100%

LE NOSTRE MOSTRE
Scopri tutte le mostre in programma

MOSTRA: POST ZANG TUMB TUUM
Fondazione Prada, 18 febbraio-25 giugno 2018

 Il titolo, POST ZANG TUMB TUUM, è mediato dal poema di Marinetti del 1914, il primo libro ‘parolibero’, ma questa non è una mostra sul Futurismo, è molto di più!...

 Il titolo, POST ZANG TUMB TUUM, è mediato dal poema di Marinetti del 1914, il primo libro ‘parolibero’, ma questa non è una mostra sul Futurismo, è molto di più! Quella allestita alla Fondazione Prada fino al 25 giugno, è una mostra che prova a rileggere l’arte prodotta in Italia negli anni tra le due guerre, restituendola al suo contesto sociale, culturale e politico, perché l’arte è un sistema di connessioni ed è il paradigma della società che la produce. In questo caso la società è l’Italia che scivola nel fascismo e il suo prodotto artistico quello che, volente o nolente, diventa lo strumento della sua narrazione autarchica.

Il rapporto tra gli artisti, gli intellettuali e il regime, diventa leggibile sala dopo sala, attraverso la ricostruzione delle grandi mostre di stato, il recupero di documenti e fotografie, l’esposizione di una straordinaria quantità di opere. Molte le facce, molte le dinamiche, molte le contraddizioni, in un caleidoscopio di nomi e movimenti:  Balla, Carrà, Severini e Depero; Sironi e Casorati; de Chirico, de Pisis e Morandi; Scipione e gli scultori Wildt, Arturo Martini e Melotti. Futurismo, Valori Plastici, Novecento, Astrattismo, Scuola romana, Corrente e Italiens de Paris.
Insomma, per chi ama l’arte del secolo Novecento, questa esposizione sarà una vera benedizione; per chi invece ama l’idea che l’opera d’arte vada contemplata nella propria ‘purezza’, sarà… uno shock salutare!

Le date delle visite guidate di Acànto alla mostra sono in calendario.

Leggi tutto

MOSTRA: IMPRESSIONISMO E AVANGUARDIE
Palazzo Reale, 7 marzo-2 settembre 2018

CAPOLAVORI DAL PHILADELPHIA MUSEUM OF ARTLe collezioni d’arte impressionista e moderna sono il fiore all’occhiello del Philadelphia Museum of Art, e un viaggio nella storia del collezionismo...

CAPOLAVORI DAL PHILADELPHIA MUSEUM OF ART
Le collezioni d’arte impressionista e moderna sono il fiore all’occhiello del Philadelphia Museum of Art, e un viaggio nella storia del collezionismo americano. I dipinti e le sculture che oggi vi sono raccolti, arredavano fino a non troppi anni fa i salotti e gli studi di ricchi e lungimiranti americani dotati di intuizione e buon gusto. È attraverso le loro donazioni che il Museo ha preso la sua forma attuale.
Dal 7 marzo e fino al 2 settembre, mentre le porte del Philadelphia Museum of Art restano chiuse e l’archistar Frank Gehry è al lavoro per conquistare nuovi spazi e aggiungere un tocco di contemporaneità alla storia affascinante di questa istituzione americana, noi milanesi possiamo godere di una selezione di 50 opere prestate per l’occasione a Palazzo Reale. Quasi tutti dipinti e qualche scultura, tutti di artisti europei straordinari. Qualche nome? Cézanne, Monet, Renoir, Gauguin, Picasso, Matisse. Non bastano? Allora aggiungiamo Degas, Rousseau il doganiere, Klee, Dalì, Rouault, Chagall… la storia dell’arte moderna raccontata attraverso immagini preziose e bellissime.

In Calendario, le date delle visite guidate di Acànto.

Leggi tutto

MOSTRA: DÜRER E IL RINASCIMENTO
Palazzo Reale, 21 febbraio-24 giugno 2018

A 19 anni Albrecht Dürer lascia Norimberga alla volta dell'Italia. E' la primavera del 1494 e si vanno sciogliendo le nevi sulle Alpi. Negli stessi mesi - singolare coincidenza - Carlo VIII con le...

A 19 anni Albrecht Dürer lascia Norimberga alla volta dell'Italia. E' la primavera del 1494 e si vanno sciogliendo le nevi sulle Alpi. Negli stessi mesi - singolare coincidenza - Carlo VIII con le sue armate inizia la lenta discesa per l'Italia. E' il segnale che il duello franco-spagnolo è ormai iniziato e la posta in gioco sono i deboli e divisi stati italiani. Le guerre d'Italia o meglio le guerre per l'Italia - come scrisse Fernand Braudel - segnano la disfatta di quel coacervo di stati e statarelli in perpetuo conflitto tra loro. Ma contemporaneamente, mentre si disfa l'utopia politica di una nazione italiana, principia il mito dell'Italia nell'Europa moderna. Non v'è dubbio che l'artista noriburghese è uno degli "agenti speciali" volti, con la loro sete di sapere, a costruire quel mito che dominerà la civilisation europea fino a metà Settecento. Venezia, città che a quel tempo ambisce al titolo di seconda Roma, per la sua posizione geografica e per il suo ruolo di eminente centro mercantile, è tra le prime che contribuisce alla costruzione di questo mito. Albrecht assume nel Rinascimento settentrionale il ruolo centrale di artista-umanista, vero baricentro e cerniera tra il Mediterraneo e l'Europa centro-settentrionale. Cesare de Seta

Quella inquadrata dalle parole di Cesare de Seta è la prospettiva in cui collocare la nuova mostra di Palazzo Reale. Non solo un omaggio al suo genio inquieto, ma un’indagine ad ampio spettro che evidenzia i legami con il suo mondo naturale, quello degli artisti del nord, Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung da un lato, e quello d’elezione, l’Italia di Giorgione, Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Leonardo da Vinci, Cima da Conegliano, Solario, Jacopo de'Barbari, Bartolomeo Veneto, Lorenzo Lotto….

Una mostra intensa, specchio delle inquietudini del viaggiatore, della curiosità dello scienziato e del talento dell’artista.
Scopri le date alla voce CALENDARIO!

Leggi tutto

MOSTRA: FRIDA. OLTRE IL MITO
MUDEC-Museo delle Culture, 1 febbraio - 3 giugno 2018

Arriva Frida!Di lei sappiamo molto, della sua vita intensa e breve. Sappiamo del suo coraggio e della fragilità. Conosciamo la storia delle sue sfide, quelle per la sopravvivenza alla poliomielite...

Arriva Frida!
Di lei sappiamo molto, della sua vita intensa e breve.
Sappiamo del suo coraggio e della fragilità. Conosciamo la storia delle sue sfide, quelle per la sopravvivenza alla poliomielite da bambina, all’incidente disastroso che quasi la uccide da ragazza, alle gravidanze interrotte da adulta e alla gamba amputata poco prima di morire.
Sappiamo quasi tutto dei suoi tormenti d’amore, del rapporto sbilanciato e ossessivo con l’incontenibile Diego Rivera, delle amanti di lui e quelli di lei, uomini donne.
Sappiamo delle sue passioni politiche, condivise con il marito e dei loro incontri con i grandi della storia, quella messicana, quella degli Stati Uniti, quella europea.
Riguardiamo le fotografie, in bianco e nero e a colori, e riconosciamo in lei l’icona di stile in costume messicano, come le donne dell’Istmo di Tehuantepec.

Sappiamo anche che la mostra aperta al MUDEC-Museo delle Culture fino al prossimo 3 giugno 2018, è l’ultima di una lunga serie… ma promette sorprese! Dopo 6 anni di ricerca negli archivi Diego e Frida a Città del Messico, aperti solo nel 2007 nella doppia occasione dei 50 anni dalla morte di lui e 100 dalla nascita di lei, sulla pittura di Frida - forse l’aspetto meno indagato della sua storia- si fanno nuove considerazioni, si aprono nuove prospettive. La mostra milanese promette  -evviva!- di superare gli stereotipi e puntare dritto al suo lavoro di artista.

A breve sul sito, le date delle visite guidate di Acànto.

Leggi tutto