selinunte e la Valle dei Templi. E Palermo, in cui si intreccia il parlare arabo e quello normanno, nelle strade della Kalsa, nei colori delle pietre, tra le palme dei giardini. Infine Monreale, dove il sole è prigioniero dei mosaici che brillano fulgidi a rischiarare la “notte” medioevale.

TREVIRI, AQUISGRANA, COLONIA: VIAGGIO LUNGO IL RENO
13/19 giugno 2017
Tra il verde frondoso di valli e colline, il placido andare del Reno ci accompagna a scoprire la storia di una terra legata ad Ambrogio, al grande Carlo e al temibile Barbarossa. Ecco Zillis e Ulm riflessa nelle acque del Danubio; Spira e Worms e Coblenza, distesa tra Reno e Mosella. E poi Trier, la romana Treviri, Aquisgrana, amata da Carlo Magno e infine Colonia e i suoi Magi. Sulla via del ritorno, Lorsch e il suo antico monastero, le cascate di Sciaffusa, Costanza e la splendida isola di Reichenau, giardino di delizie.

TRA TERRA E MARE: L’ETRURIA LAZIALE
17/21 maggio 2017
Un tempo lontano, una terra felice tra il mare e i monti, con il cielo che si specchia in placidi laghi. Un popolo di straordinaria civiltà che fiorisce mentre Roma sta nascendo: gli Etruschi. Nella porzione del Lazio che si stende tra la Toscana e Roma, ecco i luoghi disegnati dalla loro presenza: Tarquinia, patria dei re di Roma; Cerveteri e la sua necropoli; Pyrgi, Castel d’Asso e Vulci con l’immenso parco archeologico; sfondi ideali Tuscania, Ceri e Viterbo, splendidi centri medioevali.

VERSO TRIESTE, CITTÀ DI “UNA SCONTROSA GRAZIA”
11/13 marzo e 25/27 marzo 2017
Viaggio a Trieste, città viva, ponte tra l’occidente dell’Europa e il suo cuore, crocevia di culture e lingue, religioni e popoli. I palazzi, le chiese, le strade e le grandi piazze dove si respira la grandeur dei tempi trascorsi, sono frammenti di una memoria intatta, quasi scolpita dalla luce prepotente di certe giornate solatie. Nell’andare e nel tornare, Concordia Sagittaria e Portoguraro, ad accoglierci con la loro storia millenaria.

ROMA ANTICA E PALEOCRISTIANA: ALLE ORIGINI DELL’OCCIDENTE
9/12 febbraio 2017
Roma è la prima delle città, raccontarla non è facile e ci sono tanti modi di farlo. Noi abbiamo cominciato dalle origini, col Palatino e il foro romano, da dove il fuoco di Vesta ardeva a protezione della città. Poi è stata la volta della città di Costantino, con la visita esclusiva alla necropoli pagana e cristiana sotto San Pietro. E poi Santa Maria Maggiore e San Clemente; Santa Maria in Trastevere e il Mausoleo di Santa Costanza. Assaporando la Roma di Piazza Navona, Campo dei Fiori, del Pantheon e del Caravaggio.

ANNO 2016

SULLE TRACCE DI ULISSE, DAL CIRCEO A GAETA
24/27 novembre e 8/11 dicembre 2016
Come compagni di Ulisse, abbiamo “navigato” lungo la costa tirrenica, alla scoperta di gioielli nascosti in luoghi mitici, bagnati dal sole e dalla salsedine del mare d’autunno. Nostra base Sperlonga, con la grotta di Tiberio, ode a Troia e alla fulgida stirpe Claudia, poi Terracina, con la vista sul Circeo dal Monte Orlando, e poi Gaeta e Formia, di antiche origini, infine il lago di Paola, frutto del mare, alle spalle di Circe, magica ospite di Ulisse.   

NELLE TERRE DI BARI. I SASSI DI MATERA, IL REGNO DI FEDERICO II
23/26 settembre e 14/17 ottobre 2016
Viaggio nelle terre dell’Apulia e della Lucania, cinte dal mare e distese placidamente sotto cieli mediterranei. Bari e il suo cuore, il quartiere San Nicola e i vicoli della città vecchia; la cattedrale di Trani, svettante sul mare; Barletta e il suo colosso; la fortezza di Castel del Monte, dono dello Stupor Mundi. E poi un gioiello intagliato nel tufo, un presepe lavorato direttamente dalle mani dell’uomo, Matera, “spettacolo” UNESCO e capitale europea della cultura.

LA MONTAGNA INCANTATA: SEGANTINI E IL BERNINA
23/24 luglio 2016
Un incanto, una suggestione continua, il sole che riverbera nell’acqua ferma e placida dei laghi d’alta quota. Un omaggio alla montagna vista attraverso gli occhi di un pittore straordinario, innamorato di infiniti silenzi rotti solo dai belati, dai vagiti di un bimbo. Le tappe: Chiavenna, Maloja, i laghi di Sils, il Museo Segantini a Sankt Moritz e il Bernina visto attraverso i finestrini del Trenino rosso.

VIAGGIO IN BORGOGNA – LE VIE DEL ROMANICO
2/6 giugno 2016
Dentro il Medioevo, tra colline e vigneti, abbazie e chiostri, persi nella verde terra di Borgogna. Sotto le volte della potente Cluny, i monaci pregano e cantano. L’altera Vezelay e la silente Fontenay danno rifugio a pellegrini assetati di bellezza. Tournus e Autun ci regalano capolavori del romanico, usciti dalle sapienti mani di architetti e scultori. Grandiosa Digione, in anticipo sui tempi Beaune. E Annecy sospesa tra le acque e il cielo

GIOTTO, GLI SCROVEGNI E LA PADOVA DEL TRECENTO
27/28 febbraio 2016
Un tuffo nella Padova del Trecento, dalla rivoluzione del Giotto degli Scrovegni ai modi raffinati e brillanti di Giusto de’ Menabuoi, al parlar latino degli affreschi di Altichiero, nel cuore del… Santo. La Cappella degli Scrovegni, il Battistero, l’Oratorio di San Giorgio e un piccolo affaccio sul Cinquecento vellutato e sensuale di Tiziano della Scuola del Santo, queste le mete del nostro andare, protetti dalle costellazioni, i pianeti e i flussi celesti della volta del Palazzo della Ragione.

ANNO 2015

NAPOLI E LE CITTÀ DEL VESUVIO: TESORI D’ARTE E ARCHEOLOGIA
5/8 dicembre e 10/13 dicembre 2015
All’ombra di un vulcano, una città antica. Napoli vista attraverso le sue sfaccettature, la sua storia, i suoi colori. Persi tra i vicoli e i rioni abitati da un esercito intoccabile di Santi che difendono capolavori di fede e arte inestimabili, come il Cristo Velato e le Opere Pie del Caravaggio. Insieme ad Ercolano e Pompei, frammenti del mondo antico, ecco i capolavori del Museo Archeologico Nazionale.

VAL DI NOTO: PATRIMONI DI BELLEZZA TRA IL BAROCCO E L’ANTICO
12/20 settembre 2015
Giallo, rosso e oro: la terra siciliana si fa meta di un viaggio alla scoperta delle sue due anime: quella antica, del tempo mitico di Omero, e quella barocca, sorta come la fenice sulle ceneri di un terremoto. Modica, Ragusa Ibla, Scicli, Noto, Palazzolo Acreide e Catania; i mosaici della Villa del Casale e del Tellaro; Siracusa abbagliante nel suo bianco splendore

COLMAR, BASILEA E FRIBURGO: I LUOGHI DI GRÜNEWALD E HOLBEIN
30 maggio/2 giugno 2015
Un triangolo di terra, ricco di arte e storia: la francese Colmar, la teutonica Friburgo, la svizzera Basilea. Quattro giorni dedicati alla pittura tedesca del primo Cinquecento, ai panorami dell’Alsazia e dell’Alto Reno, con visita anche a Strasburgo, Ebersmunster, Riquewihr, Breisach am Rhein

SUGGESTIONI DALLE ‘TERRE DI PONENTE’: DALLA LIGURIA ALLA COSTA AZZURRA
27/29 marzo 2015
Viaggio tra il blu dei mosaici e quello del mare di Picasso, Matisse, Chagall: visita ad Albenga, Saint-Jean-Cap-Ferrat, Nizza, Vallauris, Saint-Paul-de-Vence, Vence, Cimiez, Villefranche-sur-Mer

ANNO 2014

NELLE TERRE DI PIERO DELLA FRANCESCA: L’ALTA VAL TIBERINA E L’ARETINO
12/14 settembre 2014
Omaggio a uno dei più grandi artisti del Quattrocento italiano, straordinario interprete delle istanze umanistiche rinascimentali, maestro di prospettiva e mirabile, moderno pittore, e alle sue terre: Sansepolcro, Arezzo, Monterchi, Città di Castello

LE CORTI, I DUCATI: URBINO, ASCOLI, SPOLETO
18/22 giugno 2014
Viaggio tra le Marche e l’Umbria, sulle tracce dei Longobardi, del Medioevo di mattoni e castelli e dell’arte del Rinascimento di Piero della Francesca, Benozzo Gozzoli e Carlo Crivelli. Mete toccate: Urbino, Ascoli Piceno, Montefiore dell’Aso, Arquata del Tronto, Piani di Castelluccio, Norcia, Fonti del Clitunno, Spoleto, Montefalco e Perugia

RAVENNA NUOVA COSTANTINOPOLI
28/30 marzo 2014
13/15 ottobre 2018
Ravenna, patrimonio UNESCO dell’umanità, per tre volte sede dell’impero, capitale della cultura bizantina in Italia: una visita dedicata e intensa, all’ombra di antiche chiese e mausolei, con un omaggio dovuto al Tempio Malatestiano di Rimini e alla Biblioteca umanistica di Cesena

ANNO 2013

FRIULI TERRA DI CONFINE
20/22 settembre 2013
Visita a Sesto al Reghena, Udine, Cividale, Gemona, Venzone, Aquileia, Grado: dal tardo-antico al regno Langobardorum, dalle montagne del terremoto al mare di intensi scambi e commerci, dai mosaici dei primi cristiani agli affreschi del trionfante Settecento

Se volete saperne di più, richiedete i nostri programmi di viaggio!

Dove siamo stati

Acànto per le aziende

La cultura su misura

Eventi e visite guidate per le aziende a Milano

Il patrimonio culturale è la miglior opportunità per trasformare un evento in un successo e Acànto è il partner ideale per progettarlo, realizzarlo e gestirlo. Il tour più classico o il più insolito, l’apertura in esclusiva di un museo, l’ingresso a porte chiuse alla mostra più interessante della stagione, una piccola mostra ‘solo per voi’, o l’idea che ancora non c’è e che costruiremo ‘su misura’ per i vostri ospiti…

Milano offre il suo meglio, Acànto aggiunge competenza, passione, creatività e una lunga esperienza nell’organizzazione di eventi culturali.

Chiamateci o scriveteci, troveremo insieme la soluzione più efficace per i vostri ospiti, curando la riuscita del vostro evento fino ai minimi dettagli.

Acànto lavora con realtà aziendali e associative, agenzie eventi, incentive houses, PCOs, agenzie di viaggio e tour operators.

 

 

Acànto per le aziende

I Navigli

Milano città d’acqua

La mancanza di un fiume vero e proprio non ha impedito a Milano di trasformarsi in una vera città d’acqua. Nel Medioevo sono nati i canali artificiali che, per secoli, hanno attraversato la città. Della estesa rete dei Navigli, oggi non resta quasi nulla, ma non tutto è perduto: il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese si incontrano ancora nella Darsena, storico porto cittadino. Il risultato è magico, un viaggio a ritroso nel tempo, ma l’atmosfera è tutt’altro che d’antan! I Navigli sono infatti il luogo ideale per una passeggiata, da concludere con un aperitivo, o con una cena in uno dei mille locali che si affacciano lungo le sponde.

TRA STORIA, RITI E TRADIZIONI

Nel corso dei secoli i Navigli hanno visto il passaggio dei lussuosi barconi della corte milanese e sono stati la via di trasporto dei marmi del Duomo. Sono stati testimoni della fatica dei lavoratori e delle lavandaie.
Oggi sono il luogo del divertimento e del tempo libero dei milanesi, e nelle vetrine che vi si affacciano il vintage si mescola con il design.

E’ lunga la storia dei Navigli, e merita di essere raccontata. Organizza con noi la tua visita guidata, per un gruppo, per la tua famiglia o per pochi amici. 

curiosacanto@acantomilano.it – 339 8331443 / 339 780775939

I Navigli

Da non perdere a Milano

MILANO CLASSICA. LE ICONE

Il tour classico di Milano con Acànto.
Il Castello Sforzesco, il Duomo, la Galleria e la Scala: questi sono i luoghi “milanesi” per eccellenza, quelli che nell’immaginario comune evocano immediatamente Milano, la sua grandezza e il suo fascino. E non solo allo straniero, ma anche al turista italiano o, semplicemente, al curioso che viene a passeggiare in città nel fine settimana.

MILANO CLASSICA. LE CHIESE

Probabilmente non c’è davvero niente di più milanese del Duomo e conoscerlo è il primo passo per conoscere Milano, ma capire di cosa sia realmente intessuta la sua anima non è impresa facile, per questo vale la pena di prenotare una visita guidata con noi. Vi risparmiermo anche la noiosa attesa in fila all’ingresso!

Certo il Duomo non è l’unica chiesa milanese che valga la pena di una visita. S. Ambrogio è uno dei maggiori esempi di Romanico in Italia e il suo altare d’oro è  un capolavoro di oreficeria carolingia semplicemente unico al mondo. S. Lorenzo è la prima basilica ad impianto centrale nell’Occidente cristiano e ricalca i mausolei orientali. Qui, la cappella di S. Aquilino, conserva uno dei primi mosaici a fondo oro dell’occidente. Poco distante , la medievale basilica di S. Eustorgio ospita la Cappella Portinari che fonde i modi puri e razionali del Rinascimento toscano con quelli molto più empirici dei costruttori lombardi, regalandoci un esempio straordinario dell’incontro di due culture diverse e fondamentali per la nostra storia.
S. Maurizio al Monastero Maggiore rappresenta il gusto moderno e raffinato del Rinascimento più strabiliante, e ha il potere di stupire chiunque ne varchi la soglia.

MILANO CLASSICA. IL CIMITERO MONUMENTALE

Il Cimitero Monumentale forse non è il primo sulla lista dei luoghi da visitare, ma se ci farete un salto non vi deluderà!  E’ un grandioso museo a cielo aperto in cui, all’ombra de’ cipressi, riposano opere d’arte straordinarie e uniche, ordinatamente disposte: sculture e tombe architettoniche che abbracciano il gusto eclettico del secondo Ottocento, quello scapigliato e Liberty del finire del secolo, il Decò degli anni Venti e Trenta e la razionalizzazione del Dopoguerra.
Un compendio della storia della città e una galleria, silente ma vera, dei suoi più illustri cittadini.


Vuoi visitare i luoghi iconici di Milano? Ti aiuteremo a scegliere il percorso migliore. SCRIVICI e costruiremo l’itinerario perfetto per le tue esigenze!

Da non perdere a Milano

Musei a Milano

VISITARE I MUSEI MILANESI

Milano è una città di musei? Sempre di più!
La sincera vocazione per il nuovo fa di Milano una città che trasforma e rinnova più che conservare,  ma questo non vuol dire che manchino i musei, al contrario… se ne creano di nuovi!
Negli ultimi anni in particolare, le proposte si sono moltiplicate, e chi ama dedicare un po’ del suo tempo ai musei, non ha che da scegliere.

i grandi classici

Non si può pensare di lasciare Milano senza aver visitato la Pinacoteca di Brera, davvero non si può! Non solo perché raccoglie una quantità di veri capolavori – di Rafaello, Piero della Francesca, Andrea Mantegna, Caravaggio… solo per dare un’idea -, ma anche perché, guidata dal direttore James Bradbourne, sa rinnovarsi ogni giorno sotto i nostri occhi.  Cosa c’è di più eccitante di un museo che sa restare al passo coi tempi?!
E per restare  nel classico, la Pinacoteca Ambrosiana è la custode delle meraviglie di Leonardo, il Musico, e i preziosi fogli del Codice Atlantico.
E poi il Museo teatrale alla Scala, che permette l’affaccio dagli iconici palchetti e la vista del maestoso, milanesissimo palcoscenico, il Museo del Duomo, che ne racconta la lunga e intrigante storia, e i Musei Civici del Castello Sforzesco, fieri di ospitare l’ultimo capolavoro di Michelangelo, la Pietà Rondanini.

La storia

Per chi ama la storia, la prima tappa sarà al Museo Archeologico, non solo per le sue testimonianze, ma anche per le tracce della presenza romana  a due passi dalla sua bella sede, da poco rinnovata. Il Museo del Risorgimento, vicino al quartiere di Brera, racconta le lotte milanesi per l’Unità d’Italia. Palazzo Morando, allestito in una dimora nobiliare che conserva i suoi originari arredi settecenteschi, vi stupirà invece per la sua anima fluida, che racconta la storia di Milano attraverso una collezione di dipinti, ma anche, vista la sua posizione, nel cuore del quadrilatero della moda, la storia del costume.

i templi del contemporaneo

Inaugurato nel 2010 nel rinnovato Arengario, proprio di fianco al Duomo, il  Museo del 900 ospita le collezioni d’arte milanese del XX secolo, e una spettacolare vista sulla cattedrale!  Immerso nel verde del parco cittadino che si estende alle spalle del Castello Sforzesco, il Triennale Design Museum è uno dei luoghi di cultura più frizzanti della città. La sua sede iconica disegnata dall’architetto Muzio nel 1933, le belle mostre, gli spazi di incontro e la terrazza panoramica ne fanno un vero gioiello.

A questi bisogna aggiungere le recentissime venue private. Le prime in ordine di apparizione sono le Gallerie d’Italia, affacciate su piazza Scala, con la loro raffinatissima collezione di pittura dell’800, la raccolta d’arte contemporanea e le mostre temporanee. A seguire, la Fondazione Prada, nata nel 2015… ci si va per questioni di stile, e se ne esce innamorati per sempre dell’arte contemporanea! Infine, i Silos Armani, anch’essi del 2015, vero e proprio tempio dedicato alla lunga carriera di ‘re Giorgio’, per perdersi in 4 piani di outfit da sogno.

le case museo

Per chi intende il museo come luogo di atmosfera, è d’obbligo la visita ad almeno una delle case museo milanesi. Quattro quelle iconiche. Poldi Pezzoli e Bagatti Valsecchi, la prima lungo la centralissima via Manzoni, l’altra al centro del Fashion District vi incanteranno per eleganza e ricchezza. Se amate il Novecento, dopo aver visitato il Museo del Novecento, non potete invece perdere la collezione di dipinti dei coniugi Boschi di Stefano, in via Jan e la Villa Necchi Campiglio, nata nel 1935 e rimasta intatta da allora. Specchio della borghesia milanese più vera, quest’ultima forse l’avete già ammirata nelle inquadrature del film di Luca Guadagnino ‘Io sono l’amore’!

Avete già visto tutto? Allora ecco un suggerimento: la Casa Museo Mangini Bonomi in via dell’Ambrosiana 20.

 

Vuoi visitare i musei milanesi? Fallo con i nostri storici dell’arte. Ti aiuteremo con piacere a scegliere il percorso più interessante per te e, se sei interessato a un periodo storico o a un movimento artistico in particolare, SCRIVICIe costruiremo un itinerario ad hoc!

curiosacanto@acantomilano.it – 339 8331443 / 339 780775939

Musei a Milano

Architettura e modernità

ARCHITETURA E MODERNITÀ… LA CITTÀ CHE SALE

Milano non smette di stupire: ha tante idee, tante anime, tante facce. Anche e soprattutto quella della modernità.
Passeggiare nei suoi quartieri, è come sfogliare un manuale di architettura del Novecento o del XXI secolo: dall’Isola a CityLife, da Lambrate a Porta Nuova, qui si trovano esperimenti, realizzazioni avveniristiche di progetti geniali, riqualificazioni riuscite, sempre con un occhio di riguardo al contesto storico e urbanistico precedenti.
Gli ultimi arrivati sono i distretti di Porta Nuova e City Life. Entrambi nuovissimi e frutto di trasformazioni radicali del vecchio tessuto urbano, entrambi votati al lusso e alla verticalità.

OLD FASHION, NEW LOOK

L’Isola, storico quartiere popolare milanese,  si rifà il look e mette in mostra un’imprevedibile anima hipster accanto alle architetture ormai ‘classiche’ di Terragni, Lingeri e Gio Ponti. Nella convivenza tra poetici angoli di decadenza e scorci futuribili sta la chiave del suo rinnovato successo, tutto da esplorare!
In modo simile, il vecchio quartiere di Lambrate ha saputo ridisegnarsi in chiave super contemporanea e guadagnarsi un posto speciale nel cuore dei design-addicted.

I CLASSICI DELLA MODERNITÀ

Nata nel 1931 e ancora oggi simbolo della dinamicità milanese, la Stazione Centrale, chiamata da subito ‘cattedrale in movimento’, è tuttora la seconda più grande in Europa.
A pochi passi dalla sua iconica mole, svetta  il mitico Pirellone, primo grattacielo milanese  che dall’alto ne osserva i binari, gli arrivi, le partenze.

 

Vuoi esplorare l’architettura moderna? Ti aiuteremo costruendo la visita guidata adatta ai tuoi desideri e, se sei interessato a un periodo storico o a un movimento artistico in particolare, SCRIVICI e ti invieremo le descrizioni dettagliate dei nostri percorsi!

Architettura e modernità